Venerdì, 19 Luglio 2024
I nodi della grande opera / Campo Calabro

Ponte sullo Stretto, a Campo Calabro il cantiere di un pozzo a 50 metri dalla scuola elementare

Lo denuncia, durante il consiglio comunale aperto di Reggio Calabria, il sindaco Repaci, e non sarà l'unico problema durante la costruzione della grande opera

Un cantiere delle opere collaterali del ponte sullo Stretto è stato ubicato a cinquanta metri da un plesso della scuola elementare di Campo Calabro.

Non sarà soltanto l'imponente struttura della grande opera a stravolgere, durante la decennale costruzione, la vivibilità dei territori interessati. A ricordarlo oggi, durante il consiglio comunale aperto di Reggio Calabria, è stato Sandro Repaci, sindaco della città che dopo Villa San Giovanni è tra i siti del versante calabrese maggiormente coinvolti dalla realizzazione dell'infrastruttura.

Secondo le tavole del progetto, una piccola comunità di insegnanti e bambini avrà nel proprio vicinato il pozzo di sfiato di una galleria, e Repaci afferma: "Non so quale impatto avranno questi lavori perché è evidente che la società Stretto di Messina si stia occupando soltanto dell'impalcato ma non di quello che accadrà prima e dopo nei nostri territori. E' davvero disarmante questo silenzio attorno a questioni che semplicemente la società non ha mai preso in considerazione".

Nel caso della scuola, il sindaco rivendica il diritto a ottenere risposte chiare: "Il cantiere comporterà emissioni di vario tipo, e dunque hanno pensato a come provvedere rendendo possibile l'attività della scuola? Sono stati previsti studi su questo aspetto o si è pensato a correttivi, ad esempio barriere antirumore?" In assenza di informazioni, Repaci ipotizza di trasferire la scolaresca, ma allora sorgerebbe un altro problema, lo stesso che si prepara a vivere Villa per i cittadini espropriati, ovvero trovare una nuova residenza.

Nei due comuni reggini i luoghi adatti, che devono cedere spazio alla grande opera, fanno parte di una coperta troppo corta. "Potrei anche decidere di spostare gli scolari come misura di emergenza - dice il sindaco - ma dove? Non abbiamo una sede alternativa... e sono questi i problemi di cui la società dovrebbe interessarsi. Se ci creano un disagio dovrebbero aiutarci ad eliminarlo. Parlano di opere compensative e vogliono darci un campo sportivo. Grazie, ma non ne abbiamo bisogno, il nostro è già bellissimo".

Il problema della carenza idrica nel comune che avrà un rimbalzo demografico da Villa

Quello di cui invece Campo avrà bisogno è una soluzione all'incremento di abitanti che si prevede come effetto dell'occupazione della vicina Villa, fulcro del ponte con il pilone e le principali opere ferroviarie. "Molti di coloro che dovranno lasciare le case espropriate si trasferirà qui - spiega - e il rimbalzo demografico sarà notevole, da 4500 residenti in tre anni potremmo diventare 8000. Avremo un enorme problema con il servizio idrico". 

A Campo Calabro acqua ce n'è già poca e Repaci si domanda come si potrà sopperire al fabbisogno richiesto da una popolazione raddoppiata: "Non basterà forse neanche per impastare il cemento dei cantieri... per non parlare delle reti fognarie. Quando abbiamo chiesto rassicurazioni in merito ci rispondono che se ne occuperanno nel progetto esecutivo ma non è accettabile. Dicono che nel 2032 il ponte ci porterà flotte di turisti ma nel frattempo, in questi dieci anni, stanno condannando un intero territorio lasciandoci senza certezze". 

Il sindaco denuncia anche una precisa scelta di abbandono dei comuni reggini del bacino dell'infrastruttura, e proprio riguardo l'acqua. Repaci ci riferisce al recente stanziamento di mezzo miliardo di euro del Mit per l'approvvigionamento idrico delle regioni meridionali. "Il governo, e in particolare il ministro Salvini, ha voluto destinare 30 milioni agli impianti calabresi e per la provincia reggina li ha attribuiti solo a Melito e Bagnara.

Sono felice per i miei colleghi - conclude - ma rilevo come ci sia stata la volontà di dare neanche un euro proprio ai comuni che soffriranno la cantierizzazione del ponte. Non sono ideologicamente contrario all'opera, ma io devo garantire i miei cittadini. Se i bambini dovranno affrontare ogni giorno un viaggio per andare a scuola sono io a dover pensarci. Se un giorno crollasse una galleria, chiameranno me, non Ciucci".  

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