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Ricordate i bar storici di Reggio Calabria? Un tuffo nel passato indelebile nell'immaginario collettivo

Dalle granite ai gelati passando per le domeniche passate in famiglia. Eccone alcuni tra i più conosciuti

Un tuffo nel passato attraverso quei luoghi che non ci sono più fisicamente o che ospitano attività diverse,  ma che restano ancora vivi nella memoria e nell'immaginario collettivo di chi lì ha trascorso momenti significativi della propria via. Non è possibile menzionarli tutti, il nostro viaggio passerà attraverso alcuni che hanno fatto la storia di Reggio Calabria e che vengono ricordati oggi attraverso post su pagine e gruppi social di chi vuole mantenere vivo il ricordo.

Cominciamo con il Gran Caffè Massimo - Teatro Comunale fiore all'occhiello della città che resta ancora un  indelebile luogo del cuore di tanti reggini che lo frequentavano e che sorgeva dove oggi c'è il B'Art Cafè.  Ciò appare evidente nel gruppo social "Anni 80 a Reggio Calabria" in cui sotto una foto del celebre locale molti utenti hanno condiviso i loro ricordi: "Tempi bellissimi e tanti ricordi"; "Che bei ricordi, negli Anni '70 andavo tutti I giorni con mio padre a prendere la granita con panna"; "Il crostone con i compagni di scuola bei tempi che non tornano più;" Il semifreddo al caffè seduta sul dondolo"; "La pizzetta fredda dopo il saggio di danza al Cilea...bei tempi!" 

Altro pezzo di storia è senza dubbio il Roof Garden. "Era il simbolo della "Reggio da bere", il luogo nel quale incontrare la borghesia cittadina, l'èlite reggina. Fino al 1958 il suo nome era Arena Garden, un cinema all'aperto di proprietà comunale.

In quel punto partivano le carrozzelle per il passeggio sul lungomare cittadino. In questi anni, fino al 1962, la famiglia Montesano acquisì i terreni su cui sorgono a oggi sia il Roof Garden che l’Hotel Excelsior. A quel tempo, Francesco e Paolo Montesano, rappresentavano il divertimento e la ristorazione a Reggio Calabria: possedevano il Bar Massimo, vicino al teatro Comunale (oggi B'Art) e il Teatro Orchidea (il Supercinema)", scrive Domenica Guerra sul gruppo social "Reggio Calabria e dintorni", che ricorda come nel 1965 i fratelli Macheda presero in gestione il bar al piano terra creando il mito dell'aperitivo perfetto.

Una curiosità su questo luogo riguarda il periodo in cui Reggio era come Chicago e piovevano proiettili sul Roof Garden, come ricorda Damiano Praticò. Erano gli anni in cui Giovanni e Giorgio De Stefano, a quel tempo i reggenti della cosca di ‘ndrangheta in ascesa frequentavano assiduamente il bar. Era il 1974 quando una pioggia di piombo li colpì all’interno del locale: Giovanni De Stefano rimase ucciso, mentre il fratello Giorgio e Paolo La Cava restarono feriti. Sul finire degli '70 cominciò la parabola che segnò la fine di un mito cittadino.

Il Roof Garden chiuse i battenti nel 1987. A marzo del 2022, dopo un lungo restauro, la struttura ha riaperto: al suo interno un noto brand di abbigliamento.

Negli anni della Reggio bella e gentile c'era anche il Bar Luca sul lungomare. Reggio era sedersi al tavolino del bar, gustare la granita con panna e brioche, il gelato crema Reggina, il pezzo duro, lo spumone e godersi il passeggio. Ve li ricordate gli ombrelloni variopinti? E c'è chi non può non citare, come ad esempio nel gruppo "Quelli che a Reggio Calabria", le granite con brioches e il gelato portati da un marciapiede all'altro. I tavolini e i dondoli e le cartoline delle famiglie che passavano la domenica in questo bar. C'è chi scrive che le granite qui erano imbattibili così come la panna artigianale.

Sempre sui social viene ricordato il Caffè Conti. Il racconto è di Fortunato Marcianò che scrive che la storia di questo luogo è cominciata negli anni '20 anche se la conversione a bar risale agli anni '40: "Nel 1947, appena rientrato a Reggio, Salvatore Conti riprese l’attività, con la brillante intuizione di dotarla di una innovativa macchina da caffè a caldaia verticale "La Pavone".

A questa prima innovazione seguì la vera e propria ristrutturazione dei locali, su progetto dell'ingegnere Saverio Liconti, che furono inaugurati il 18 settembre del 1949". Nel nuovo locale sulle pareti c'erano i dipinti del pittore reggino Francesco D'Ascola, mentre una zona era riservata per la sala da tè, un elegante pianoforte era collocato su di un ripiano poco rialzato. Qui fece la sua prima apparizione in città la  nuova "Carimaldi"  e anche il primo televisore all'interno di un  locale.

"Il Caffè Conti- prosegue il racconto - per molti anni ancora fu il punto d'incontro tra i più eleganti e alla moda della Città, fin quando il 4 novembre del 1984, dopo poco più di sessant'anni da quel 27 maggio del 1922, furono abbassate definitivamente le cinque saracinesche e spenta la storica insegna che aveva illuminato le passeggiate e i sogni di generazioni di reggini". 

Da annoverare anche "Il Gran Bar Italia" ricordato anche questa volta da Fortunato Laganà sui social. Questo si trovava  tra il corso Garibaldi e piazza Duomo: "Al suo interno le pareti si presentavano dipinte in arancione e beige, rivestite in legno per metà della loro altezza, tra due grandi colonne era posto un lungo bancone in zinco, dietro il quale facevano bella mostra degli ampi specchi, mentre dall'alto scendevano dei lampadari realizzati in rame e dai bianchi globi". C'era anche una saletta riservata al gioco delle carte e la sala ricevimenti nel cantinato. 

"All'esterno del locale - prosegue -proprio sotto i portici di Palazzo Mantica erano posti dei piccoli ed eleganti tavolini in legno che durante il periodo estivo, quando le serate erano allietate dall'Orchestra Guerrini, venivano per l'occasione sostituiti da eleganti salottini in vimini.

Nel 1945 il figlio Domenico, subentratogli nella gestione, rinnova il locale sia negli arredi che dotandolo di nuovi macchinari più funzionali all'attività di gelateria.Dopo circa vent'anni, per un brevissimo lasso di tempo, l'attività fu ceduta alla ditta Remo, e poi da questa ai fratelli Arcidiaco che ne continuarono l'attività con il nome di Extra Bar".

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