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Domenica, 3 Marzo 2024
La replica

Analisi di Reggio Futura, la replica del Pd: "Miscuglio di ignoranza storica e propaganda"

Le osservazioni del Partito democratico di Reggio Calabria dopo l'incontro con la stampa promosso dal movimento politico cittadino

"Lo studio elaborato dai “luminari” di Reggio Futura, Italo Palmara ed Erasmo Villardita, sembra davvero
basato sulle teorie del professor Fontecedro, l’inappuntabile docente dell'università di Palo Alto interpretato
dal comico Daniele Luttazzi negli anni ‘90, celebre perché considerava fortemente educativi il beach volley e
l'uso di allucinogeni.

Al di fuori dell'ironia e della metafora, nel chiedere scusa a Luttazzi per l’improvvido accostamento, non possiamo che constatare come, quanto pubblicato dai due nostalgici del decennio comunale Scopellitiano, abbia davvero dell’incredibile".

Inizia con queste parole la replica del Pd di Reggio Calabria all'analisi illustrata dal movimento Reggio Futura nel corso di un incontro con la stampa cittadina.

"Numeri presi a caso, - sottolineano i dem - buttati giù su un foglio a formare improbabili grafici, riferimenti privi di qualsiasi fondamento scientifico, totalmente scollegati da ogni criterio e contesto storico e artatamente costruiti
senza tenere in considerazione tempi e mutazioni economico sociali succedutesi nell’ultimo secolo.

Il duo Palmara-Villardita prende in esame il periodo che va dal 2002 al 2011 per approfondire i dati di aperture e chiusure di imprese sul territorio, senza soffermarsi sull’onda lunga positiva delle amministrazioni di Italo Falcomatà che hanno portato sviluppo, riscatto e speranza ad una città fuoriuscita da una feroce guerra di mafia. Anzi, fanno ipocritamente riferimento al 2002 che, di fatto e di diritto, rientra nella cosiddetta "Primavera reggina di Italo", fautrice di tantissime opere pubbliche successivamente inaugurate dalla destra al governo del Comune.

Nelle sue ricostruzioni, purtroppo, Reggio Futura dimentica di riportare la recrudescenza della ‘ndrangheta che, proprio in quello stesso lasso di tempo (2002-2012), era tornata a sparare, a incendiare negozi, a minacciare giudici, a fucilare i mezzi della società mista del Comune incaricata della raccolta dei rifiuti.

Anche quello era il periodo dell’esaltazione del modello Reggio, dei vip e delle veline in giro nelle notti bianche, dei fondi vincolati e dirottati in altre voci di spesa, delle vacche grasse e di un Ente che si avvicinava al baratro del dissesto edall’onta dello scioglimento per mafia".

Secondo il Pd "quest'ultimo, è il momento sicuramente più triste, infausto e basso per la città guidata dall'amministrazione Arena di cui, Palmara e Villardita, si guardano bene da menzionare perfino minimamente. E non serve andare a ricercare dati, cifre e numeri per comprendere appieno la nefasta epopea del centrodestra al Comune. Più semplicemente, basta riprendere e leggere i verbali dei collaboratori di giustizia, un tempo politici che hanno svolto ruoli importantissimi all’interno delle istituzioni e che, adesso, stanno contribuendo a squarciare il velo di ipocrisia e malaffare che ha dominato quei tristi anni reggini.

Capziosamente, per sostenere le loro teorie bislacche, Palmara e Villardita fanno finta di non sapere che, dal 2020 in poi, il mondo abbia dovuto fare i conti con una pandemia devastante per le imprese, le professioni, l'artigianato, i consumi, l’esistenza stessa di ogni essere umano. Finito il loro soggiorno su Marte, si saranno pure accorti che il Covid non è stato affatto uno scherzo".

Il Pd poi si chiede "sull’aeroporto che dire? La gestione della Sogas, anche quella spendacciona, nebulosa e opaca, ha condotto l’infrastruttura verso morte certa. Vero, come sostengono da Reggio Futura, che il Tito Minniti aveva voli e passeggeri in quantità, ma è altrettanto vero che i fiumi di denaro pubblico dirottati per ottenere quei risultati sono serviti a far crescere la popolarità di qualcuno a discapito di una programmazione vera, produttiva ed efficace per l’aerostazione e l’area metropolitana nel suo complesso.

Erasmo Villardita, poi, si sofferma sullo spopolamento della città. Addirittura torna indietro fino al 1901 per dar forza alle sue elucubrazioni. Elude, totalmente, alcuni passaggi storici ed economici fondamentali come la conurbazione della “Grande Reggio” del 1927, l’urbanizzazione partita dagli anni ‘60 in poi che ha svuotato le campagne e riempito le città, la svendita delle principali aziende statali che hanno inciso, profondamente, in un contesto che all’impiego pubblico deve la gran parte della propria economia.

Affermare che, in questi ultimi anni, sono stati fatti più danni rispetto all’epoca del terremoto e delle due guerre, vuol dire non conoscere la storia o, più realisticamente, provare a manipolare l’opinione pubblica attraverso studi chiaramente parziali e per nulla scientifici. Purtroppo, le piccole, medie e grandi città del Mezzogiorno stanno soffrendo un graduale ridimensionamento demografico. Non è, quindi, un fenomeno che interessa la sola Reggio Calabria".

"Di fronte a questa drammatica situazione, - conclude il Partito democratico - Reggio Futura e i suoi accoliti al governo del Paese rispondono sostenendo l'autonomia differenziata, la pena capitale per il Sud e per tutti i meridionali. Insomma, siamo di fronte a un’ignobile operazione di propaganda asservita al padrone, a una becera mistificazione della realtà e a una malafede che fanno comprendere bene come, in Reggio Futura, stiano
davvero dando i numeri".

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