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Il rilancio del Tito Minniti / Ravagnese

Ryanair fa grandi numeri su Reggio Calabria e a Lamezia ci sono malumori

La low cost dà una spinta in più al trend positivo dell'aeroporto dello Stretto, ma qualcuno chiede attenzioni per lo scalo lametino

L'effetto Ryanair sta letteralmente facendo decollare l'aeroporto di Reggio Calabria, con quella spinta decisiva su un trend già in crescita prima dell'arrivo del vettore irlandese (come attestano i dati di traffico del primo trimestre 2024). Il primo bilancio dell'esordio della low cost al Tito Minniti, secondo Assaeroporti, segna circa 8000 passeggeri in una settimana di voli, e le rotte del Boeing continuano a registrare coefficienti di riempimento molto alti. 

Il rovescio della medaglia sono i dati non altrettanti rosei dello scalo di Lamezia, che nel raffronto con il 2023 mostra una perdita del 10%. Colpa dell'improvvisa 'attenzione' della Regione Calabria per il Tito Minniti a scapito dell'aeroporto internazionale lametino? Il dubbio aleggiato qualche mese fa, quando nessuno credeva di vedere mai gli aerei della compagnia di Dublino nell'aerostazione dello Stretto, era stato rimangiato frettolosamente. Un focolaio di discordia campanilistica era stato subito sedato dal sindaco di Lamezia, Paolo Mascaro, che aveva messo a tacere le polemiche: secondo il primo cittadino era indiscusso il sostegno all'intero sistema aeroportuale calabrese e l'approvazione per ogni iniziativa di sviluppo promossa da Sacal, senza distinzione tra gli scali destinatari. Invece in quel di Lamezia qualche dissapore c'è davvero, e cova sotto la cenere da quando Ryanair ha stabilito una base a Reggio - investimento che comunque rientra in quello di un generale potenziamento in tutta la Calabria con l'accordo regionale (e le sovvenzioni) che coinvolge i tre scali. 

Certamente la base reggina è l'azione principale del piano strategico Ryanair perché si tratta di un esordio, fondato su una fiducia verso questo bacino d'utenza. E adesso che il senso di O'Leary e Wilson per l'aria dello Stretto si è rivelato vincente, a Lamezia suona un allarme. Qualcuno ne ha parlato apertamente: il consigliere comunale Rosario Piccioni ha analizzato il caso con parole durissime veicolate in un post sui social. "L'aeroporto di Lamezia invece di decollare è in caduta libera!!!" - scrive, e l'indice non è puntato contro Rayanair ma chiama in causa la politica. "Occhiuto e l'amministratore unico Sacal Franchini stanno di fatto trasformando l'aeroporto di Lamezia in un aeroporto stagionale con effetti drammatici per dipendenti, operatori commerciali e tutto l'indotto. Il tutto nel silenzio assoluto del Comune di Lamezia Terme e del sindaco, che ormai sono letteralmente spariti dai radar lasciando carta bianca ad Occhiuto e Franchini".

Il consigliere comunale lametino Piccioni denuncia la situazione dello scalo trascurato da Regione e Sacal

Come in una palla di vetro capovolta, la gestione lametinocentrica lungamente lamentata dai reggini adesso sarebbe diventata improvvisa interesse quasi esclusivo per Reggio (e Crotone), e non si parla solo di tratte e voli. Il consigliere del movimento Lamezia Bene Comune ha ribadito il suo allarme in una nota, citando anche l'andamento del cantiere per la nuova aerostazione come "fumo negli occhi" e molto in ritardo con il cronoprogramma - mentre risuonano gli interventi per l'aeroporto dello Stretto snocciolati da Franchini durante il taglio del nastro della base reggina Ryanair.

Era stata proprio la minoranza consiliare di Lamezia, all'inizio dell'anno, a profetizzare una situazione di 'mors tua vita mea' nel rapporto tra gli scali calabresi, e ora Piccioni precisa: "Considerando che in passato qualcuno evidentemente ha avuto difficoltà nel comprendere il senso di alcune riflessioni, ci tengo a fare una considerazione doverosa: da calabrese sono il primo a gioire ed essere felice nel vedere che gli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone crescono e si sviluppano. Ben venga una politica che fa 'decollare' l'intera Calabria". Ma poi aggiunge: "Ciò che però non posso accettare e tollerare, da semplice cittadino ma soprattutto da rappresentante delle istituzioni, è che il principale aeroporto della Calabria, che lo ricordo ai più smemorati il Dpr 201/2015 ha inserito tra i 12 scali italiani di particolare rilevanza strategica, negli ultimi anni sia stato talmente bistrattato e trascurato da arrivare fino alla triste realtà di oggi". 

Passeggeri Ryanair Berlino-Reggio (foto inviata da un lettore)

Insomma, se è respinta al mittente l'idea che si stia rosicando, per la rinascita del Tito Minniti a Lamezia non si fanno tutti questi grandi salti di gioia. Soprattutto ricordando le ardite dichiarazioni di Roberto Occhiuto, che ammise di aver quasi convinto Ryanair a puntare su Reggio, che per le note criticità infrastrutturali era una Cenerentola al ballo delle low cost. Il successo dell'avvio dei nuovi voli nell'aeroporto reggino sta così agitando spauracchi in realtà assurdi, spesso alimentati da fake news costruite su titoloni acchiappaclic: ad esempio, un presunto raddoppio delle sole rotte di Reggio (sono state soltanto confermate quelle attuali), o il volo per Milano dato già per certo immaginando una improbabile concorrenza con Ita, e persino l'intenzione di aprire un centro di addestramento e manutenzione (sì, Wilson lo ha detto riferendosi genericamente alla Calabria senza indicarne l'ubicazione) o gli esaltanti numeri occupazionali, che oggi sono semplici previsioni e sempre su base regionale.

Possiamo dire che Lamezia sta provando un po' come ci si sente dall'altra parte, quella in cui si è trovata negli ultimi anni Reggio, e teme che la storia ora si ripeta a svantaggio del suo aeroporto, con un depotenziamento come quello che ha subìto vertiginosamente il Tito Minniti. Qualcuno, tra il serio e il faceto, ha ironizzato su questa gelosia quando il maltempo ha costretto Ryanair a dirottare un atterraggio da Reggio a Lamezia, immaginando maliziosi godimenti in... linea d'aria regionale per la temporanea disavventura climatica, occorsa proprio alla low cost graziando invece Ita.

Fuori dalle rivalità di campanile, l'utenza di Reggio e Lamezia è diversificata, e va ricordato che la politica commerciale aviation di Sacal (applicata all'accordo con Ryanair) distingue, per le compagnie interessate, i mercati di target dei singoli aeroporti: eccetto Italia, Francia e Germania, che sono comuni ai tre scali, le destinazioni da proporre non metttono in concorrenza gli scali e com'è ovvio Lamezia è l'unico ad avere rotte extraeuropee e destinazioni Intercontinentali in Usa, Asia e Africa.

Catania perde passeggeri messinesi: più comodo volare da Reggio

Chi realmente ha da preoccuparsi del fenomeno Ryanair a Reggio Calabria è invece l'aeroporto di Catania, interessato da una palpabile emorragia di passeggeri messinesi. Da quando sono state attivate le rotte low cost al Tito Minniti, sono sempre di più i dirimpettai dello Stretto (come attestano gli aumenti di traffico a bordo degli aliscafi) che preferiscono volare qui perché i tempi per raggiungere Reggio sono minori rispetto alla città etnea. Ad aiutare è anche il servizio di bus navetta privato che si occupa anche di accelerare il check-in, che con l'arrivo di Ryanair prevede di incentivare l'offerta. Anche perché i numeri del vettore irlandese sembrano essere già attrattivi per alcune colleghe low cost e sullo sfondo c'è il promettente 'stay tuned' di Occhiuto. Il governatore che ha annunciato a breve novità importanti, e dovrebbe trattarsi proprio dell'interesse di altre compagnie per la pista di Reggio Calabria, dove dal 15 giugno sarà autorizzata la nuova procedura di volo approvata da Enac.

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