Scandalo Cotticelli, Iatì: "La signora Maria è il vero commissario della sanità in Calabria"

Il consigliere comunale dopo la vicenda che ha investito la sanità calabrese ribadisce: "Basta commissari, ripartiamo dal territorio, ripartiamo dalle nostre eccellenze mediche"

"Rimanere sorpresi è la sensazione più immediata, ma nasce anche un dubbio, guardando il servizio televisivo andato in onda su Rai Tre nella trasmissione “Titolo Quinto”, era realtà o candid camera da “Scherzi a parte” ?" E' quanto afferma il consigliere comunale Filomena Iatì che continua "il commissario alla sanità calabrese Cotticelli, assume la figura di un pugile al tappeto o di un ignaro passante capitato per caso nel luogo dell’intervista.

Incalzato dal giornalista sul perché la Calabria è stata dichiarata “Zona Rossa” e non ha attuato il Piano Covid, come prescritto dal Governo, Cotticelli riesce a fare una pessima figura, dimostrando di essere incompetente e di ignorare le sue funzioni, peggiora le cose chiedendo informazioni e chiarimenti su chi deve essere l’attuatore e responsabile del Piano Covid regionale, a tale Maria, che risponde “tu devi essere preparato alle domande…”.

La sanità calabrese, violentata da decenni e decenni dalle spartizioni politiche, immersa in bacini clientelari come dimostrato da procedimenti penali a carico di ex assessori, congiunti ed amici vari, è commissariata da dieci anni da persone che scaldano le poltrone con migliaia di euro di stipendio gettati al vento, che non sono capaci di gestire nulla. Ricapitolando la lunga querelle di chi si scaglia solo contro la Regione, colpevole indiziario è il governo amico che non controlla il controllore. Ma non solo". 

Il consigliere incalza e si chiede "chi doveva controllare e monitorare l’azione? Una cascata di responsabilità, task force Covid governativa,dirigenti e Asp regionali ed in primis il Commissario Regionale alla Sanità Cotticelli. E il presidente facente funzioni Spirlì? La sua giunta? Protagonisti silenti che giocano sul campo del peggiore nemico della gente e degli imprenditori: la burocrazia. E’ arrivato il momento di indignarci, di dare voce alle grandi masse silenziose di malati, degenti, di familiari e della gente comune che deve affrontare la situazione di emergenza. Non si può più giocare sulla pelle delle persone.

Agire sul campo in modo incalzante, deve essere il motivo trainante dell’azione comune. Basta commissari, ripartiamo dal territorio, ripartiamo dalle nostre eccellenze mediche, prendiamo consapevolezza delle nostre migliori realtà sanitarie e manageriali e creiamo una rete senza colori politici o interessi personali o di partito".

"Non vogliamo più persone disincantate che non conoscono il loro ruolo, - conclude Iatì- non vogliamo essere vassalli dei clientelismi decennali e dello scempio realizzato con il bancomat sanità. Consapevolezza e competenza, perché nulla sia come prima e finisca il rimbalzo delle responsabilità".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Il Tar Calabria boccia la scelta di Spirlì, per i giudici amministrativi si può tornare in classe

  • Guido Longo verso la Calabria, primo obiettivo: riaprire gli ospedali chiusi

  • Lavori sulla linea ferroviaria jonica, operaio muore nei pressi della stazione di Condofuri

  • Ospedali e Covid, l'allarme di Amodeo: "Asp reggina impermeabile a ogni proposta"

  • Reggio e la Calabria in zona arancione da domenica 29 novembre: ecco cosa cambia

  • Verso il 25 novembre, Maria Antonietta finalmente lascia il Gom e torna a casa

Torna su
ReggioToday è in caricamento