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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Campagna elettorale / Centro / Lungomare Italo Falcomatà

Maria Elena Boschi: "Tante idee per il territorio, ascolto le richieste della gente"

Intensa giornata reggina per la parlamentare di Iv, capolista calabrese del terzo polo alla Camera, con visite al porto di Gioia e al museo e un incontro con le associazioni antiracket

Inaugurazione spartana e senza corrente elettrica "per passare subito dalle parole ai fatti" scherza, alludendo alla crisi energetica, Maria Elena Boschi, madrina della sede elettorale del terzo polo sul lungomare. Tra applausi e l'atmosfera pittoresca de primi tamburi della festa patronale, la parlamentare di Italia Viva, capolista calabrese alla Camera per il terzo polo, ha tagliato il nastro del quartier generale reggino della coalizione per una "Italia, sul serio", insieme agli altri candidati di punta nella competizione calabrese, il coordinatore regionale di Iv Ernesto Magorno (secondo nominativo per il proporzionale alla Camera), il consigliere comunale Giovanni Latella (schierato nel collegio reggino) e l'ex sindaco di Taurianova Fabio Scionti, segretario regionale di Azione.

A fare gli onori di casa con Boschi c'erano anche la deputata Federica Dieni, new entry del partito, e i sindaci facenti funzioni di comune e città metropolitana, Brunetti e Versace, che hanno proposto all'onorevole una giornata intensa di appuntamenti, con una tappa al porto di Gioia Tauro, la visita al museo archeologico con i Bronzi e poi allo stabilimento dell'azienda Caffè Mauro e un colloquio con i rappresentanti delle associazioni antiracket, perché sia chiaro, ha detto Carmelo Versace all'E' Hotel, dove si è svolto un incontro dei candidati con i cittadini, che "noi i voti della 'ndrangheta non li vogliamo". 

"Dalla Calabria mi aspetto che ci dia fiducia - dice Boschi - perchè qui abbiamo messo in campo uomini e donne molto validi a cominciare dal mio compagno di avventure Magorno, che ha rappresentato al meglio questo territorio in Parlamento e ora unendo le nostre forze, avremo maggiore capacità di incidere sulle decisioni importanti per i calabresi".

Le aree locali di intervento sono il lavoro, la sanità e il sostegno contro il caro bollette ("è un problema che accomuna tutta Italia e i commercianti di questa città con cui ho parlato mi hanno detto che non possono più aspettare, che a Natale così non arrivano"), ma anche la promozione della bellezza, rappresentata a Reggio dall'arte e la cultura, dalla magnificenza dei Bronzi. "Mi metto a disposizione - continua l'ex ministra - ascoltando i calabresi, l'ascolto è la parte più importante di una campagna elettorale, insieme alla conoscenza dei territori, abbiao tante idee e altre nasceranno da quello che si impara sul campo". Un legame speciale con Reggio lo sottolinea citando la mobilitazione dopo lo stupro di Anna Maria Scarfò, tema caro alla parlamentare toscana, che al governo è stata tra le promotrici della riapertura dei centri antiviolenza.

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Sul porto di Gioia Tauro dichiara: "Con il governo Renzi e il ministro Del Rio lì abbiamo salvato posti di lavoro in un momento molto diffcile, questo porto è un'eccellenza non solo calabrese ma italiana. Nel confronto con l'autorità portuale e i lavoratori ci è stato chiesto nuovi investimenti che rafforzino i collegamenti con ferrovie e strade. Ma la portualità non è l'unica risorsa di quell'area, questa terra può trasformarsi in un hub di energie rinnovabili, esiste una ricchezza donata dalla natura che bisogna cogliere e mettere a frutto". Inevitabile la sponda per l'argomento su cui in Calabria lo scontro elettorale è particolarmente acceso, cioè il rigassificatore di Gioia. Che politici e tecnici vogliono ma gli amministratori della zona no. 

"Credo - spiega Boschi - che si debba sempre parlare con i cittadini, in questo caso per aiutarli a vincere qualche preoccupazione legittima e lo dico come la persona che per legge ha introdotto il dibattito pubblico sul modello francese. Però c'è anche una responsabilità e scelte da portare avanti quando ci sono opere che servono a tutto il paese, e questo lo diciamo a Piombino come a Gioia Tauro".

Il Ponte ("siamo sempre stati favorevoli e rimaniamo coerenti su questa posizione") è solo uno dei tasselli dello sviluppo locale in un mosaico composito di infrastrutture tra cui l'alta velocità. "Grazie ai patti per i Mezzogiorno firmati dal governo Renzi - tiene a ricordare la parlamentare - ci sono ancora effetti importanti sui bilanci di molte amministrazioni locali, mi è stato detto proprio oggi. Le ricette che funzionano le abbiamo sperimentate e le porteremo avanti; penso alle Zes, abbiamo faticato tanto per averle e adesso dobbiamo fare in modo che siano efficaci, puntando anche sulla fiscalità differenziata"

A chi le fa notare la deroga al diktat del 'mai con i Cinquestelle' incarnata dall'accoglienza della deputata Dieni replica: "Continuiamo a pensarla così, eravamo e siamo alternativi sia a centrodestra che centrosinistra, corriamo soli e i sondaggi stanno premiando questa coerenza. E' stata una Cinquestelle a venire da noi e lo ha fatto perchè Federica Dieni ha reagito all'irresponsabilità di Conte di far cadere il governo Draghi. Pur non essendo candidata con molta generosità ci sta aiutando nella campagna elettorale e si sta spendendo per il nostro progetto". Stima ricambiata dalla deputata reggina, che commenta: "Ho scelto di entrare nella casa dei riformisti e ho trovato un ambiente di grande umanità. Siamo un gruppo che ai cittadini dirà tanti sì".

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Certo, però - esprimiamo un pensiero dell'uomo della strada, banale ma oggettivamente sentito - cosa ne sa davvero Maria Elena Boschi della Calabria, e cosa c'entra qui? L'onorevole incassa le prevedibili frecciatine sulla sua candidatura da forestiera ma non riesce ad evitare il tipo di replica scaricabarile che nelle classiche recriminazioni del centrosinistra evoca i tormentoni vittimistici sul Pd. "I calabresi nella nostra lista - risponde - ci sono, e tutti validi. Salvini, eletto qui, non ha mai fatto niente per questo territorio e ora si ricandida a non rappresentare la Calabria, Cafiero de Raho diceva che non avrebbe neanche bevuto un caffé con i calabresi e ora vuole essere votato. Io sto in mezzo alla gente, non solo prenderei un caffé ma ascolto e parlo con chi mi chiede di lavorare per la sua terra". 

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