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Sicurezza antisismica / Ravagnese

Scuola Pythagoras chiusa, dopo la petizione il Comune disporrà a breve i carotaggi

I rappresentanti del consiglio d'istituto saranno presto convocati dal sindaco, ma quello del plesso di Ravagnese non è l'unica situazione in sospeso

Da qualche giorno è iniziato un nuovo ciclo di verifiche sulla vulnerabilità sismica degli istituti scolastici comprensivi di Reggio Calabria, di competenza comunale. Il piano di indagine strumentale e geognostica, che interessa 23 edifici, ha già messo in evidenza criticità tali da rendere necessari sgombero e chiusura di alcuni plessi.

Un provvedimento in particolare, quello che riguarda la scuola media Pythagoras in via Salita dell'aeroporto, aveva causato reazioni di protesta da parte della comunità scolastica di Ravagnese.

Che adesso torna a farsi sentire perché nonostante manifestazioni pubbliche e varie interlocuzioni con l'allora sindaco facente funzioni Paolo Brunetti, quell'immobile risultato in condizione di gravissimo dissesto sembra essere stato dimenticato dall'amministrazione. 

Alla chiusura disposta lo scorso ottobre (con spostamento temporaneo di 17 classi, ospiti nell'Ic Alvaro-Giudice Scopelliti) sarebbero dovuti seguire ulteriori esami statici, necessari per individuare il tipo di intervento risanativo per l'agibilità del plesso, ma dopo mesi i carotaggi non sono ancora stati eseguiti. 

A prevederlo (entro un limite massimo di 70 giorni) era la stessa ordinanza sindacale 78 del 4 ottobre 2023, al rispetto della quale oggi richiamano i genitori della Pythagoras avviando una petizione popolare che è stata già sottoscritta da 1085 persone. Come i rappresentanti del consiglio d'istituto della scuola avevano espresso nei giorni della protesta, c'è il timore che quel plesso non riapra più.

Un rischio concreto a fronte del quale, senza farsi illusioni, si chiede al Comune di trovare con urgenza una nuova sistemazione per studenti e docenti rimasti senza sede, poiché l'attuale collocazione, comunque provvisoria fino al termine delle lezioni annuali, è fuori dal territorio di residenza della popolazione della Pythagoras. Ravagnese, Saracinello e Sant'Elia sono le zone che i promotori della petizione indicano come preferibili per ridurre un disagio che inoltre aggrava la situazione dell'istituto comprensivo Nosside-Pythagoras, dal prossimo anno coinvolto nel dimensionamento della rete scolastica provinciale. 

Accorpando l'Ic Gallina-Moscato, la scuola di Ravagnese è una delle maxi autonomie chiamate a gestire un numero di plessi e studenti elefantiaco e che si estende fino a Santa Venere. Una decisione contro cui le due scuole erano scese in piazza e per questo nella petizione si chiede anche di opporsi al piano di dimensionamento regionale a tutela del territorio reggino, come deliberato dal consiglio metropolitano.

Non solo Ravagnese, altri plessi di Reggio sono chiusi e dimenticati

Dal consiglio d'istituto della Pythagoras apprendiamo che la prossima settimana i rappresentanti saranno convocati per incontrare il sindaco e avere notizie dei carotaggi - pare che saranno eseguiti a breve, previsti parallelamente agli esami della fase uno del piano di verifiche antisismiche calendarizzato nel mese di febbraio su dieci edifici scolastici della città. Tra questi c'è anche il plesso della scuola primaria Corrado Alvaro, proprio dove si trovano alcune classi della scuola di Ravagnese che potrebbero doversi spostare ancora se emergessero problemi anche qui. 

Come si era ammesso durante una rovente commissione sulla sicurezza strutturale degli istituti scolastici da parte del rup, l'ingegnere Mauro, la ricognizione affidata dal Comune a una società specializzata riguarda solo una piccola parte delle complessive 78 scuole della città. Si sono scelti gli immobili che presentavano problematiche anche alla vista o che non si erano aggiornati alla nuova normativa antisismica, ma questo è vero solo a metà: il plesso di Ravagnese esternamente sembrava perfetto, invece è venuta fuori l'agghiacciante report di una struttura descritta a rischio crollo. 

Quello della Pythagoras non è l'unico caso in sospeso nel contesto dell'edilizia scolastica comunale. La situazione più eclatante è quella della scuola primaria di Cannavò, chiusa con tempi da emergenza all’inizio dell’anno scolastico. Allora fu subito chiarito che quell’edificio fatiscente sarebbe stato demolito per costruirne uno nuovo con la disponibilità dei finanziamenti di Agenda Urbana. I lavori però non sono mai iniziati.

C’è poi la scuola media Ibico di Santa Caterina (cantiere annunciato per la scorsa estate), immobile chiuso da 12 anni e da rifare completamente, sempre utilizzando le risorse di Agenda Urbana. Infine, pure la scuola media Boccioni di Gallico – che negli ultimi anni è stata adibita a punto di prima accoglienza per i migranti – dovrebbe essere ricostruita e riaperta grazie al progetto che ha reperito nuovi fondi dal Por Fse 2014/2020. 

A proposito di scuole morte, nella zona sud della città diversa è la storia della storica media Bevacqua, costruita senza titolo su suolo di proprietà privata e mai acquisita dal Comune. Distrutta dalle ruspe poche settimane fa per assolvere all’obbligo di restituzione del terreno al proprietario, non tornerà mai più sede di lezioni scolastiche, ma (chissà quando) l’area dovrebbe essere riqualificata.

Altre segnalazioni sono giunte anche dai cittadini per il grande istituto scolastico di Longhi-Bovetto, struttura a norma completa da più di vent'anni, che comprende palestra, mensa, un teatro e un ampio cortile. Potremmo davvero dire che è pronta chiavi in mano ma è mai stata inaugurata, per l'assurda vicinanza a una discarica di rifiuti solidi urbani, operativa fino al 2009 e le cui estenuanti operazioni di bonifica sono state al centro di vicende giudiziarie. Nel frattempo struttura e area, durante il lungo e assoluto abbandono, sono precipitati nel degrado.

Un vero spreco, soprattutto perché la maggior parte degli edifici scolastici comunali non sono accatastati e questo non ha finora consentito di avere una mappa dell'agibilità, che presubilmente manca nelle scuole di primo e secondo grado edificate oltre cinquant'anni fa - cioè quasi tutte. Il Pnrr punta sulla realizzazione di plessi nuovi e il Comune di Reggio Calabria (come più volte ha detto l'ex assessora Lucia Nucera) condivide questo obiettivo insieme a quello della dotazione di palestre. Peccato che al momento il destino dell'iter sembra fermarsi alle chiusure, senza riuscire ad aprire gli attesi cantieri.

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