Sabato, 20 Luglio 2024
L'iniziativa

Salario minimo, M5s presenta la proposta di legge con Fico: "Battaglia di civiltà e dignità"

Al museo del bergamotto i Cinquestelle con l'ex presidente della camera e i coordinatori provinciale e regionale Auddino e Orrico hanno illustrato un'iniziativa portata avanti insieme a tante forze di opposizione

"La legge sul salario minimo ce la chiede la nostra Costituzione. Se siamo un paese civile e democratico, non possiamo permettere che ci siano lavoratori pagati con retribuzioni che configurano uno sfruttamento". Roberto Fico, già presidente della camera dei deputati e presidente della commissione controllo e garanzia del Movimento Cinquestelle, sintetizza così, con parole nette, la battaglia politica per l'introduzione della soglia tassativa dei 9 euro all'ora come obbligo di legge in tutti i contratti di lavoro.

Ospite dei colleghi di partito calabresi, nonché parlamentari, Anna Laura Orrico e Giuseppe Fabio Auddino, insieme a loro ha presentato la proposta a Reggio nella sede del museo del bergamotto, accolti dal presidente Vittorio Caminiti e uno scenografico gruppo della confraternita. Un luogo della cultura, perché, come ha ricordato la coordinatrice regionale M5s Orrico, questo settore è quello più rappresentativo delle dinamiche di un precariato che nel nostro paese è molto lontano dall'essere debellato. "I poveri assoluti - ha detto la deputata cosentina - sono oggi saliti a 5,6 milioni e circa 3 sono lavoratori precari, per la maggior parte donne e giovani sotto i 35 anni. Ogni anno i contratti a termine stipulati in Italia sono circa 4,2 milioni e tali sono anche, per l'83%, quelli delle nuove assunzioni che il governo vanta come risultato del decreto lavoro". 

La confraternita del bergamotto

L'incontro ha registrato grande partecipazione, e non solo degli attivisti, che comunque a Reggio stanno sostenendo la proposta di legge con particolare successo, se si pensa che delle 2000 firme raccolte in Calabria, 500 sono frutto del lavoro di settembre nelle piazze reggine. "La presenza di questo pubblico oggi - ha commentato Anna Laura Orrico - ci fa capire che c'è interesse a discutere di un tema che riguarda la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e vede l'Italia indietro rispetto al resto d'Europa, dove siamo rimasti in cinque o sei paesi a non aver istituito il salario minimo. Ed è assurdo perché la nostra costituzione afferma che la repubblica italiana è fondata sul lavoro".

La risposta dell'attivismo a Reggio, Auddino: "Conferma che siamo dalla parte giusta"

Auddino, da pochi mesi anche coordinatore provinciale del partito, ha chiarito che la proposta di legge non confliggerà con la contrattazione collettiva (sindacati come Cgil, Uil e Usb, tra l'altro, sono tra i promotori dell'iniziativa insieme al M5s). "Al contrario - ha spiegato il senatore -  il salario minimo rafforza quest'azione stabilendo che questa soglia debba essere rispettata e non si possa scendere sotto quella retribuzione oraria. In questo momento dobbiamo essere coesi - ha proseguito - per difendere non solo chi perde il lavoro, i disoccupati e gli inoccupati costretti a emigrare, ma anche i cosiddetti working poor, che paraddossalmente sono i meno difendibili. Chi non lavora potrebbe pensare che non abbiano bisogno di aiuto ma noi dobbiamo pensare a tutti, perché non è accettabile che si possa mandare avanti una famiglia con 800 euro al mese o persino meno". Soddisfatto della risposta della città, Auddino ha aggiunto: "Vedo qui esponenti storici del movimento ma anche volti nuovi e tanti giovani. Questo mi dà linfa e conferma che, come sostiene un nostro motto, siamo dalla parte giusta". 

Anna Laura Orrico ha ringraziato le forze di opposizione che in modo quasi compatto hanno aderito alla proposta insieme ad associazioni e organizzazioni sindacali, ma Fico è stato più esplicito citando il grande assente in questa battaglia altrimenti unitaria, Italia Viva. Sull'iter parlamentare in vista ha poi detto: "Andremo avanti e non ci faremo fermare, come anche stiamo facendo sul fronte dell'autonomia differenziata fino a quando lo scellerato provvedimento Calderoli non sarà definitivamente ritirato".

Irto ribadisce la convergenza del Pd su salario minimo e autonomia differenziata

La convergenza con il Pd è stata stamattina ribadita dall'intervento del senatore Nicola Irto, coordinatore provinciale democratico, che ha dichiarato: "Ci accomuna una battaglia che anche noi stiamo conducendo a viso aperto raccogliendo le firme nelle piazze. In un paese civile pagare qualcuno nove euro l'ora equivale a schiavitù e il fatto che l'opposizione si sia unita lottando per questo principio credo abbia un valore straordinario". 

Salario minimo e rifiuto dell'autonomia differenziata si inseriscono in un generale contrasto della politica di un governo che, ha ricordato Roberto Fico, "sta dimostrando di voler colpire i più poveri, come si è visto con il reddito di cittadinanza. Siamo preoccupati per il futuro perché sappiamo che ogni ulteriore intervento di bilancio sarà sempre a svantaggio delle fasce deboli". Un governo che, soprattutto, sta spaccando il paese in due grandi territori con interessi diversi: questo potrebbe nuocere alla necessaria coesione delle battaglie sociali del M5s e dell'opposizione? "Occorre fare sistema - risponde Fico - gli investimenti che fanno crescere il Sud portano vantaggio anche al Nord e tante sono le cose che potremo realizzare insieme. Ma oggi ad essere centrale è l'intervento per il Sud".  

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