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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Il caso / Centro / Piazza de Nava

Piste ciclabili, tutti contro il sindaco e qualcuno segnala il caso a Striscia

La diretta di Falcomatà che denuncia la sua stessa amministrazione, scatena cittadini e opposizione politica, mentre diventa virale l'appello alla trasmissione di Ricci

La diretta Facebook di Giuseppe Falcomatà sulle piste ciclabili si ritorce contro il sindaco scatenando un vespaio di critiche  e attacchi che al culmine della discussione sotto il post hanno persino indotto gli amministratori a bloccare qualche utente e chiudere temporaneamente i commenti.

A rispondere a Falcomatà sono cittadini uniti in un corale pensiero: il sindaco ha preso un provvedimento contro la sua stessa amministrazione e per la quasi totalità dei commentatori è paradossale che il primo cittadino, controllore istituzionale, non fosse a conoscenza del progetto contro cui ora si scaglia stabilendo la sospensione di lavori sui quali aveva l'onere di vigilare. 

Nell'onda indignata che segue le segnalazioni di ieri a proposito della collocazione delle piste, qualcuno ha già portato la vicenda all'attenzione di Striscia la notizia. Per il tg satirico di Antonio Ricci le stranezze di Reggio Calabria sono ormai d'annata dopo il servizio dedicato al tapis roulant a singhiozzo. 

Sul caso piste ciclabili Vincenzo D'Africa fa sapere di aver divulgato le foto del pasticcio reggino alla redazione di Striscia oltre a vari media nazionali sottolineando lo spreco di 500.000 euro di denaro pubblico. "Uno scempio annunciato - scrive - e visto che l'attuale classe politica comunale non dà risposte, sono stato costretto a contattare Striscia la Notizia e invito anche tutta la cittadinanza a segnalare per tenere alta l'attenzione". 

Sotto il post di Falcomatà sono poche le parole di elogio per la decisione (pur riconosciuta come doverosa) del sindaco, e comunque chi lo approva è in minoranza rispetto ai commenti sarcastici o di dissenso verso un'azione tardiva e per molti versi surreale. "Vergognoso che non si controlli sui lavori"; "Ma il progetto non andava visto prima dell' inizio dei lavori?"; "Non ne era a conoscenza??????"; "Il sindaco che s'è incazzato col sindaco"; "Scusate ma quindi chi ha dato l’autorizzazione a questo scempio?". 

Tra chi replica al sindaco c'è l'ex Confesercenti Benito Lisitano, che dichiara: "Sindaco, non le sembra assurdo che debba essere lei a verificare la bontà dei lavori? Non le sembra che quanto meno i tecnici del Comune avrebbero dovuto verificare la esecuzione degli stessi? Anche perché i cittadini avevano gia manifestato il dissenso sulla loro esecuzione"; "Un sindaco che ammette di non avere autorità sui dirigenti dell'amministrazione che dirige ,vuol dire che non ha potere gestionale o capacità ad esercitarlo".

Mentre la storica Marisa Cagliostro afferma: "Che disastro, ma come è possibile una simile assurdità. Ma controlli dell ufficio tecnico comunale? Troppo grave la cosa per non individuare e sanzionare tutte le responsabilità. Ci ride dietro il mondo".

E l'imprenditore Giuseppe Falduto aggiunge: "Ma quale faccia, dopo tutti questi mesi doveva mettere la firma. Incassa 14 mila euro al mese e ha 31 addetti alla sua corte". 

Non manca l'ironia attorno al terzo tempo del sindaco, con un preciso riferimento: "L'assessore alla mobilità Battaglia invece di essere cacciato è stato riconfermato per cui cosa ci racconta con le dirette". E tanti cittadini, spiegando impietosamente che "le responsabilità sono comunque sue, non è certo una bella figura che un sindaco non sappia cosa accade nel proprio territorio", invitando Falcomatà ad essere conseguenziale e denunciare in procura i responsabili del disastro e rivolgersi alla corte dei conti per far valere il danno erariale. 

Il fotomontaggio di Ciccio Spinelli pubblicato su Facebook

Piste ciclabili falcomata foto ciccio spinelli

L'opposizione all'attacco tra consiglieri di opposizione e qualche ex

Le piste ciclabili, da subito terreno di scontro politico, riaccendono l'invettiva dell'opposizione. La consigliera comunale Angela Marcianò in un post corredato dalla foto della pista che ha cancellato i posti per le persone con disabilità dichiara: "Combatto dal 2016 per far attuare il piano per l’eliminazione delle Barriere Architettoniche, che io stessa ho predisposto quando ero assessore ai lavori pubblici. Riscontro ad ogni mio sollecito indifferenza totale. Ma oggi hanno fatto ancora di peggio: sono state coperte per l’esecuzione dei lavori di un’ abnorme pista ciclabile anche i parcheggi per i disabili !!! Un'amministrazione che non tutela più i fragili e sperpera denaro pubblico non ha ragione di esistere". 

Il capogruppo consiliare di Forza Italia, Federico Milia, affida il suo pensiero amareggiato a una nota: “È un rimpallo che ha stancato, quello che il sindaco Falcomatà sta mettendo in campo in questi mesi. Dai video sui social delle conquiste, invisibili, ai video delle vergogne, reali, il passo è stato breve: in piena notte il sindaco ha rinnegato quanto fatto dalla sua stessa amministrazione”.

Milia rimarca le critiche dei reggini sulla pista di via De Nava, ristretta nella corsia preferenziale riservata ai bus: “Ho effettuato personalmente un sopralluogo - afferma il capogruppo - e la situazione è grave, cosi come appare dalle foto diffuse sui social dai cittadini giustamente indignati: più volte abbiamo chiesto delucidazioni sulle modalità di utilizzo di questi fondi, ottenendo dall’amministrazione sempre risposte confuse.

Basta mostrare ai reggini un volto di una città fantasma, che non esiste - conclude - la realtà è sotto gli occhi di tutti: un sindaco che non è in grado di gestire con la sua amministrazione modi, tempi e strumenti di realizzazione di opere pubbliche, che stanno danneggiando un assetto che era già fragile, è un sindaco a metà". 

Lo scenario della diretta di Falcomatà è quasi distopico (e sotto i commenti infatti appare l'ultima frecciata che fa manifestare il sindaco con una risposta, quella che lo vede profeticamente nelle fila di una futura minoranza post elezioni). 

Franco Germanò, ex assessore comunale e componente del direttivo cittadino di Fratelli d'Italia incalza: "Da ieri sera abbiamo preso atto che nella nostra Reggio il sindaco Falcomatà, arrabbiato per come si stanno realizzando le piste ciclabili in città, lancia accuse pesantissime verso chi si sarebbe reso responsabile di tanta vergogna e scopre che le responsabilità sono in capo a chi amministra la città. Per un attimo la realtà politica reggina sembrerebbe essersi capovolta: vuoi vedere che all'insaputa di tutti si è tornati al voto e, avendo vinto il centrodestra, Giuseppe Falcomatà è un coraggioso consigliere comunale d'opposizione che denuncia pubblicamente le malefatte dell'amministrazione cittadina?"

Continua Germanò: "Se non fosse tragicomica, la vicenda potrebbe rappresentare la consacrazione di Giuseppe Falcomatà quale leader dell'opposizione ma a Giuseppe Falcomatà stesso. La realtà però è ben altra. È il disperato tentativo di chi è consapevole che la città non ne può più di un' amministrazione inadeguata, disattenta e colpevolmente distante dai reali bisogni dei cittadini. Ma può mai il sindaco, nel disperato tentativo di ricostruirsi una immagine positiva, provare a far credere di avere scoperto dalle denunce e segnalazioni di cittadini e giornali l'obbrobrio che si sta realizzando in tante arterie della città?

Ma davvero può far credere che anche in questo caso le responsabilità sono sempre di altri? È mai possibile che non voglia ammettere che il progetto esecutivo di ogni opera viene approvato dalla Giunta Comunale? Una giunta costruita casella per casella proprio da Falcomatà. Ci sono evidentemente enormi responsabilità politiche oltre che dei tecnici coinvolti. Chi ha l'onore di essere il primo cittadino ha l'obbligo di chiedere scusa alla città ogni qualvolta si rende conto di errori commessi, il tentare di addossare le colpe solo ad altri non meglio identificati soggetti non è certamente degno del ruolo rivestito".

Un altro ex assessore, Luigi Tuccio, rincara la dose: "Signor sindaco questa è una pantomima. Non si volti sempre indietro ad accusare chi c'era prima di lei perché durante la sua sospensione è stato lei a nominare i suoi rappresentanti in giunta! Qui sono stati spesi soldoni pubblici e il sindaco ha il dovere di chiarire alle istituzioni e alla città. Le alternative sono due: o il sindaco non è considerato dai tecnici comunali o i tecnici comunali hanno eseguito un indirizzo politico dell'amministrazione. Un caso è più grave dell'altro!"

L'ira funesta di Falcomatà lascia aperta la questione con tanti chiarimenti che a questo punto è facile prevedere che la minoranza pretenderà in sede di audizione pubblica. Sullo sfondo aleggia il disagio di Paolo Brunetti e Mimmo Battaglia, convitati di pietra nella reprimenda che il sindaco ha rivolto al settore tecnico del Comune ma evidentemente sono indiretti destinatari del biasimo verso gestione, avvio ed esecuzione del progetto piste ciclabili.

Tanto che, come i reggini ricordano, a pochi giorni dal rientro a palazzo San Giorgio Falcomatà, indispettito dalla boutade della pista horror color rosso sangue aveva tirato le orecchie ai suoi nella chat istituzionale. Oggi con un errore oggettivamente clamoroso la faccenda della pista in-ciclabile e pericolosa è scoppiata nelle mani del sindaco, trasformandosi in un passo falso che non può non creare imbarazzo anche nella maggioranza.

La foto diventata virale pubblicata su Facebook da Fabio Bensaja

Pista ciclabile via de nava Fabio Bensaja

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