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Festa del papà: le origini e quel dolce irresistibile che celebra il 19 marzo

Ecco la vera storia della giornata che festeggia tutti i papà del mondo in nome di san Giuseppe, padre putativo di Gesù, simbolo della figura paterna e "uomo giusto"

Oggi, domenica 19 marzo, si celebra la Festa del papà. La ricorrenza viene festeggiata anche in Spagna, Portogallo, Svizzera, Bolivia, Andorra, Honduras e Liechtenstein, mentre in altre nazioni la giornata prescelta è diversa: negli Stati Uniti, ad esempio, si festeggia la terza domenica di giugno.

La domanda sorge spontanea: ma perché il papà si festeggia proprio il 19 marzo? Scopriamo insieme il perchè.

L'origine della festa

Nel giorno, dedicato ai papà, la chiesa cattolica festeggia San Giuseppe, padre putativo di Gesù, simbolo della figura paterna e definito nel vangelo di Matteo come "uomo giusto". La festività fu inserita nel calendario romano da Papa Sisto IV, mentre nel 1871 San Giuseppe fu nominato protettore dei padri di famiglia dalla Chiesa cattolica. Nel nostro Paese, il 19 marzo è stato ritenuto festivo anche agli effetti civili fino al 1976, prima della soppressione avvenuta nell'anno seguente.

Patrono universale della chiesa e dei lavoratori

"Qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verrà certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affinché si persuada", sosteneva S. Teresa d’Avila. Fra tutti i santi, come si legge sul suto santieebeati, l’umile falegname di Nazareth è quello più vicino a Gesù e Maria: lo fu sulla terra, a maggior ragione lo è in cielo. Perché di Gesù è stato il padre, sia pure adottivo, di Maria è stato lo sposo. Sono davvero numerose le grazie che si ottengono da Dio, ricorrendo a san Giuseppe. Patrono universale della chiesa, per volere di Papa Pio IX, è conosciuto anche come patrono dei lavoratori, nonché dei moribondi e delle anime purganti, ma il suo patrocinio si estende a tutte le necessità". 

Pratiche devozionali

San Giuseppe è un santo molto onorato dalla chiesa cattolica. Nel 1962, durante il Concilio Vaticano II, papa Giovanni XXIII volle inserire il nome di san Giuseppe nel Canone Romano. Nel 2013 papa Francesco, ratificando quanto già nei desideri di papa Benedetto XVI, ha stabilito che san Giuseppe fosse invocato dopo la Vergine Maria in tutte le altre preghiere eucaristiche del rito romano.

La più antica pratica devozionale in onore del santo risale al 1536 ed è chiamata "pratica dei Sette dolori e allegrezze di san Giuseppe"; secondo una leggenda, riportata da fra Giovanni da Fano (1469-1539) fu il santo stesso, salvando due naufraghi da una tempesta, a promuovere e creare questa pia pratica. 

La golosità per festeggiare i papà

Zeppole (Foto Facebook Pasticceria Gelateria bar Flli Giordano)

Il dolce per eccellenza per la festa del papà è sicuramente la zeppola di San Giuseppe. Anche a Reggio Calabria, la golosa ciambellina fritta o al forno, ripiena di crema o ricotta, la storia attribuisce la paternità a Napoli, è una tentazione irrinunciabile. Una gioia pura per le papille gustative.

Come per molti piatti della tradizione culinaria partenopea, anche la zeppola, come scrive NapoliToday, è legata alla leggenda. La prima, di matrice cristiana, farebbe risalire la nascita delle zeppole alla fuga in Egitto della Sacra Famiglia. Si racconta che San Giuseppe, per mantenere Maria e Gesù, dovette affiancare al mestiere di falegname quello di friggitore e venditore ambulante di frittelle.

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