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Il caso

Ponte sullo Stretto, Palmara contro le "stereotipate equazioni di don Ciotti"

Il presidente di Reggio Futura dopo l'intervento del leader di Libera chiede ai primi cittadini di Reggio Calabria e Villa San Giovanni quali iniziative intendano assumere a difesa

"Ancora una volta don Ciotti ha colto l’occasione per ribadire un concetto molto offensivo nei confronti della nostra terra, - afferma il presidente di Reggio Futura, Italo Palmara - un concetto che aveva già manifestato la scorsa estate: “Dissi che il Ponte unirà due cosche e non due coste. Ma la mia non era una battuta ad effetto”. Queste le sue parole di ieri.  Da quel che si legge sui media, poi, sembra evincersi che il Ponte sia stato solo un pretesto, come confermano le stesse parole di don Ciotti: (“… al di là delle valutazioni Ponte sì -Ponte no…”) per ribadire un concetto già espresso e che, a nostro parere, sembra voler marchiare a fuoco una intera popolazione che invece lotta da una vita per scrollarsi di dosso certi stereotipi e certe generalizzazioni populiste e qualunquiste".

"Reggio Futura vuole quindi, con questa lettera aperta, - sostiene Palamara - porre tre domande ai primi cittadini di Reggio Calabria e Villa San Giovanni: quale è il vostro pensiero sulle stereotipate “equazioni” che determinano la sintesi del “pensiero” di Don Ciotti riguardo alle nostre “coste” (non cosche!)?

Considerato, peraltro, l’atteggiamento diametralmente antitetico tenuto da don Ciotti riguardo ai fatti e alle indagini di Bari (quelle sì che hanno ad oggetto presunte infiltrazioni mafiose), a vostro avviso, si evidenzia o no da parte del leader di Libera una sorta di atteggiamento discriminatorio nei confronti di tutto il nostro territorio?  Alla luce di quanto detto, intendete o no assumere delle iniziative, a tutela dei territori da voi amministrati? E se si, quali? Noi di Reggio Futura rimaniamo in fiduciosa attesa di una vostra esaustiva risposta". 

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