rotate-mobile
L'inchiesta

Ponte sullo Stretto, a Report il legame con gli Usa svelato da Wikileaks

Stasera il programma di Rai3 dedicherà una nuova pagina alla megaopera di cui è stato approvato il progetto definitivo

Matteo Salvini è davvero pronto ad aprire i cantieri del ponte sullo Stretto entro l'estate, e della megaopera tornerà ad occuparsi stasera la trasmissione Report su Rai3 svelando alcuni retroscena sulla storia del progetto.

Secondo l'inchiesta che andrà in onda questa sera, lo scenario intorno al ponte è internazionale e arriva fin negli Stati Uniti, dimostrando che il progetto interessa molto gli americani e fin da quando era segretario di Stato Henry Kissinger. A svelalo sarebbe Wikileak con i cablogrammi di Julian Assange, nei quali viene ricostruito il ruolo della diplomazia americana nella vicenda del ponte. 

Dai cablo emerge che già dal 1974 la diplomazia americana si è occupata dell’opera. Un documento firmato da Kissinger mostra infatti l’interesse di una società americana per curare lo studio della fattibilità e la progettazione del Ponte. Quella società fu poi acquisita dal Parsons Transportation Group, che nel 2005 avrebbe chiesto il supporto dell'ambasciata americana a Roma per la gara, con una precisa interlocuzione dell'ambasciatore Ronald Spogli presso il governo degli Stati Uniti, allora con il presidente George W. Bush.

Parson vinse poi la gara e oggi, nell'attuale progetto divenuto oggi definitivo, svolgerà funzioni di Project Management Consultant per la realizzazione dell’opera, ovvero assistenza tecnica, amministrativa, gestionale e ambientale sul cantiere principale e tutte le opere connesse. 

I retroscena politici nelle nomine della società Stretto di Messina

La puntata odierna di Report dedicherà un'ampia pagina al Ponte sullo Stretto, soffermandosi anche sugli incarichi della Stretto di Messina spa. In particolare un servizio indagherà su come sono stati nominati i dirigenti della società. Come si anticipa nella pagina Facebook del programma di Sigfrido Ranucci, la rete della famiglia Verdini e della loro società di consulenza Inver, secondo l’inchiesta della Procura di Roma, sembra percepita come un passepartout per fare carriera in Anas, la più grande stazione appaltante del Paese.

E’ questo il caso di Omar Mandosi, non indagato, che secondo gli investigatori “si sarebbe rivolto a più riprese ai referenti della Inver per ottenere un gradito e prestigioso ricollocamento in Anas”.

Affermano da Report: "Non sappiamo se è grazie alle amicizie con i Verdini ma è un fatto che alla fine Mandosi viene nominato responsabile delle risorse umane della società Stretto di Messina la società che dovrà gestire l’opera sulla quale Matteo Salvini ha puntato tutto, il Ponte sullo Stretto. Abbiamo chiesto spiegazione sulla sua nomina a Pietro Ciucci, attuale amministratore delegato delle Stretto di Messina Spa su cui non c’è stato nessun processo di selezione pubblico, esattamente come per gli altri 16 dirigenti che ad oggi lavorano alla Stretto di Messina spa: il sito non fornisce nessuna indicazione sui compensi di questi dirigenti".

Pochi giorni dopo l'intervista "si è scoperto che Pietro Ciucci si è aumentato il suo di stipendio da 25 mila euro annui a 240 mila. I soldi sono pubblici ma tutte le decisioni appaiono costellate da incontri riservati".

Sono tanti i temi da chiarire nel progetto che il governo è ormai deciso a realizzare nonostante le criticità ambientali, tecniche ed economiche che restano al centro dell'opposizione da parte del movimento del no.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ponte sullo Stretto, a Report il legame con gli Usa svelato da Wikileaks

ReggioToday è in caricamento