Giovedì, 18 Luglio 2024
L'intervento

"Reggio non può essere ostaggio del suo stesso sindaco": la richiesta di Minicuci e Recupero

La Lega con il consigliere comunale, assieme al referente provinciale del partito, chiede a gran voce un sussulto di dignità da parte del sindaco sospeso

"Reggio Calabria sembra appartenere a un universo parallelo, certamente ben peggiore rispetto alla definizione di ‘Terzo Mondo’ utilizzata per i paesi meno sviluppati. Ogni settimana, con cadenza regolare, siamo costretti ad assistere a una nuova pagina degradante e vergognosa, per una città che non merita un simile trattamento.

Dispiace continuare a constatare nella persona del sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà un’arroganza pari soltanto alla vanità. E’ disperato il tentativo di rimanere in sella alla poltrona, peccato però che questo spettacolo miserabile vada in scena sulla pelle dei reggini".

La Lega con il consigliere comunale Antonino Minicuci, assieme al referente provinciale Franco Recupero, chiede a gran voce un sussulto di dignità da parte del sindaco sospeso e in una nota aggiunge: "Tra meno di due settimane si deciderà il futuro dell’amministrazione, appesa alle decisioni relative al Processo Miramare. Nel frattempo però, è giunta la notizia di un nuovo rinvio a giudizio per Falcomatà, evidentemente ‘affezionato’ a questo tipo di atto, in merito alla mancata costituzione come parte civile nel primo procedimento Miramare.

E’ notizia di pochi giorni fa invece, il rinvio a giudizio nei confronti di Antonino Castorina, ex capogruppo del Pd coinvolto in una vicenda che ancora oggi rappresenta una ferita aperta e sanguinante per la nostra città, sconvolta da quanto accaduto alle ultime elezioni comunali.

Come se non bastasse la valanga di problemi giudiziari a travolgere l’amministrazione, c’è un’infinita serie di strafalcioni ad evidenziare il disastro amministrativo di un ‘secondo tempo’ che si è rivelato, sembrava possibile immaginarlo, addirittura peggiore del primo mandato Falcomatà.

Il caos sulle mense scolastiche e il dimensionamento, con gli istituti e gli studenti reggini sul piede di guerra, soltanto l’ultima rovinosa caduta registrata da una maggioranza che ha palesato totale inadeguatezza e sembra resistere soltanto per inerzia".

"Chiediamo al sindaco sospeso - concludono il consigliere Minicuci e il referente provinciale Recupero - se ancora prova un briciolo di pietà verso la sua città, ridotta oggettivamente in macerie. Reggio Calabria non può essere ostaggio del suo stesso sindaco, atteso da nuove grane giudiziarie che potrebbero portare ad una nuova sospensione.

Il limite è stato abbondantemente superato, è il momento di dire basta non solo per il bene della città e dei reggini, ma anche per lo stesso Falcomatà, che con un gesto di affetto, staccando la spina, dimostrerebbe almeno di riconoscere lo stato in cui si trova Reggio Calabria e le permetterebbe di iniziare una lunga e faticosa risalita. sindaco, il sospeso è lei, ma da anni sta obbligando Reggio Calabria allo stesso trattamento. Adesso basta, vada a casa".

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