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Grandi opere / Villa San Giovanni

Ponte sullo Stretto, Caminiti contro la Lega: "Nessuno può imbavagliare la libera manifestazione"

La sindaca di Villa San Giovanni dice no all'emendamento leghista al ddl sicurezza che vuole mandare in carcere chi protesta

Il Ponte sullo Stretto e le manifestazioni contro la sua realizzazione agitano la maggioranza di governo. Arriva infatti dalla Lega un emendamento al pacchetto sicurezza che turba profondamente chi crede nella democrazia e nella forza del dialogo. 

L'emendamento della Lega al Ddl sicurezza, firmato da Igor Iezzi al cosiddetto “pacchetto sicurezza“, il ddl approvato a novembre dal Consiglio dei ministri e ora in discussione nelle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera, si pone l'obiettivo di innalzare la pena fino a 20 anni di carcere per chi protesta in maniera minacciosa o violenta contro le grandi opere strutturali.

Così ecco che il leader dei Verdi Angelo Bonelli, denuncia subito: “La Lega vuole mandare in carcere chi protesta contro il ponte sullo Stretto di Messina. È la conferma della svolta autoritaria e repressiva nei confronti di chi dissente dalle folli politiche di questo governo”, attacca.

L’emendamento, prosegue Bonelli, “vuole intimidire la legittima protesta contro il ponte e, se fosse approvato”, colpirebbe “chi, con immagini o atti simbolici, possa minacciare il blocco di opere infrastrutturali”.

Una sindaca in prima linea

Anche la sindaca di Villa San Giovanni Giusy Caminiti non ci sta e afferma con coraggio: "Dopo la manifestazione di sabato scorso a Villa San Giovanni che tutto è stato tranne che una manifestazione violenta, ma piuttosto una manifestazione pacifica, colorata, di tanti no differenti che si sono “parlati” e anche  di tanti sì (alla sanità, alla pubblica istruzione, allo sviluppo sostenibile del territorio, alla tutela ambientale e paesaggistica), mi sembra assurdo che questo emendamento voglia colpire questo mondo! Chi manifesta il proprio pensiero in assoluta libertà e nel rispetto dei principi costituzionali e democratici è un’opportunità e giammai  un problema per la Repubblica italiana. Siamo uno Stato di diritto e sono le istituzioni a dover pretendere il rispetto dei principi costituzionali, tutti!"

"Io sono il sindaco che dal palco della manifestazione No ponte ha espresso una posizione istituzionale, basata su una scelta di metodo (quello tecnico scientifico), motivando il no al progetto: mi è stato permesso di intervenire nonostante fosse ben nota la posizione dell’amministrazione comunale di Villa San Giovanni; sono stata ascoltata e non contestata; tutti abbiamo ascoltato e rispettato le opinioni altrui.

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Nessuno può impedire o imbavagliare la libera e democratica manifestazione. Per tale ragione sembra a me davvero impossibile che un parlamentare abbia presentato un emendamento di questo tenore: non contro questo o quello, ma contro i capisaldi della Repubblica italiana, democratica ed antifascista!

Occupiamoci noi istituzioni, per prime, di principi e valori: i beni immateriali di questo Paese valgono incommensurabilmente più di  qualunque opera strategica, perché la prima infrastruttura è la garanzia delle libertà democratiche e dei principi irrinunciabili della nostra carta costituzionale".

Contro il bavaglio del potere adesso si alzerà forte la protesta, che non riguarda solo i No Ponte ma anche i vari comitati presenti in Italia costituiti per difendere gli interessi del territorio contro le grandi opere, come la nuova diga di Genova o i rigassificatori, che devastano l'ambiente e il suolo. 

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