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La vertenza / Gioia Tauro

Port Agency, mentre il sit in si sposta al porto si attende una risposta dal ministero

Agostinelli spiega quali sono gli scenari per i 63 lavoratori portuali che da lunedì non percepiranno più l'indennità

Si pronuncerà il 6 maggio il ministero sulla vertenza dei lavoratori della Port Agency a rischio di restare disoccupati e perdere l'indennità di mancato avviamento per l'anno 2024. A farlo sapere è Andrea Agostinelli, l presidente dell'Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno e Jonio: "Ci sono interlocuzioni in corso al ministero dei Trasporti con l'obiettivo di trovare i fondi per coprire l'indennità per tutto l'anno per i portuali iscritti alla Port Agency di Gioia Tauro ma anche di Taranto"

L'agenzia, nata nel 2017 per assorbire una parte dei licenziamenti effettuati all'epoca da Mct, uno dei terminalisti del porto di Gioia Tauro, poi tutti riassunti con l'arrivo di Msc che attraverso la controllata Til, ha acquisito il 100% delle quote di Mct. Chi allora non ha accettato la riassunzione è finito nell'Agenzia del Lavoro portuale insieme ad altri soggetti ex dipendenti di società portuali. Adesso queste 63 unità rischiano di perdere l'indennità percepita sino ad ora se non saranno trovate soluzioni alternative.

I lavoratori hanno portato all'attenzione pubblica la loro situazione animando un sit-in avviato da giorni davanti alla sede della Port Authority e che oggi si è spostato al gate del porto. Scaduti oggi termini, lunedì è la data dalla quale non percepiranno più l'indennità di mancato avviamento.

Agostinelli è stato impegnato in vari incontri e riunioni con i componenti del cluster marittimo per proporre la trasformazione dell'Agenzia in un'impresa portuale. Si tratterebbe di una società pubblico-privata con il 49% di quote pubbliche e il restanti (e maggioritarie) 51% diviso tra i due terminalisti e le altre 4 società che si occupano di servizi portuali. A creare ostacoli sono le condizioni poste da uno dei terminalisti: per entrare nella società chiede che che tutte le altre imprese operanti in porto accettino quote diversificate. Ma nessuna delle società autorizzate con l'articolo 16 della legge 84/94 sono apparse ai tavoli di trattativa, segno della loro assoluta contrarietà a questo scenario.

 "Il 6 maggio - conclude Agostinelli - speriamo il ministero, supportando questa soluzione, nel frattempo si occupi dei problemi del reddito dei 63 portuali della Port Agency, in modo darci più tempo per  lavorare al varo dell'impresa portuale"

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