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Lunedì, 20 Maggio 2024
Il caso

Sosta da 2 euro all'ora a Reggio Calabria, il primo maggio scatta la sperimentazione

Come annunciato, la giunta comunale ha approvato una tariffa maggiorata in alcune aree del lungomare e dintorni, ecco dove

Lo avevano annunciato, e dal 1 maggio sarà operativa la sperimentazione delle strisce blu a costo differenziato. Nella delibera adottata dalla giunta comunale il 26 marzo, che ha ad oggetto la tariffazione agevolata per la sosta in aree pubbliche dei veicoli a basso consumo, è arrivato il via libera all'aumento per i parcheggi in alcune zone cittadine. Dal 1 marzo al 31 ottobre il ticket costerà 2 euro su Viale Zerbi, il piazzale della stazione Lido e il lungomare Falcomatà. L'obiettivo è "soddisfare al meglio la domanda di sosta riducendo al minimo l’impatto sull’ambiente urbano, migliorando il livello di qualità della vita dei cittadini anche attraverso un razionale utilizzo del territorio", e si parla di un "monitoraggio sperimentale", dicitura che ricorda molto la vicenda dei dehors estivi, un progetto di cui si era detto che sarebbe stato messo alla prova ed eventualmente migliorato ma gli esiti fallimentari hanno saggiamente sconsigliato di riproporlo. 

Atam si occuperà in questi giorni degli atti necessari per l’emissione dei titoli di sosta e l'aggiornamento della segnaletica verticale, ma è prevedibile che la novità farà discutere e non riscuoterà gradimento nella cittadinanza a cui si impone una tariffa raddoppiata nelle principali zone di collegamento del centro cittadino. 

Milia; "Trovata pessima che lucra sui cittadini e disincentiva il turismo"

“Follia. Non esiste un termine più adatto per descrivere le scelte scellerate di quest’amministrazione: raddoppiare la tariffa oraria, da 1 euro a 2 euro/ora, camuffandola come ‘scelta sostenibile che dovrebbe incentivare la mobilità’, è una trovata pessima", commenta il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Federico Milia.

Il consigliere contesta le due principali criticità di questo provvedimento, non difficili da immaginare, cioè l'impatto sulla spesa dei reggini e il non meno importante danno collaterale che potrebbe colpire il turismo. “Questo significa non conoscere il tessuto socio-economico della città - continua Milia - significa non avere a cuore il benessere dei cittadini, lucrare sui sacrifici economici dei reggini, disincentivare il turismo. Reggio Calabria non è una cittadina che presenta al suo interno un borgo storico, dove una misura di questo tipo potrebbe avere un senso: nel cuore della città si trovano attività commerciali, gli uffici principali e si estende per più di un chilometro in modo capillare: aumentare il costo delle strisce blu non è il modo più efficace per attrarre”.

L'opposizione annuncia battaglia contro l'effettiva entrata in vigore della sosta a 2 euro e se a quest'iniziativa si affiancassero altre rivendicazioni (ad esempio da parte di commercianti e associazioni di categoria) è plausibile il ritiro della proposta prima ancora dell'avvio. Ricordiamo bene un simile epilogo per la zona pedonale nel cuore del centro, che aveva fatto montare l'ira di residenti ed operatori economici. 

In questo caso, pur senza negare la prossimità a negozi ed attività produttive, sul lungomare e dintorni questo salasso potrebbe avere effetti negativi soprattutto sulla circolazione - che è uno dei motivi che giustificano la sperimentazione stessa (la "fluidità" del traffico automobilistico). Può essere considerato un reale obiettivo raggiunto la semplice scelta di non sostare decongestionando la zona ma al contempo facendo giri infiniti in auto alla ricerca di posti liberi nelle strade con la tariffa ordinaria?

Per i cittadini il vantaggio prefigurato dall'amministrazione comunale è quello di una Reggio meno assediata dalle auto e dunque più vivibile anche nella qualità dell'aria (indicatore che, assurdamente, nonostante la posizione geografica ci vede sempre come fanalino di coda nelle classifiche italiane di sostenibilità urbana). In realtà nei centri in cui sono attuati parcheggi a pagamento differenziati la finalità è essenzialmente turistica e in Calabria l'esempio principale è Tropea. Ma nelle altre regioni ci sono molte situazioni di questo tipo, dalla vicina Taormina fino ai comuni della costiera amalfitana. I visitatori lo mettono in conto, e sanno che l'alternativa è la maggiore spesa di una sanzione nelle tante zone dove è vietato parcheggiare. Inevitabile chiedersi se questo sacrificio sia ritenuto accettabile anche in una città come Reggio Calabria, che non ha fama turistica conclamata.

La delibera 52, nell'ottica della riduzione delle emissioni inquinanti e dell'incentivo alla mobilità pedonale, prevede anche, in proroga fino al 31 marzo 2025, la già esistente esenzione dalla tariffa a pagamento per i veicoli full hybrid elettrici e a idrogeno ed estende il beneficio a tutti i cittadini non residenti nella città Metropolitana di Reggio Calabria. La proroga riguarda anche i veicoli hybrid, mild hybrid, a metano e gpl con una tariffa agevolata ulteriormente ridotta e pari a 200 euro annui (in precedenza erano 250), sempre per i cittadini residenti nel territorio metropolitano. Questi benefici, istituiti nel 2018 e già oggetto di un rinnovo, sono infatti scaduti lo scorso 31 marzo.  

Gli altri invece subiranno un rincaro, e dalla giunta si spiega che così sarà "razionalizzata la sosta in relazione alle specifiche funzioni di ogni strada e spazio urbano". Insomma, come recita una delle deleghe, una città ordinata. E sarà agevolata "la fruizione di aree a prevalente uso pedonale e ciclabile", tema che è ancora irrisolto tra esposti giudiziari, finanziamenti e continui rattoppi al tracciato. 

L'idea della sosta a 2 euro è un esperimento "iniziale", e oltre a rispondere all'obiettivo 11 Agenda 2030 per rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili attraverso una serie di azioni di sviluppo, rientra anche nei provvedimenti green del programma del sindaco. Riprese le redini a palazzo San Giorgio, il terzo tempo potrebbe riservare altre sorprese. Ad esempio il ritorno dei deludenti dehors, che non erano stati confermati durante la sospensione di Falcomatà.

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