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Scontro sul franco navigabile / Villa San Giovanni

Ponte sullo Stretto ostacolo alle grandi navi, Pd di Villa chiede accesso civico ai dati di navigazione

Iniziativa del circolo dem villese dopo l'allarme ribadito dal presidente di Federlogistica e la risposta poco convincente di Ciucci

La paventate limitazioni della navigazione marittima nel transito sotto il ponte sullo Stretto sono un affare dell'intera collettività. Per questo il circolo villese del Partito Democratico ha inoltrato all'Autorità di sistema portuale competente una una richiesta di accesso civico per "conoscere e ricevere informazioni circa dati, documenti e atti" in possesso dell'ente e relativi al passaggio nello Stretto (nel periodo compreso tra maggio 2022 e aprile 2024) di navi con altezza superiore ai 65 metri.

E' questa infatti, come si legge nel progetto della grande opera mai modificato, la misura in altezza del franco navigabile (larghezza 600 metri) in presenza di "gravose condizioni di traffico stradale e ferroviario", che aumenta a 70 metri senza il transito di treni e mezzi pesanti. Un dettaglio che Pietro Ciucci, ad della società Stretto di Messina, si è premurato di sottolineare quando nei giorni scorsi l'allarme per navi da crociera e portacointainer è stato riproposto da Luigi Merlo, presidente di Federlogistica.

Secondo Ciucci, il valore previsto per il ponte è in linea con il franco navigabile dei ponti sui principali canali di navigazione internazionale, e la misura critica sarebbe comunque quella ipotizzata al minimo e in situazioni particolari. Una di queste però, per paradosso, è la stessa che dovrebbe costituire uno degli impieghi ordinari del ponte sullo Stretto (oltre che sua peculiarità sfoderata come avanguardistica dal progettista), cioè la corsia ferroviaria. Insomma, per garantire un franco navigabile adatto alla grandi navi, sul ponte non dovrebbero passare né treni né tir. 

L'accesso civico, regolato dall'articolo 5, del decreto legislativo 33/2013, consente a tutti i cittadini di accedere a dati, documenti e informazioni delle pubbliche amministrazioni senza dover dimostrare un interesse qualificato per l'oggetto della richiesta. E' possibile chiedere materiali assenti nel fascicolo di amministrazione trasparente o documenti ulteriori rispetto a quelli che le amministrazioni sono obbligate a pubblicare. 

Il Pd di Villa San Giovanni, come spiega il segretario Enzo Musolino, vuole poter analizzare la portata delle imbarcazioni in transito nello Stretto, i numeri del traffico e la tipologia delle navi. "E' necessario acquisire dati certi - afferma Musolino - per contrastare la retorica del 'fronte del sì' ideologico; per tutelare sempre di più il futuro del nostro territorio, che evidentemente non interessa a chi è obnubilato dall'interesse politico/elettorale finalizzato a piantare una bandierina nel mercato del consenso facile, demagogico, disinformato. L'accesso civico proposto - aggiunge - ha infatti, ha lo scopo, tutelato dalla legge, di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali, sull'utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico".  

Citando quanto argomentato da Luigi Merlo, l'ovvia fruizione ordinaria del ponte anche per treni e mezzi pesanti fissa il franco navigabile a 65 metri di altezza, off limits per molte navi: tra queste, la portacontainer Triple-E e la Msc Tessa. Sottolinea Enzo Musolino: "Dal 2022 sono attive 69 navi porta container di grandissime dimensioni che non potrebbero mai passare sotto il Ponte, allo stato del progetto attuale. In ogni caso, l’altezza del Ponte negherà il transito alle navi di ultima generazione che entreranno in servizio nei prossimi mesi, ad esempio per la Mediterranean Shipping Company (Msc)". 

Ecco perché la grande opera potrebbe creare gravi disagi anche al porto di Gioia Tauro. Conclude Musolino: "Stanno propagandando la costruzione, sullo Stretto, non di un Ponte ma di un muro di sbarramento che inciderà sui traffici commerciali e sulle rotte turistiche del Mediterraneo e la prima vittima di questo muro sarà il Porto di Gioia non più appetibile per le grandi navi container, destinato così a un nanismo contrario agli interessi economici di tutto il Sud. Contrariamente al suo destino naturale di facile, utile ed economico sbocco sul Mediterraneo, lo Stretto si trasformerà in una parete di sbarramento da bypassare, circumnavigare, superare, con costi economici enormi e con l'abbandono progressivo della tratta commerciale e turistica".

Il franco navigabile off limits per le grandi navi è una gatta da pelare antica per il ponte sullo Stretto. La criticità era stata rilevata già all'epoca del primo progetto, rimasto sostanzialmente identico, riproposta anche nel corposo pacchetto di osservazioni pervenute al Mase nella procedura di Via. Il minimo scarto di misure indicato nel progetto è rischioso non solo in relazione al traffico intenso con automobili, mezzi pesanti e treni, ma anche nelle condizioni climatiche con mare mosso che ovviamente causano un innalzamento delle navi.

Ed è l'ennesimo campanello d'allarme degli effetti che il ponte sullo Stretto avrebbe sui trasporti via mare, con scenari penalizzanti che di fatto - come hanno spesso rimarcato le associazioni ambientaliste - ridimensioneranno il dato di crescita occupazionale dei cantieri esaltato dal ministro Salvini nel saldo negativo delle sensibili perdite di lavoro nel settore marittimo. 

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