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Sviluppo e territorio

Uil Reggio illustra a Rixi le tante vertenze aperte che attanagliano il territorio

Il segretario generale Rizzo commenta il dibattito con il viceministro nella sede provinciale di Confindustria

Giuseppe Rizzo, segretario generale Uil Reggio Calabria, commenta il dibattito su infrastrutture e trasporti con il viceministro Edoardo Rixi presso la sede provinciale di Confindustria. "Siamo stati molto attenti - afferma - ai quesiti posti dal presidente Domenico Vecchio al vice ministro Rixi, con il quale abbiamo avuto modo di scambiare qualche riflessione sulle vertenze che attanagliano il territorio, ma altrettanto attenti alle risposte che riteniamo alquanto vaghe. Soprattutto per quanto attiene il territorio della provincia di Reggio Calabria".

Secondo Rizzo, il ragionamento sul potenziamento infrastrutturale della Calabria non può ridursi al solo Ponte sullo Stretto, "un’opera che trova da sempre il nostro favore, ma che non può rappresentare l’unica opera di cui il nostro territorio ha bisogno prioritario". Il segretario ha ricordato che la regione ha bisogno urgente del concreto ammodernamento della Strada statale 106, del completamento dell’A2 del Mediterraneo, della realizzazione dell’alta velocità ferroviaria, del raddoppio con relativa elettrificazione della linea ferrata ionica e del potenziamento del trasporto aereo". 

Per quanto riguarda la città di Reggio, si aspetta il completamento del Cedir e non si può assolutamente rinunciare all’aeroporto, per il quale va garantita la continuità territoriale, "unico strumento in grado di dare al Tito Minniti lo spazio che merita nel piano di rilancio dei trasporti provinciali e regionali".

Si vogliono poi avere certezze sulla tenuta produttiva ed occupazionale del porto di Gioia Tauro, "uno scalo centrale nell’area del Mediterraneo che macina record su record nella movimentazione di container ma la cui crescita è messa a repentaglio da scelte sbagliate maturata lontano dalla Calabria". Ancora oggi, inoltre, non ci sono risposte per quanto riguarda la trasformazione in una impresa portuale della Port Agency di Gioia Tauro necessaria al mantenimento dell’occupazione. "Noi siamo sempre stati convinti - dice Giuseppe Rizzo - che Gioia Tauro non è concorrente ai porti nazionali anzi, con il pieno sviluppo del porto di Gioia Tauro l’intero paese chiamato Italia può diventare il più grande retroporto del mondo".

Un altro tema cruciale è quello della Zes Unica Sud e di come possa integrarsi con le Zes regionali o se le stesse saranno alternative o sovrapposte. Considerando la riunione avuta dal ministro Fitto con i commissari, il segretario generale Uil Reggio sottolinea che "l’accentramento delle decisioni a Roma non lo abbiamo condiviso e per noi porta con se alcuni dubbi, primo fra tutti quello sulla possibile convivenza di esperienze territoriali e di esperienze centralizzate. Potrebbe rappresentare un pesante vincolo allo sviluppo dell’area che ancora aspetta il potenziamento del suo retroporto".

Prosegue Rizzo: "Il vice ministro ha parlato dei fondi messi a disposizione per l’ammodernamento della Strada statale 106, che però sono pochi sul piano regionale e praticamente nulli per quanto attiene il tratto che dovrebbe condurre da Catanzaro alla città dello Stretto, per il quale non si hanno notizie certe e la cui mancata messa in sicurezza pregiudica le attese di moderna ed efficiente mobilità di una grossa fetta del territorio calabrese e reggino in particolare".

Spiega il dirigente sindacale: "Quella dell’infrastrutturazione viaria e ferroviaria della provincia di Reggio Calabria è un tema fondamentale per la crescita economica e sociale del territorio. In questo senso è la vicenda della galleria della Limina a offrire degli spunti di riflessione. Quanto sta accadendo sul valico fra il territorio della Piana e quella della Locride - conclude - ci insegna che per togliere dall’isolamento fette importanti del territorio provinciale sia necessario un piano di investimento, supportato dalle giuste risorse, per la messa in sicurezza delle arterie secondarie, la realizzazione di nuove trasversali e l’ultimazione di quelle i cui cantieri sono fermi da troppo tempo".

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