Medicina di genere, l'Ordine dei medici va al cuore del problema

L'incontro è nato dall’impegno congiunto della sezione reggina dell’Associazione italiana donne medico e della Commissione pari opportunità dell’Ordine di Reggio Calabria

Il tavolo dei relatori

L’Ordine dei Medici è andato dritto "al cuore del problema" dedicando una giornata intera alla medicina di genere. L’incontro, aperto con i saluti del presidente dell’Ordine, Pasquale Veneziano, è nato dall’impegno congiunto della sezione reggina dell’Associazione italiana donne medico e della Commissione pari opportunità dell’Ordine, che hanno voluto porre l’attenzione su come le caratteristiche legate al genere influiscano sull’insorgenza ed il decorso delle malattie cardiache.

Nel sottolineare l’impegno dell’associazione donne medico nell’organizzazione dei percorsi diformazione e divulgazione, la dottoressa Annamaria Rosato, presidente della sezione reggina dell’Aidm, ha chiarito che "la medicina di genere non è né la 'medicina delle donne' né la 'medicina del sesso femminile' e neppure una sorta di 'medicina parallela'.

Si tratta di una nuova dimensione, un approccio innovativo che segna uno dei cambiamenti più importanti in ambito biomedico. Già a partire dagli anni ’90 e poi in Italia a partire dal 2016 con i quaderni ministeriali, infatti, si è capita l’importanza dell’appropriatezza terapeutica ed il tema è oramai entrato nelle Università.

Questa, dunque, la nuova prospettiva per il futuro: mirare a percorsi preventivi, diagnostici, terapeutici ed assistenziali specifici per ciascuno dei due sessi". La dottoressa Anna Rosaria Federico, consigliere dell’Ordine e coordinatrice della Cpo, ha evidenziato che "l’Ordine è sensibile all’argomento, occupandosi già da tempo di medicina di genere ed organizzando diversi incontri in campo oncologico, immunologico e ginecologico.

L’Aidm è impegnata a far conoscere e promuovere la medicina di genere poiché si è osservato che lo stato di salute può essere influenzato non solo da aspetti sanitari legati al sesso ma anche dai ruoli socio- economici e culturali", ha poi ricordato il "paradosso della donna per cui le donne vivono di più ma più in cattiva salute" ed ha, infine, sottolineato quali sono i vantaggi della medicina di genere: ridurre il livello di errore nella pratica medica e migliorare l’appropriatezza terapeutica.

La dottoressa Anna Maria Danaro, consigliere dell’Ordine e coordinatrice Cpo ha poi posto in luce che sul tema della medicina di genere "c’è grande attenzione da parte di tutti gli Ordini. Ad esempio, a breve l’Ordine di Vibo Valentia organizzerà un convegno sul tema ed ha chiesto la partecipazione di tutti gli ordini regionali".

Sull'importanza di portare avanti i programmi di medicina di genere l'intervento del dottor Frank Benedetto, direttore Uoc cardiologia Utic-Gom di Reggio Calabria, che ha osservato come "la patologia ischemica coronarica delle donne sia, purtroppo, in aumento. Le donne - ha affermato Benedetto - si ammalano di più dal punto di vista cardiaco perché spesso tendono a minimizzare i sintomi e, quindi, a ritardare le cure.

Questo ritardo determina un risparmio di cuore, che è pericoloso perché più tempo passa più aumentano le possibilità di morire. Dunque, è importante realizzare campagne di prevenzione e passare dalla medicina di attesa alla medicina di iniziativa. Nel nostro territorio tutto ciò avviene anche grazie al Centro Cuore che sta dando grandi risultati".

Il convegno, che ha visto la presenza anche degli studenti del liceo scientifico Alessandro Volta, è stato organizzato in tre distinte sessioni, ciascuna delle quali ricca di relazioni di grande valore. Nella prima sessione la dottoressa Serenella Caristo, delegata regionale Aidm Calabria e dirigente medico Uoc malattie cardiovascolari geriatriche A.O. di Catanzaro, ha trattato dell’anatomia e fisiologia del cuore sottolineando le differenze di genere in rapporto all’età.

Il dottor Virgilio Pennisi, dirigente medico del Gom di Reggio Calabria e direttore Uos terapia intensiva cardiologica, si è occupato delle cardiopatie ischemiche nelle donne. Il dottor Alessandro Armaro ha relazionato su diagnostica e terapia interventistica in cardiochirurgia mentre delle differenze di genere nelle patologie vascolari si è poi occupato il dottor
Pietro Volpe, direttore Uoc di chirurgia vascolare ed endovascolare e direttore del dipartimento Cardio-toraco Vascolare Gom

Di rilievo anche la relazione su ictus e differenze di genere tenuta dalla dottoressa Caterina Ermio, past-president nazionale Aidm, direttore ff UO di neurologia PO Lametia Terme, referente Dipartimento salute della Regione Calabria, componente dell’Osservatorio regionale oltre che componente- medicina di genere Fnomceo.

La seconda sessione si è aperta con l’intervento su cuore e menopausa della dottoressa Elena Adornato, dirigente medico della cardiologia del Gom reggino. È seguita l’interessante relazione del dottor Massimo Siviglia, dirigente medico cardiologo emodinamista al Gom, che ha trattato della sindrome di Tako-Tsubo. Delle complicanze cardiovascolari nel diabete si è occupata la dottoressa Antonella Accoti, dirigente medico Uo Medicina interna e consigliere nazionale Aidm.

La dottoressa Maria Domenica Crea, specialista in endocrinologia dell’Asp reggina e vicepresidente Aidm sezione di Reggio Calabria, ha trattato dei rischi cardio vascolari legati all’età ed al sesso. Il dottor Massimo Scimone, cardiologo responsabile del servizio di ecocardiografia fetale Asp Reggio Calabria, ha, invece, relazionato sul prolasso valvolare mitralico avendo sempre riguardo alle differenze di genere ed alle caratteristiche in età pediatrica.

La relazione stress-cuore è stata illustrata dalla dottoressa Carmela Palumbo, psichiatra dirigente medico Gom e componente del direttivo Aidm, mentre del cuore senile è  intervento il dottor Vincenzo Nociti, segretario dell’Ordine e direttore Uoc Geriatria del Grande Ospedale Metropolitano. Hanno partecipato, nella veste di relatori e moderatori anche i dottori: Silvana Capasso, pediatra, consigliere nazionale Aidm e coordinatrice del Comitato scientifico Aidm, Giuseppe Zampogna, vice-presidente dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria; Antonino Zema e Domenico Tromba, consiglieri dell’Ordine, Maria Giuseppa Giustra, Giuseppe Sera, Angela Amante, Vincenza Amat, Sara Castiglia, Domenica Di Certo, Carmen Marchese e Grazia Palermo.

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