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Domenica, 29 Gennaio 2023
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La rivelazione sulla notte di Halloween: la festa avrebbe origini calabresi

Lo sostiene l'antropologo Lombardi Satriani nel libro "Il Ponte di San Giacomo". La ricorrenza secondo lo studioso nasce a Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia

Forse non tutti sanno che la notte di Halloween nasce nella vecchia Europa, precisamente in un paese della Calabria. Se per anni le origini antichissime della festa sono state associate all'Irlanda, quando la verde Erin era dominata dai Celti e all'intramontabile leggenda della zucca di Jack-o’-lantern, forse non avete ancora letto il saggio dell'antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani che rivoluziona e ribalta la tradizione. Secondo lo studioso, la ricorrenza ha origini italiane e precisamente nasce in provincia di Vibo Valentia. 

Lo studioso calabrese e professore all’università Sapienza di Roma, nel libro "Il Ponte di San Gacomo", edito da Rizzoli, e scritto a quattro mani con Mariano Meligrana, analizza i luoghi del mondo contadino dove si rifugia e si affronta la morte. In un capitolo Lombardi Satriani sostiene l'ipotesi che la popolare festa horror a stelle e strisce non sia altro che la contaminazione dell'antica tradizione popolare del "Coccalu di muortu", dal sapore made in Calabria.  

A Serra San Bruno, da secoli, per la ricorrenza dei morti, i bambini svuotano le zucche, danno loro un aspetto spaventoso di un teschio e vanno in giro per il paese chiedendo un'offerta cantilenando "Mi lu pagati lu coccalu?" (Mi pagate il teschio di morto? in dialetto serrese).

Secondo gli studi di Lombardi Satriani, che ha trovato traccia della festa in Calabria molto prima che negli Stati Uniti iniziasse il rito di Halloween, la "festa di ritorno" calabrese sarebbe la versione più antica e popolare del "trick-or-treat" americano. "Fino a qualche anno fa, - si legge in un passo del saggio dell'antropologo - nel giorno dei morti i bambini andavano per le case, portando una zucca svuotata e lavorata a mo’ di teschio, nel cui interno era accesa una candela". Con questa maschera bussavano di casa in casa chiedendo dolcetti per placare le anime dei defunti.


 

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