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Domenica, 21 Aprile 2024
Il caso

Esposto in procura per le piste ciclabili, chiesta indagine sul progetto con la mannaia dei fondi Pnrr

A ricorrere alla magistratura è Democrazia Sovrana Popolare. Ecco i dettagli tecnici della ciclovia della discordia

Il caso della ciclovia di Reggio Calabria è finito sulla scrivania della procura della Repubblica, ma a interessare la giustizia non è stato, come aveva fatto intendere, il sindaco, ma Democrazia Sovrana Popolare, che ha presentato un esposto alla magistratura per accertare eventuali reati nella realizzazione del tracciato cittadino delle piste ciclabili.

Ma la storia, come spiega il coordinatore regionale Giuseppe Modafferi parte da lontano. Le magagne della ciclovia hanno avuto una forte cassa di risonanza dalle segnalazioni social diventate rapidamente virali, eppure qualcuno aveva notato che qualcosa non andasse già ad ottobre. 

La prima segnalazione a ottobre, ora il caso è finito in Procura

Il primo a notare le stranezze delle piste ciclabili in fase di realizzazione nel tratto del parco Pentimele era stato, lo scorso ottobre, Giuseppe Minnella, coordinatore provinciale di Msi Fiamma Tricolore. "Dopo quell'intervento - spiega Modafferi - abbiamo fatto, il 9 novembre 2023, una richiesta di accesso agli atti per visionare il progetto, il bando di finanziamento, i requisiti di agibilità e lo stato di messa in opera. Non abbiamo mai avuto risposta".

Nelle ultime settimane sono stati gli stessi cittadini, tra meme ironici e post indignati, a denunciare le evidenti anomalie nelle misure e la mappa della ciclovia sollevando le questioni della sicurezza e l'utilizzo scellerati dei fondi deputati al progetto (oltre 4 milioni di euro). Tanto da spingere il sindaco Giuseppe Falcomatà a puntare l'indice sui lavori e bloccare quelle che ha bollato come piste in-ciclabili. "Il video del sindaco è ai limiti dell'assurdo - continua Modafferi - forse Falcomatà vive nel paese delle meraviglie se non si è accorto di quello che la sua stessa giunta ha approvato". 

Con l'esposto si sollecita un'indagine perché, dice ancora Giuseppe Modafferi, "crediamo che qualche reato si configuri che si hanno soldi per creare una pista regolamentare e invece poi fai una minipista non si capisce in che modo siano stati utilizzati i soldi. Inoltre non si sono rispettati gli standard di sicurezza, lì un ciclista rischia di essere investito e sono stati coperti i parcheggi per disabili. Avendo a disposizione 4 milioni di euro non è possibile fare un simile scempio”.

Il progetto, i tempi rigidi del Pnrr e il finanziamento attribuito al Comune

Il nodo della questione potrebbe essere quello endemico dei lavori pubblici di Reggio Calabria, che stavolta ha incrociato la rigida e implacabile tabella di marcia del Pnrr. I progetti finanziati, come è noto, devono seguire le fasi del cronoprogramma raggiungendo le previste percentuali di avanzamento dell’opera, pena il definanziamento. E pare che questo concreto rischio lo corra anche la nostra sventurata ciclovia, la quale è parte del più ampio percorso di piste ciclabili della Magna Grecia, che attraversa Sicilia, Calabria e Basilicata coinvolgendo 11 province e 170 comuni.

Come è illustrato nella relazione amministrativo-contabile del Comune, in questo progetto la porzione di Reggio è di 18 chilometri complessivi, suddivisi in due lotti. Nell’ambito della misura M2C2 del Pnrr sulle ciclovie urbane, con decreto n. 509 del 15 dicembre 2021 del ministero delle infrastrutture, l’amministrazione è risultata beneficiaria di un contributo pari a € 4.519.903, con i seguenti target da raggiungere: la realizzazione di complessivi 18 km di nuove piste ciclabili con lavori da aggiudicare entro il 31 dicembre 2023; 6 km di nuovi percorsi da realizzare entro la stessa data; il collegamento di almeno un polo universitario con un nodo intermodale.

Il progetto dovrà concluso entro il 30 giugno 2026 e il lotto prioritario copre il territorio cittadino dalla frazione di Catona fino alla stazione ferroviaria di Reggio Calabria Aeroporto. Come Responsabile Unico del Procedimento per l’intervento, con deliberazione dirigenziale è stata individuata Carmela Santagati.

Dopo tavolo tecnico e conferenza di servizi, dalla relazione si evince l’affidamento dell’incarico con procedura di gara aperta per entrambi i lotti (6+ 12 km) alla società cooperativa Coprogetti per un importo complessivo di 89.931,54 euro.

L’avvio del primo cantiere è avvenuto ad agosto 2023 ma al 3 novembre la ditta non era stata pagata per mancanza delle somme di cui era stata chiesta anticipazione al Mit (per il 10% del totale dell’intervento). Una morosità che aveva portato alla temporanea sospensione dei lavori, che poi sono ripresi con la rincorsa obbligata per rientrare nel cronoprogramma (e altro procedimento e rup). Con l'epilogo che conosciamo e l'ira di Falcomatà, che aveva già a novembre lanciato reprimende sulle piste trovate in corso di realizzazione. Fino all'ultimo colpo di scena, quando il sindaco ha bloccato tutto ergendosi a tardivo controllore e annunciando una verifica su eventuali responsabilità civili e penali. Quando e se lo farà non è chiaro, ma nel frattempo qualcuno ha già avviato quest'indagine.

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