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Lunedì, 20 Maggio 2024
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"Malanova" quali sono i modi di dire più usati in dialetto? La top five reggina con i più esilaranti

Da "fora malocchiu" a "focu meu", a svelarceli l'autore del libro che sta spopolando sul web

Vi siete mai chiesti quali sono le espressioni dialettali in reggino più utilizzate? La lista è davvero lunga, ma c'è chi ha deciso di riunire i 50 modi di dire più in voga in un libro. Non poteva non essere uno scrittore reggino,  in particolar modo Domenico Arcudi, originario di Campo Calabro, classe 1995, a dare vita a un libro contenitore che ha deciso di intitolare "Malanova" accezione molto utilizzata nel territorio locale.

Il volume che si piazza primo fra le novità più interessanti di Amazon, nelle categorie “Humour” e “Arte Contemporanea”, divenendo sin da subito un bestseller riunisce quelle frasi che se sei reggino non puoi non conoscere.

Ma quali sono le espressioni più utilizzate che rientrano nella top five?

A svelarle in anteprima lo stesso scrittore: "Malanova o meglio malanova mi hai, che è un'imprecazione che significa accidenti a te, termine che dà il nome al libro".

E ancora al secondo posto abbiamo "Uttana": "Non si conosce la derivazione esatta - continua Arcudi - potrebbe derivare dal francese putain relativa al periodo della dominazione francese in Calabria e indica un'espressione di meraviglia e di stupore".

Terza espressione "Non ti sarba mancu caracciolo", Caracciolo come spiega lo scrittore era un medico, un luminare in ortopedia, questa frase si usa quando si vuole intendere "Non c'è speranza per te".

Immancabile "Fora malocchiu", una sorta di sinonimo di "Uttana" sempre usato con il significato di "caspita". Quinto modo di dire che è tipicamente calabrese è "Focu meu" che indicherebbe una dannazione.

E invece quali sono i detti che più incarnano l'identità reggina?

"Sicuramente 'u cafè è pavatu' che indica la generosità  e ancora 'ttacca u sceccu a undi voli u patruni' quasi a dire non prendere iniziative, non fare di testa tua e per finire tra i modi usati per esprimere stupore e dannazione dal significato ambivalente rispetto al contesto c'è 'figghioli mei'".

Insomma il testo è nato per gioco, come specifica Arcudi: "Ho deciso di scrivere un libro che concili il trend attuale con la tradizione  con mandala da sfondo e parole dialettali da colorare. Vuole essere un antistress, un passatempo, un'alternativa ai cruciverba da leggere sotto l'ombrellone o in una giornata di pioggia".

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