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L'iniziativa dell'amministrazione / Villa San Giovanni

Ponte sullo Stretto, il Comune di Villa chiederà di sospendere la procedura degli espropri

Nel consiglio comunale aperto è stata annunciata una richiesta formale alla società, ma il Pd chiede una mozione formale contro la grande opera

Dal Comune di Villa San Giovanni è finalmente arrivata la presa di posizione attesa dai residenti minacciati dagli espropri per il ponte sullo Stretto. Nel consiglio comunale aperto di ieri la sindacata Giusy Caminiti ha annunciato la richiesta della sua amministrazione alla società Stretto di Messina, a cui si domanderà formalmente la sospensione della procedura degli espropri, iniziata all'inizio di aprile con la pubblicazione sui media e nei siti istituzionali dei comuni interessati dell'avviso informativo. Da quella data è partito il procedimento che prelude alla perdite di proprietà di circa 450 abitazioni e terreni (per il versante calabrese), dopo che il Cipess avrà dichiarato la pubblicità utilità dell'opera di collegamento stabile tra Calabria e Sicilia e il progetto sarà approvato. L'avviso precedente al passaggio del Cipess è sempre stato giudicato una violazione procedurale dai giuristi della rete no ponte, anche perché dal momento della pubblicazione stanno decorrendo i 60 giorni per poter presentare (da parte dei soggetti interessati) osservazioni o contestazioni, raccolte dai due infopoint appositamente aperti a Messina e Villa San Giovanni. 

All'epoca il cammino del ponte sembrava aver accelerato, poi però è arrivato l'inattesa frenata della Via sospesa per la richiesta di 239 integrazioni del Mase alla società Stretto. Un evento che, insieme all'interruzione della conferenza di servizi in corso, aveva spinto attivisti, esponenti politici e i cittadini espropriandi del comitato spontaneo Titengostretto a fermare la clessidra della procedura degli espropri. Mancava soltanto una decisa iniziativa del Comune, che è adesso concreta: il consiglio presieduto dalla presidente Trecroci ha infatti chiesto di sospendere l'iter spiegando che "in assenza di un piano di cantierizzazione è preclusa una corretta valutazione degli impatti sul territorio". Questa circostanza penalizza i cittadini inclusi nel piano degli espropri, i quali rivendicano il diritto di esprimere le loro osservazioni non prima di conoscere gli reali sviluppi del progetto e della realizzazione dell'opera. Che ad oggi presenta tante criticità ancora da risolvere. Nel frattempo però l'orologio della procedura avviata continua a ticchettare e sono già trascorsi due mesi - sostanzialmente a vuoto, denunciano gli espropriandi.

L'amministrazione adesso li sosterrà con una richiesta diretta alla società, chiedendo che il tempo previsto per la presentazione delle osservazioni si fermi e sia riattivato dopo l’aggiornamento del progetto (per cui la società ha chiesto una proroga di 120 giorni, che dunque potrebbe anche essere estesa alla procedura degli espropri). 

Il Pd torna a chiedere una mozione del consiglio comunale contro il ponte

Nella seduta consiliare, è intervenuto sul tema Enzo Musolino, segretario del circolo cittadino del Pd, mettendo in evidenza alcuni aspetti specifici: "La disconnessione logica e temporale è evidente - ha affermato - tutti tempi dettati dalla Società Stretto di Messina Spa sono saltati. Parlare oggi di piano degli espropri non ha senso e non ha senso pensare di stipulare ora un protocollo di intesa con l'amministratore Ciucci per disciplinare la gestione degli espropri. E' necessario cassare definitivamente una procedura autoritaria che sta giungendo fino a tipizzare nuove fattispecie di reato per colpire il dissenso, l'opposizione popolare".
Musolino ha sollecitato ancora una volta una precisa mozione di opposizione al ponte da parte del consiglio comunale: "Va riconosciuto al presidente della commissione territorio del comune di Villa, Piero Idone, di aver ottenuto un'unanimità che tutela Villa: non è possibile oggi esprimersi nel merito, manca tutto, il progetto è carente, va sospeso tutto. Bene, questa unanimità, che inchioda anche la minoranza alle sue responsabilità, va portata in consiglio, ci vuole una deliberazione consiliare che, politicamente, certifichi il no di Villa San Giovanni che già emerge dalle piazze, dalla chiara voce dei villesi che non si arrendono".

Infine il segretario dem villese ha citato l'esempio di Reggio Calabria con la mozione Pazzano che ha chiesto di sospendere precauzionalmente ogni atto propedeutico alla cantierizzazione. "A breve quella mozione verrà discussa nell'aula consiliare. Auspichiamo - ha concluso Musolino - che Villa San Giovanni anticipi questa giusta impostazione, perché la chiarezza paga".

Non è ancora del tutto così, se si pensa che dalla stessa commissione territorio sono state vagliate alcune proposte da sottoporre alla società dell'ad Ciucci per consentire una diversa sistemazione residenziale agli espropriandi (al momento non esiste una zona adatta nel territorio comunale). Un passaggio che contrasta con quella posizione inflessibile sul capitolo espropri che da varie parti - il Pd ma anche le vatie anime non politiche della rete no ponte - si continua a chiedere all'amministrazione di Giusy Caminiti.

  

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