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Venerdì, 21 Giugno 2024
Lo scontro sulla grande opera / Villa San Giovanni

Ponte sullo Stretto, procedura segnalata all'Anac: violazioni della concorrenza e "periculum in mora"

L'iniziativa di Titengostretto, Pd di Villa San Giovanni, Notarianni e Marino per chiedere un'indagine e misure cautelari preventive

Giunti al giro di boa determinante per il Ponte sullo Stretto (la nomina, prevista per luglio, della nuova commissione Via/Vas del ministero dell'ambiente), della questione è stata formalmente investita Anac con una segnalazione inviata dall'avvocata Aura Notarianni, Rossella Bulsei e Maria Grazia Fedele in rappresentanza del comitato Titengostretto, il professor Domenico Marino dell'Università Mediterranea e il segretario del circolo Pd di Villa San Giovanni, Enzo Musolino.

I promotori dell'iniziativa chiedono all'autorità anticorruzione di indagare su una serie di aspetti della procedura per la realizzazione dell'infrastruttura, ipotizzando possibili violazioni della concorrenza e del mercato. Per questo si chiede di intervenire con misure cautelari preventive - ovvero fermare l'inizio dei cantieri "a tutela di interessi superiori messi in pericolo", spiega Musolino. Il segretario dem villese ricorda come proprio Anac, attraverso il presidente Busia, aveva evidenziato alcune osservazioni durante l'audizione parlamentare in commissione per l'approvazione del decreto Ponte. "Tutte criticità mai affrontate dal ministro Salvini", precisa Enzo Musolino.

A riprova, quell'intervento è poi confluito nella relazione annuale 2023 dell'Authority appena presentata a Roma, e su quella base è stata stilata la segnalazione del gruppo di professionisti, tecnici e attivisti. Filo conduttore dei punti esposti è il diritto alla trasparenza degli atti della procedura (non garantita, secondo il deputato Angelo Bonelli che per ottenere l'accesso ai documenti ha presentato esposti giudiziari). 

I punti critici sottoposti all'Anac per possibili violazioni su cui indagare

In particolare, si chiede ad Anac di esaminare: la rinascita della società Stretto di Messina dalle ceneri della liquidazione; la rinnovata validità del precedente contratto senza bando e gara, in trasgressione della direttiva europea che, a fronte dell'aumento dei costi dell'opera, impone una nuova procedura ad evidenza pubblica; la posizione di vantaggio riconosciuta al contraente generale (come lo stesso presidente Anac aveva rilevato); la traslazione del rischio d'impresa allo Stato (socio di maggioranza) e i cittadini; l'abuso di posizione dominante che genera 'periculum in mora' legittimando azioni di tutela cautelare; l’omessa pubblicazione da parte della Stretto di Messina di tutti gli atti adottati, compresi i conferimenti di incarichi e le consulenze; i rischi per l'ambiente e il danno per le famiglie espropriate. 

Mentre proseguono su canali paralleli la sollecitazione alla magistratura con i vari esposti e la richiesta di sospensione della procedura (espropri e conferenza di servizi), di questa ulteriore azione dice Enzo Musolino:  "Siamo a un punto in cui è necessario esercitare un ruolo sostitutivo rispetto al Ministero delle Infrastrutture e al Governo: un progetto disastroso imcombe sullo Stretto, come certificano gli stessi tecnici del Mase, e l'esecutivo invece di bloccare tutto sta lasciando mano libera a Salvini". 

Le prossime tappe, dalla nomina della nuova commissione Via al voto del Cipess

Il cronoprogramma del Ponte è ora davvero a un bivio, dove i territori si giocano il tutto per tutto. La nuova commissione Via/Vas dovrà esaminare le integrazioni al progetto apportate dalla società dell'ad Ciucci per rispondere alle 239 richieste, per le quali è stata prorogata la scadenza dei termini. Dopo l'approvazione della valutazione di impatto ambientale, a settembre ad esprimersi sarà il Cipess. Il voto del comitato interministeriale, se favorevole, darà via libera al progetto esecutivo e dichiarerà l'interesse pubblico della grande opera, legittimando la partenza degli espropri e poi della cantierizzazione. Con il punto interrogativo delle ulteriori grane che potrebbero arrivare dalle osservazioni che gli enti territoriali, in testa comuni di Messina e Villa e Città metropolitana di Reggio Calabria, si apprestano a presentare.

Secondo la SdM, però, non accadrà, consentendo la simbolica posa della prima pietra del ponte entro il 2024, come annunciato. C'è intanto pure l'ostacolo che le tante componenti della rete no ponte ritengono inamovibile, il divieto di costruzione legato alla microzonazione sismica.

Un tema che il Comune di Villa San Giovanni ha portato all'attenzione con lo studio dell'ingegner Paolo Nuvolone, rilanciato ora anche da Invece del Ponte. In un post dell'organizzazione si commenta la replica di Pietro Ciucci, per il quale il progetto definitivo del ponte sarebbe corredato di livelli di approfondimento su faglie e aree sismiche superiori a quelli del catalogo Ispra, bollato come “poco affidabile”.

Invece del Ponte fa notare che questa risposta non può smentire il fatto che il pilone calabrese sarà effettivamente ubicato nella W-Fault responsabile del terremoto del 1908. Anzi, ad ammetterlo è persino l'ormai famigerata relazione del progettista.

L'ostacolo microzonazione sismica e le contraddizioni del progettista sulla faglia del terremoto del 1908

Nel documento infatti si afferma che sulla localizzazione della faglia, tra il 2013 ed il 2022, “sono state elaborate ben tre proposte di sorgente, tutte parzialmente o totalmente alternative a quella adottata nel progetto definitivo”. E la faglia del terribile sisma dello Stretto "non è stata ben identificata" e gli studi di microzonazione sismica di terzo livello, in corso per il versante di Messina, non esistono per la costa calabrese. Inoltre, si aggiunge nel post, la magnitudo che blinderebbe il ponte, pari a 7.0 e calcolata in riferimento del terremoto del 1908, non è sufficiente a garantire il principio di precauzione.

"Il catalogo parametrico dei terremoti italiani dell’Ingv - dice Invece del Ponte - mostra che 7.1, magnitudo di quel sisma, è il valor medio della stima; per precauzione si dovrebbe invece adottare il valor massimo di 7.28. Inoltre il Cnr ha chiarito che attestarsi al precedente terremoto non ha fondamento scientifico e in assenza di adeguati approfondimenti sarebbe necessario attenersi ai valori massimi registrati nei sismi recenti (Turchia e Siria, Sumatra, Fukuyama, ossia 7,8 o 9,1)".

La chiosa dell'organizzazione è netta: "Questi fondamentali e preliminari approfondimenti devono essere realizzati nel progetto definitivo, e giammai possono essere rinviati alla progettazione esecutiva. Sicurezza delle opere e salvaguardia delle persone sono molto più importanti degli obiettivi politici ed elettorali del ministro di turno".

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