Venerdì, 19 Luglio 2024
Gli scenari del dimensionamento

Scuole, cosa accadrà tra nuove proteste e decisioni della Regione

Le prospettive a Reggio e provincia dopo l'approvazione del piano metropolitano di dimensionamento, da cui molti istituti si sentono penalizzati

Il dado è tratto per il piano di dimensionamento metropolitano della rete scolastica, ma il caos nelle scuole di Reggio e provincia non si è placato. Stamattina il consiglio della Metrocity ha licenziato il documento che dovrà essere approvato dalla Regione, dove si è dovuta operare la cancellazione di 17 autonomie.

Già noto in via ufficiosa, il contenuto del piano non è stato accettato da tante realtà scolastiche e in particolare a Reggio, dove, al netto delle polemiche sui ritardi dell'atto di giunta con le proposte comunali, l'amministrazione ha comunque espresso le sue richieste, contrariamente ad altre che hanno lasciato carta bianca alla città metropolitana.

Nonostante un battage di riunioni e audizioni con gli stakeholder locali, alcune scuole oggetto di accorpamento hanno lamentato di non essere mai state coinvolte e nei prossimi giorni si preannunciano proteste fino alla Cittadella regionale e possibili ricorsi al tribunale amministrativo.

Gli impegni di Versace in una Metrocity dagli scenari istituzionali incerti 

A Reggio ha fatto scalpore la mobilitazione del consiglio d'istituto del comprensivo Galilei-Pascoli, che come temuto e in discordanza con quanto indicato dal Comune, è rientrato nel dimensionamento con il vicino Vitrioli-Principe di Piemonte (due scuole con oggettivi problemi di numeri ma storicamente radicate nel tessuto cittadino e con identità storiche).

L'animato botta e risposta tra i genitori dell'istituto e Metrocity aveva spinto il sindaco metropolitano facente funzioni Carmelo Versace a impegnarsi personalmente per ottenere un intervento della Regione e mantenere il servizio di scuola in ospedale e didattica domiciliare, unicuum del territorio provinciale e gestito dal Galilei-Pascoli attraverso una convenzione con il Gom che giuridicamente decadrà insieme all'autonomia soppressa.

Anche stamattina in consiglio, il sindaco facente funzioni ha ribadito che chiederà a Giusi Princi la garanzia che il servizio possa proseguire senza interruzione. Nei giorni delle proteste questa non è l'unica questione di cui Versace si è fatto carico a titolo personale, ed è ovvia la considerazione che si tratti di promesse che non possono essere garantite per l'orizzonte incerto del suo ruolo istituzionale dopo un probabile rientro di Giuseppe Falcomatà. Che potrebbe pensarla, e agire, diversamente. 

Il ruolo dell'offerta formativa e l'attesa dei dirigenti scolastici a rischio

Tra le altre criticità nella città di Reggio, tra i comprensivi ci sono accorpamenti troppo vasti per consentire una gestione efficiente delle comunità scolastiche interessate, oltre a mettere insieme realtà diverse e incoerenti (lo hanno rilevato i consigli d'istituto di Nosside-Pythagoras e Moscato-Gallina).

E sul versante delle scuole di secondo grado, si creano due poli tecnico e liceale tirati un po' per i capelli, poiché permangono istituti autonomi che potrebbero avere identità simili, creando una rete che rileva il movente dell'esigenza dei tagli più che reali criteri di didattica e formazione. Adesso il dimensionamento dovrà essere razionalizzato nell'offerta formativa territoriale, parte non certo secondaria del piano ma rimasta in ombra rispetto alla cancellazione delle autonomie.

Sullo sfondo ci sono i dirigenti a rischio, che per motivi di opportunità e conflitto d'interesse fino ad oggi non hanno parlato, mandando in "avanscoperta" le famiglie e qualche volta i docenti. Inutile fingere che per loro la riforma sarà indolore: i criteri nell'indicazione dei perdenti posto sono ancora in definizione, e va considerato anche che i tagli sono avvenuti in tutta la Calabria con problemi di ricollocazione spalmati in tutte le province.

Negli altri Comuni, l'area jonica, per cui si era chiesta particolare attenzione, ha perso ben 6 autonomie scolastiche (come Reggio) in barba alla protezione delle minoranze linguistiche; mentre 5 tagli sono avvenuti nella fascia tirrenica. I

l piano metropolitano è stato invece accolto con sollievo nei comuni di Campo Calabro, Fiumara e San Roberto, dove è stata mantenuta l’autonomia dell'istituto comprensivo con tutte le sue articolazioni territoriali. Appesa a un filo esilissimo di speranza per numeri impietosi, la scuola è stata salvata grazie alla capacità delle amministrazioni di rappresentare le proprie istanze.

A Roccaforte, paese senza scuole, la protesta di Usb contro la Regione 

Un presidio pubblico contro il piano di dimensionamento regionale è stata organizzata questa mattina da Usb (Unione Sindacale di Base) a Roccaforte del Greco, territorio già rimasto senza scuole, chiuse cinque anni fa.

Durante il sit in di dissenso ai tagli delle autonomie scolastiche, Rosy Attinà ha ricordato come avvenne l'inarrestabile declino a Roccaforte. "Si iniziò a paventare la chiusura della scuola materna - spiega - nel 2011, ma siamo riusciti a scongiurare questa ipotesi. Poi i bambini diventarono sempre meno e ci arrivavano nuovamente segnali in questa direzione, finché dal 2018 sono state chiuse prima la scuola media e poi la primaria".

La protesta si spostò a Catanzaro, ottenendo dalla Regione la riapertura di un pes (punto di erogazione scolastica), ma era troppo tardi. "I ragazzi - dice Attinà si erano spostati a San Lorenzo e ormai radicati lì e i genitori non hanno voluto riportarli a Roccaforte". Ora qui c'è un solo bambino della materna, che per frequentare la scuola più vicina percorre ogni giorno trenta chilometri all'andata e ritorno.

Manifestando a Roccaforte, Usb ha voluto rappresentare in un luogo simbolico cosa significhi la perdita di questi vitali presidi per alcuni territori della provincia reggina. Rocco Coluccio (Usb Scuola Calabria) commenta: "Il dimensionamento è imposto dalla legge ma la Regione Calabria ha addirittura anticipato il provvedimento rispetto al resto d'Italia, approvando le linee guida quando ancora il decreto di definizione degli organici dei ds e dsga non è stato ancora definitivamente approvato. Si sarebbe potuto utilizzare questo tempo per una concertazione insieme alle scuole e trovare soluzioni alternative per salvare le realtà a rischio per carenza di alunni ma indispensabili per i loro territori".

Coluccio cita la possibilità di progetti regionali con fondi ad hoc, ad esempio per il turismo scolastico o le aree montane. "Da Roccaforte, dove le scuole non esistono più, portiamo avanti questa battaglia perché il dimensionamento in Calabria è stato affrontato in modo unilaterale concentrandosi soltanto sulle dirigenze soppresse, mentre non si parla del modo in cui l'offerta formativa e la creazione di pes potrebbe ridurre il danno dei tagli".

Che non saranno minimi come si ripete da parte della Regione. Basti pensare che per ogni autonomia soppressa si perderanno un dirigente, un dsga e negli istituti comprensivi 3 amministrativi e 3 collaboratori scolastici. Con tanti disagi sia nei servizi di amministrazione che nella vigilanza, forse persino nella didattica nei casi in cui cambieranno i numeri delle sezioni, con le due prospettive ugualmente drammatiche di tagli o classi pollaio. 

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