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Venerdì, 21 Giugno 2024
I nodi della grande opera

Ponte sullo Stretto, arriva la richiesta di Falcomatà e Caminiti per sospendere la conferenza di servizi

Inoltrata al Mit dai due sindaci, in rappresentanza della città metropolitana di Reggio Calabria e il Comune di Villa San Giovanni

Dall'impegno verbale ai fatti, cioè una richiesta inoltrata ieri al Miit in cui si chiede la sospensione della conferenza di servizi in atto per il ponte sullo Stretto. A inviarla in forma congiunta sono stati i sindaci Giuseppe Falcomatà e Giusy Caminiti come rappresentanti della città metropolitana di Reggio Calabria e il Comune di Villa San Giovanni: il destinatario è il ministero di Matteo Salvini ma per conoscenza la richiesta è stata indirizzata anche a varie amministrazioni coinvolte nel progetto della grande opera - dalle Regioni Calabria e Sicilia ai comuni, ma anche i ministeri della cultura e dell'ambiente, le Arpa e gli enti gestori della rete Natura 2000. In oggetto c'è la sospensione della conferenza di servizi in corso davanti al Mit, ritenuta parallela allo stop della procedura Via/Vas in commissione del Mase: questa si è fermata dopo la richiesta di 239 integrazioni al progetto da parte del ministero, a cui la società Stretto di Messina ha risposto prendendosi un periodo di proroga di 120 giorni, ben oltre la scadenza dei termini, fissata per l'8 giugno.

Quando le integrazioni misero in difficoltà la società dell'ad Ciucci le amministrazioni avevano subito rilevato l'incongruenza tra la sospensione ottenuta dalla SdM e la perdurante decorrenza dell'iter dell'opera con la conferenza dei servizi istruttoria al Mit. Nella richiesta si fa riferimento proprio a questo, sottolineando come il Mit, per esprimere il parere sul progetto, dovrà comunque aspettare il completamento della procedura Via/Vas e ovviamente le risultanze dell'aggiornamento operato dal contraente generale sui punti critici segnalati dal Mase. Ma non è tutto, perché sono pure gli enti territoriali a chiedere, a questo punto, un supplemento di tempo in par condicio con la società. Insomma, l'esigenza dovuta alla "eccezionalità dell'opera" non può essere unilaterale e deve valere per tutti.

Si legge infatti nella lettera: "Le amministrazioni locali stanno lavorando al fine di richiedere in conferenza istruttoria integrazioni che presuppongono la conoscenza degli studi e delle risultanze che saranno prodotte dalla società, atteso che avranno incidenza diretta sul progetto, e conseguentemente sulle valutazioni che le stesse amministrazioni saranno deputate ad effettuare". In parole semplici: la SdM ha ulteriori quattro mesi di tempo per (provare a) sistemare il progetto definitivo risolvendo le tante criticità emerse, ma gli enti locali sono a un passo dal dover consegnare le loro osservazioni entro la deadline di sabato prossimo. Una settimana appena rimane per tirare le fila dei tanti dubbi su sicurezza, paesaggio, cantieri ed espropri che stanno componendo il fascicolo da produrre per il Mit. Che, come già detto, se presentato alla vicinissima scadenza dei termini originari, non potrebbe valutare quello che sarà il 'nuovo' progetto con le integrazioni dovute. E se le modifiche apportate non fossero convincenti? Le comunità territoriali su quello non avrebbero più voce in capitolo. Per questo città metropolitana e comune villese ritengono di non poter rispettare il termine dell'8 giugno e chiedono formalmente che anche la loro scadenza si sposti in avanti, coincidendo con quella della società di Ciucci, che è diventata il 12 settembre 2024 e potrebbe slittare ancora. Ma nell'istanza si precisa che la sospensione chiesta è da considerarsi "fino all'eventuale ulteriore termine della parallela conferenza di servizi dinnanzi al Mase"

L'iniziativa dei sindaci segue l'annuncio del comune di Villa San Giovanni, nell'ultimo consiglio comunale aperto, da cui arriverà una richiesta di sospensione della procedura di espropri partita con la pubblicazione dell'avviso informativo. Anche su questo fronte si domanderà, stavolta alla società, di fermare l'orologio delle osservazioni che gli interessati possono presentare, un tempo che sta scorrendo sostanzialmente a vuoto e senza conoscere gli aggiornamenti utili a supportare queste deduzioni. 

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