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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Sanità e Lea

Appello dei direttori dei Dsm al Governo, Antoniozzi: "Il ministro interverrà"

Tra i firmatari della lettera, che chiede assunzioni e risorse al fondo sanitario per la salute mentale, lo psichiatra reggino Giuseppe Nicolò, fondatore del terzo centro italiano di psicoterapia cognitiva comportamentale

Una lettera firmata da 92 direttori di dipartimenti di salute mentale italiani - tra cui lo psichiatra e psicoterapeuta reggino Giuseppe Nicolò, direttore del dsm dell'Asl 5 di Roma, membro fondatore del terzo centro italiano di psicoterapia cognitiva comportamentale e inoltre responsabile della sede di Reggio dalla scuola di specializzazione in psicoterapia cognitiva Spc - è stata indirizzata alla premier Giorgia Meloni, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al ministro della salute Orazio Schillaci e ai presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Si tratta di un allarme per segnalare la grave difficoltà, avvertita in tutta Italia e di cui i direttori firmatari si sono fatti portavoci, nei dipartimenti di salute mentale, in affanno per mancanza di professionisti e di risorse.

Un appello che, si legge nella lettera, "crediamo sia diventato un nostro dovere etico a fronte dell’aumento del disagio mentale nel nostro Paese, in particolare degli adolescenti, senza più possibilità di adeguate risposte da parte dei dipartimenti di salute mentale. Le condizioni drammatiche nelle quali stiamo sempre più scivolando consentono ai Dsm di erogare ormai con estrema difficoltà le prestazioni che, invece, dovrebbero
essere garantite dai livelli essenziali di assistenza. Una situazione che si è aggravata con la pandemia e con le problematiche sociali ed economiche".

Secondo i direttori, "c’è bisogno di iniziative concrete ed immediate per ricucire la rete pubblica dei Dsm, sempre più sfilacciata, anche con un rilancio al loro interno dei percorsi psicologico-psicoterapeutici, per realizzare una salute mentale comunitaria, in grado di dare risposte integrate ai diversi aspetti biologici, psicologici e sociali".

Per questo gli scriventi chiedono in particolare di avviare un percorso concreto vincolando risorse definite per i servizi pubblici dei Dsm, consentendo alle Regioni di attuare fin dal 2023 un piano straordinario di assunzioni, secondo gli standard per l’assistenza territoriale dei servizi di salute mentale definiti proprio pochi giorni fa dall’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Si tratta di "destinare, al massimo in un triennio, oltre 2 miliardi al fine di raggiungere l’obiettivo minimo del 5% del fondo sanitario per la salute mentale, come da impegno dei presidenti delle Regioni nel 2001, richiamato anche dalla recente sentenza della Corte costituzionale n. 22 del 2022".

La lettera si conclude con l'auspicio che "il nostro grido di allarme sia accolto, a tutela di milioni di cittadini con disagio mentale e dei loro familiari". Oltre alle autorità citate, la missiva ha tra i destinatari il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera; il presidente della Commissione Affari sociali, sanità lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato; il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome; e il coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

L'appello sembra essere già stato recepito, come rende noto il deputato calabrese Alfredo Antoniozzi, vice capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, certo che "il ministro Schillaci interverrà su psichiatria".

Scrive l'onorevole Antoniozzi: "Ho letto la lettera dei direttori alle massime autorità istituzionali e governative per un investimento diverso sulla salute mentale e la condivido. Sono assolutamente d'accordo sulla necessità di un intervento e sono sicuro che il ministro Schillaci lo farà nei modi giusti, considerando che grazie al presidente Meloni sono state aumentate di 2 miliardi di euro le risorse per la sanità nella legge finanziaria".

Conclude Antoniozzi: "Non conosco personalmente i mittenti tranne che di fama il professor Nicolò, ma apprezzo enormemente il loro impegno e sono certo che sia il ministro Schillaci che il presidente Meloni sapranno intervenire con la giusta efficacia"

 
 


 

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