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Il teatro antico rivive con la bravura degli allievi del liceo Campanella

Le "Eumenidi", terza tragedia di Eschilo è andata in scena, con la regia di Teresa Timpano, sul palco del Circolo Polimeni. Il laboratorio teatrale è stato fortemente voluto dalla dirigente scolastica Carmela Lucisano

Gli studenti del liceo classico Tommaso Campanella, diretti dalla regista Teresa Timpano e guidati dalla docente referente Maria Gabriella Marino, hanno rappresentato le "Eumenidi" di Eschilo nella suggestiva cornice del Circolo Polimeni.

Grande il consenso del pubblico che, numeroso, ha preso parte allo spettacolo. Il laboratorio teatrale rientra nell’ambito di un progetto di grande impegno ed interesse, fortemente voluto dalla dirigente scolastica Carmela Lucisano, e inserito all’interno dei percorsi co-curriculari finanziati con i fondi del Pnrr per una formazione volta a potenziare le life skills e aperta alle sfide del futuro.

Metodologie innovative, coinvolgimento attivo nel processo di progettazione e realizzazione della performance sono stati il fulcro del progetto. Gli studenti sono stati davvero parte attiva di un lavoro di lettura, interpretazione ed analisi del testo antico. È stata presentata alla città la tragedia, conclusiva della trilogia “Orestea”, incentrata sul tema della giustizia come unica soluzione ai conflitti. Il teatro antico continua a trasferire valori che attraversano il tempo e lo spazio.

Il laboratorio teatrale ha avuto l’obiettivo di sviluppare metodologie e modelli formativi atti a coniugare il curricolo scolastico e le esperienze di vita e di cittadinanza attiva, di ripensare gli spazi educativi con maggiore attenzione all’integrazione con il territorio.

Diversi gli obiettivi raggiunti: il potenziamento dell’uso di linguaggi verbali e non verbali e della comunicazione corporea e musicale; la promozione del rispetto delle regole, di se stessi, degli altri; il miglioramento della conoscenza di sé, delle proprie capacità;  la valorizzazione della creatività e della capacità di pensiero critico e
divergente.

La connessione scuola–territorio è stata centrale: di fronte a un pubblico sensibile e partecipe i giovani attori sono diventati entusiasti testimoni di quanto il teatro, attraverso la gestualità, l’uso sapiente della parola, del movimento, della danza, dell’espressività, contribuisca in maniera determinante a creare una magia senza tempo capace di trasportare tutti in un mondo solo apparentemente lontano, ma in realtà vicinissimo alle problematiche dell’oggi.

Le studentesse e gli studenti del laboratorio hanno, pertanto, fatto propri i meccanismi insiti nella lettura, nello studio, nell’analisi del testo teatrale, cogliendo sfumature e particolari dell’opera, rapportandosi gli uni agli altri in un accordo ed in un’armonia indispensabili per la realizzazione dello spettacolo.

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