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Luca Zingaretti ne "Il giudice meschino"

Luca Zingaretti ne "Il giudice meschino"

"Il giudice meschino", la miniserie girata in città fa il boom di ascolti anche in replica

Il film con Luca Zingaretti e Luisa Ranieri vince la prima serata di ieri con il 21,9% di share. Incollati allo schermo 4.982.000 telespettatori. La pellicola è tratta dall'omonimo romanzo dello scrittore reggino Mimmo Gangemi

Non delude le aspettative "Il giudice meschino" con Luca Zingaretti e Luisa Ranieri che vince la prima serata di  Rai1 di ieri sera grazie a 4.982.000 telespettatori e il 21,9% di share superando Rai3 con 'Che Tempo Che Fa' e Canale 5 con 'Live - Non è la D'Urso.

La miniserie girata in Italia e in diverse località della Calabria e in particolare di Reggio e andata in onda il 3 e il 4 marzo del 2014 conquista gli spettatori anche in replica in un’unica puntata.

Con la regia di Carlo Carnei, il film è tratto dal romanzo dello scrittore reggino Mimmo Gangemi, con scene che ritraggono anche Palazzo San Giorgio e il corso Garibaldi, vede come protagonisti il pubblico ministero Alberto Lenzi, presso la procura di Reggio Calabria. Nel cast anche Paolo Briguglia, Andrea Tidona, Maurizio Marchetti, Gioele Dix, Gaetano Bruno e Felicitas WoIl.

L'uomo ha una brutta fama, pigro, indolente, troppo amante delle donne per perdere tempo col lavoro. A sconvolgere la sua vita, un evento terribile: Giorgio Maremmi, collega magistrato e amico carissimo, viene ucciso in un agguato. Per Alberto è un brusco risveglio: si rimbocca le maniche e si getta a capofitto nel lavoro. 

Nel corso delle sue indagini scopre che Maremmi si era messo contro un noto esponente della ‘ndrangheta calabrese: Francesco Manto. Ma non finisce  qui  i motivi che stanno dietro questa morte sono ben più grandi di quanto sembra. Ad aiutarlo a scoprire la verità il maresciallo Rossi e  l’ispettore Michele Brighi. 

A rivelargli importanti informazioni anche don Mico Rota, un potente boss della ‘ndrangheta locale rinchiuso in prigione. Nel contempo anche una giornalista tedesca che aveva avuto una storia con Maremmi comincia ad indagare. Si scopre, attraverso ricerche tra Italia e Germania, che dietro tutto c’è un’indagine che il magistrato stava conducendo su un traffico di rifiuti tossici e nucleari da seppellire in Calabria.
 

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