Sabato, 20 Luglio 2024
Il caso Fenice Amaranto

Reggina, Brunetti in commissione: "Scelta tecnica, e adesso non risponderò più a polemiche"

Va in scena il confronto tra il sindaco facente funzioni e Massimo Ripepi, che insiste nel contestare una decisione esclusivamente politica

Una decisione tecnica e basata sull’analisi delle proposte di Antonino Ballarino e Stefano Bandecchi, nella quale le considerazioni politiche hanno avuto un ruolo ma non certo predominante. Dopo il forfait della prima convocazione, è finalmente andato in scena in commissione controllo e garanzia il confronto tra il consigliere Massimo Ripepi e il sindaco facente funzioni Paolo Brunetti sul caso Reggina. Il giorno dopo le parole dure di Brunetti in consiglio comunale a proposito della querelle attorno alla Fenice Amaranto, Ripepi, presidente della commissione, nel faccia a faccia con il sindaco sfodera nuovamente le carte che proverebbero la natura esclusivamente politica di quella scelta.

Brunetti e la questione economica: "Avere soldi non significa sapere fare buon calcio"

Brunetti è palesemente esasperato (lo aveva detto ieri in consiglio) da una discussione ormai sterile, e ripercorre la vicenda a ritroso, da quel fatidico pomeriggio in cui arrivò la sentenza di esclusione della Reggina dalla serie cadetta. “Avrei potuto fare una scelta diretta – esordisce - ma ho preferito una manifestazione d’interesse pubblica per rendere la procedura trasparente e dare un’opportunità a chi volesse partecipare, poiché in precedenza c’erano state interlocuzioni con diversi soggetti. Poi le domande sono state soltanto due e io ho valutato la documentazione. Ho scelto il progetto più attendibile e completo nei contenuti e statuti delle società”.

Brunetti ribadisce quanto già detto in precedenza confrontando i business plan di LFA e Asd Football Reggio, quest’ultimo carente in dettagli importanti anche sotto il profilo dell’investimento e dunque della sostenibilità finanziaria – proprio l’elemento che gli viene contestato da Ripepi sulla base dell’indubbia differenza patrimoniale tra gli imprenditori Ballarino e Bandecchi. Il sindaco ricorda che nelle consultazioni con i commercialisti era stato espresso un giudizio neutrale, ritenendo le due proposte economiche quasi equivalenti, ma anche all’esame sportivo del Coni territoriale quella della Fenice era stata valutata superiore. “E’ ovvio – precisa Brunetti – che Bandecchi è più ricco, ma la mia decisione è stata fondata sull’esigenza, oggi che la Reggina riparte dalla D, non di avere risorse stratosferiche, ma di ricostruire da zero. Ballarino ha la solidità economica necessaria per fare questo. Ho voluto mandare un segnale alla città – ha concluso – puntando su un progetto a lungo termine per la squadra”.

Che ci sia state anche motivazioni politiche Brunetti non lo nega. “Bandecchi – ha affermato – l’ho sentito telefonicamente solo una volta e aveva manifestato disponibilità in una cordata insieme ad altri, poi non ho difficoltà ad ammettere che le sue successive e discutibili dichiarazioni hanno influito sulla mia scelta... in tre giorni ha detto di tutto”.

Quando Ripepi insiste sulla sicurezza di capitali dell’imprenditore di UniCusano, su Bandecchi il sindaco va giù duro citando anche l’episodio della rissa al Comune di Terni (“episodio indegno per la nostra città”), fino a tagliare corto: “Le mie considerazioni sulla persona le tengo per me e non le renderò mai note, ma grandi capitali non garantiscono risultati sportivi. Dei due ultimi presidenti della Reggina non c’era bisogno di controllare i 730 eppure sappiamo dove ci hanno portati, e al di là della mia idea di Bandecchi, anche dal punto di vista sportivo ho valutato quello che è successo con la Ternana, comprata per portarla in A e in un anno scesa in serie C. Avere i soldi – ha incalzato – non significa saper fare buon calcio”.

Mostrando le scarne due paginette della proposta di Asd Football Reggio, il sindaco sottolinea come non vi fossero indicati gli altri soggetti della cordata e le percentuali di partecipazione, e la conclusione è tombale: “Quello di Bandecchi era il progetto peggiore, persino di quello di Agnello se non fosse arrivato fuori termine”.

Alla domanda di Angela Marcianò sul motivo per cui a quel progetto carente non sia chiesta un’integrazione, la risposta è brusca ma definitiva: “In realtà guardando a questo aspetto Bandecchi avremmo dovuto escluderlo dal bando”.

Ripepi incalza sul controllo: "In venti giorni LFA ha smentito due punti del business plan"

E’ uno scontro diretto tra il sindaco ff e il presidente della commissione, scandito in queste settimane da attacchi e denunce culminate in una visita dei militari dell’Arma a palazzo San Giorgio (che Brunetti non ha dimenticato, quando dice “per un verbale sono stati chiamati i carabinieri, immagino cosa sarebbe successo in questa città se non avessi fatto un avviso pubblico e avessi scelto direttamente”). Ripepi però continua sulla sua strada e replica tornando sui progetti: “I business plan fanno proiezioni future e se tu dici di aver scelto perché per la D non servono molti soldi non consideri quello che le stesse società hanno scritto nelle loro proposte, per puntare alle serie professionali sono necessari capitali importanti e anche non conoscendo gli altri soggetti sarebbero bastati da soli quelli di Bandecchi e MyEnergy. Se all’ultimo momento si fosse presentato Bill Gates con un progetto incompleto, forse non lo avremmo preso in considerazione?”

I toni si accendono con il consigliere Federico Milia, che parla di “teatro dell’assurdo” riferendosi a Ballarino e i suoi trascorsi sportivi non meno criticabili di quelli citati per Bandecchi. La frecciatina sulle prime performance non brillanti della squadra è inevitabile. “Dopo due partite – risponde Brunetti – vediamo che ci stanno mettendo volontà e impegno, e penso che in questa prima fase avremmo avuto gli stessi problemi con l’altra società, ma ovviamente la Fenice dovrà dimostrare la validità del progetto, e tra sei mesi potrete dirmi che ho sbagliato e lo accetterò. Ballarino è una brava persona e su di lui non ho sentito neanche pettegolezzi, sulle sue esperienze sul piano sportivo mi sono fidato del parere di chi conosce il calcio”.

Ripepi prosegue con un fuoco di fila di domande, attaccando sulle promesse mancate nel business plan della Fenice: “In venti giorni hanno smentito due punti importanti del loro progetto, il settore giovanile e il calcio femminile, che non si faranno perché non ci sono soldi. Ci sono tanti elementi da chiarire, ad esempio non si vede al di là di sponsor, iscrizioni e biglietti quale sia la quota investita dalla società, e poi ci sono i dubbi sui contratti con cui stanno lavorando. Il Comune sta facendo il controllore come dovrebbe, e soprattutto se non si controlla ora, quando?”

Domande al sindaco sulla divergenza con Latella e l'intrigo attorno alla Dante Alighieri

Il dibattito in commissione è proseguito con interventi prevedibilmente schierati tra maggioranza e opposizione nel sostegno o la contestazione a Brunetti. Ma Roberto Vizzari, pur rilevando la propria preferenza per una società composta anche da imprenditori reggini per garantire un legame territoriale con la squadra, ha voluto esprimere solidarietà al sindaco per gli attacchi subiti anche sul piano personale e familiare. Un veloce passaggio sulla diffidenza verso i forestieri era stato fatto dallo stesso Brunetti: “Ci lamentiamo che non si partecipa ai bandi del Comune e poi quando qualcuno lo fa, scoppiano le polemiche. Dovremmo ringraziare e stendere il tappeto rosso quando un imprenditore decide di investire sulla nostra città”.

Presente ma silenzioso Carmelo Versace (in collegamento a distanza) mentre Giovanni Latella è tirato traversalmente dentro la discussione per le divergenze con Brunetti nella scelta della Fenice. Il sindaco ha tenuto a ringraziare Latella per il lavoro di supporto alla società della nuova Reggina, e ha liquidato la questione spiegando che “mi sono confrontato con lui e si possono anche avere idee diverse, l’ho ascoltato ma poi la scelta competeva solo a me”. E ha respinto ogni illazione di crisi: “Il consigliere Latella farà le sue scelte ma da parte mia mai gli toglierei la delega, non solo per l’impegno sempre dimostrato nel settore, ma anche perché pur avendo un’idea diversa dalla mia, come ha detto apertamente, il giorno dopo la scelta si è subito messo a disposizione per risolvere le criticità e far partire il progetto, noi lavoriamo per lo stesso obiettivo. Per come vedo la politica io, chi non è d’accordo con me non è contro di me. E credo sia un fatto positivo, il confronto tra due esponenti dello stesso partito e della maggioranza dimostra che agiamo nella democrazia”.

Si parla anche dell’intrigo dell’università Dante Alighieri e il sindaco ff dichiara quanto già detto dopo le accuse di commistioni di interessi legati all’ateneo: “La Dante Alighieri non è di proprietà del Comune, che non può venderla né cedere quote. Che Bandecchi avesse fatto una proposta con UniCusano lo sapevamo ma è un percorso che non ha nulla a che fare con la Reggina. Ballarino ha detto pubblicamente di non essere interessato, ma se domani lo sarà non posso saperlo, comunque varrebbe anche per lui la stessa considerazione”.

Brunetti chiude la querelle e si proietta al termine dell'incarico e il ritorno di Falcomatà

La riunione si conclude senza raggiungere punti di incontro tra i due fronti contrapposti. Ripepi riconosce a Brunetti buona fede e “legittimità nella scelta che hai operato, ma che resta politica e basata sul fatto che una persona non ti piaceva, una scelta per me scellerata e che ci ha rovinato, come hanno detto tanti esperti di calcio e personaggi storici della Reggina che hai sbagliato a non consultare”.  

Per il sindaco facente funzioni l’argomento si chiude qui: “Ho spiegato tutto ai cittadini, da adesso non saro più disponibile ad alimentare polemiche. C’è ora da sperare che la Fenice faccia un campionato fantastico e ci faccia divertire. Ora dobbiamo stringerci attorno alla maglia amaranto, e credo che la grande presenza allo stadio abbia fatto vedere che anche i reggini la pensano così“.  Il Comune pensa anche a ipotesi legali per appropriarsi del nome e marchio della squadra in modo da tutelarlo definitivamente con le società anche in futuro e in sintonia con Massimo Ripepi c’è l’intenzione di capire se potrà essere richiesto un risarcimento danni per l’immagine della città all’ex patron Felice Saladini. Ma sono questioni che Brunetti è pronto ad avviare e poi rimettere in altre mani. Sull’incarico alla guida del Comune, il facente funzioni parla a chiare lettere di un tempo ormai quasi finito: “Il mio compito assunto con grande onore è traghettare la città verso la data in cui si spera rientrerà Giuseppe Falcomatà, non mi sono dimesso in situazioni più gravi e non lo farò adesso perché sono sereno e so di aver agito in piena trasparenza”.  

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