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La riflessione

Fondi Ue, Imbalzano: "Serve istituire una struttura di monitoraggio"

Secondo l'ex presidente della commissione regionale è necessario "pianificare le eventuali azioni correttive, quando i risultati dell’attività di controllo rilevano una tendenza a discostarsi dagli obiettivi fissati sia dal presidente che dagli organi comunitari"

Spendere e rendicontare le risorse che arrivano dai Fondi europei non è cosa facile e negli anni la Regione Calabria ha accumulato ritardi e residui. Adesso c'è stata la svolta del presidente Occhiuto, ma serve una riflessione,  secondo Candeloro Imbalzano che, per aver presieduto negli anni scorsi la commissione Fondi comunitari del Consiglio regionale, è stato uno dei soggetti maggiormente impegnati, non solo da relatore in Consiglio, della fase finale della programmazione 2007-2013 ed in particolare di quella 2014 – 2020.

Dice Imbalzano: “Vinta la sfida, con la spesa e la rendicontazione della quasi totalità dei Fondi Por strutturali europei Fesr, Fse E Psr residuati dalla programmazione comunitaria 2014-2020, due anni fa ritenuta impossibile e solo grazie alla forte accelerazione impressa dal presidente Occhiuto, l’esperienza acquisita negli anni ci impone di riflettere sulle cause che determinano, da sempre, cronici ritardi nella spesa delle risorse rivenienti dalle politiche di coesione, ultima la programmazione gestita dalla giunta regionale a trazione Oliverio.

Una riflessione ineludibile, per non ricadere, per i Fondi Por 2021 – 2027, negli stessi errori, con conseguenze drammatiche sull’economia della Calabria”. 

“Sappiamo bene che alcuni ritardi, - spiega Imbalzano - nell’avvio delle fasi dell’impegno e della spesa, sono sempre stati fisiologici. E tuttavia il dato ufficiale rassegnato in questi giorni dal direttore del competente dipartimento Niccolai di un confortante 28% nell’impegno delle risorse relative a quella 2021-2027, è assolutamente incoraggiante e stoppa sul nascere polemiche pretestuose ed aprioristiche della minoranza in Consiglio riferite al solo dato della spesa, legata, come è noto, soprattutto al laborioso stadio dei bandi varati dai vari dipartimenti e che, solo in parte, dipendono dalla struttura burocratica e dalla struttura dei fondi comunitari”, continua Candeloro Imbalzano.

“Vero è tuttavia che l’esperienza insegna quanto sia ormai urgente l’istituzione in Regione di un sistema di monitoraggio più avanzato, - sostiene Imbalzano - più efficace e continuo, che prescinda anche dal sistema dell’Audit già esistente, forse troppo terzo di fronte alle responsabilità dell’organo politico.

Un ufficio alle dirette dipendenze della presidenza, che non si limiti al mero coordinamento dei dirigenti generali su una questione così importante, ma capace di compiere una rilevazione progressiva ed analitica sullo stato di avanzamento non solo degli impegni e della spesa per singolo dipartimento, ma riguardi l’andamento dei singoli progetti scelti dall’organo istituzionale.

In sostanza, un controllo più ravvicinato ed analitico, capace di identificare i rischi di disallineamento rispetto agli obiettivi, alle risorse programmate e disponili,
nonché alle tappe preventivate per i progetti medesimi”, aggiunge ancora Candeloro Imbalzano.

“Non più quindi il desueto sistema di reporting, ma una struttura capace di pianificare le eventuali azioni correttive, quando i risultati dell’attività di controllo rilevano una tendenza a discostarsi dagli obiettivi fissati sia dal presidente che dagli organi comunitari, rivedendo, ove necessario, i piani dei singoli progetti, identificando i potenziali problemi ed implementando quasi in tempo reale le necessarie modifiche, nella consapevolezza, non solo dei project manager impegnati, che quasi sempre i progetti stessi non procedono temporalmente secondo i tempi ed i piani prefissati”, conclude Candeloro Imbalzano.

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