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"La nostra famiglia cresce", campionessa paralimpica reggina diventa madre

Anna Barbaro - medaglia d'argento nel triathlon, alle ultime paralimpiadi di Tokyo - ha annunciato la nascita della sua piccola Francesca. L'evento gioioso si è verificato proprio ieri (4 ottobre), nella ricorrenza in cui si celebra il Santo che porta questo nome

L'atleta e campionessa paralimpica Anna Barbaro, nata il 27 marzo 1985 a Melito di Porto Salvo, ha dato alla luce una bambina, la piccola Francesca. La nascita ha avuto luogo ieri (4 ottobre) presso il Policlinico Gemelli di Roma, nella data in cui si celebra il Santo che porta questo nome. 

"Ettore e Nora nel giorno dedicato al serafico padre Francesco, annunciano la crescita della famiglia con l’arrivo di Francesca" si legge in post pubblicato sul suo profilo facebook. Ettore è il marito di Anna, e padre della nuova nata, mentre Nora è il cane guida della stessa atleta. 

Un'emozione incredibile, che ricorda quanto la vita sia in grado - talvolta - di togliere, ma anche di donare.  

I sacrifici, il senso dello sport

"Lo sport mi ha aiutato a riprendere in mano la mia vita quando ho perso la vista” affermava, da quanto si legge sul sito del Comitato paralimpico italiano. Anna siavvicina al triathlon perché è una disciplina chesi svolge all’aperto. La persona più importantenel mio percorso sportivo? “Mio papà, perché è lui che per la prima volta mi ha tolto dalla poltrona e mi ha portato in una piscina”. Non solo il papà, ma tutta la famiglia è importante nella sua vita, così come Giuseppe Laface, il primo allenatore che ha creduto in lei. “Del triathlon amo il senso di libertà che mi dà”.Tanti i suoi idoli sportivi: “Quelli del passato sono Pietro Mennea e Gino Bartali, tra quelli del presente la mia guida Charlotte Bonin e Zlatan Ibrahimovic”.Terminata la carriera vorrebbe poter continuare ad alimentare la passione per lo sport e trasmetterla a tanti bambini e a tutte quelle persone con disabilità che si trovano chiuse in casa. Per Anna non c’è un momento sportivo più bello degli altri: “Tutti quelli che si vivono nello sport sono belli e importanti perché vogliono dire crescita”. Nella sua playlist non possono mancare i Queen e De Andrè.

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