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Un dolce assaggio dal passato: le pasticcerie storiche a Reggio Calabria

Viaggio nel tempo alla scoperta di alcune delle più celebri

Pezzi di cuore di un passato che sembra così lontano ma che è invece così vivido nei ricordi dei reggini. Oggi il nostro viaggio a spasso nel tempo prosegue attraverso alcune delle pasticcerie storiche più rinomate di sempre. Impossibile citarle tutte, parleremo da alcune tra le più significative mediante i ricordi dei gruppi social velati di malinconia che continuano ancora a pubblicarne memorie social. Alcune scomparse altre rinnovate o con nuova destinazione. Vediamo insieme di quali si tratta. Sarà impossibile menzionarle tutte

Cominciamo dalla Pasticceria Margherita. Per 50 anni è stata un punto di riferimento della pasticceria artigianale cittadina, si trovava sul corso Garibaldi, proprio vicino all'omonimo cinema e le specialità che facevano impazzire proprio tutti erano le famose e golosissime "pesche" con una crema e una "bagna" al rum che mandava in visibilio le papille gustative, per passare poi ai bomboloni o "balò", alle tartine di sanguinaccio e agli immancabili cannoli col ripieno di ricotta. Una bontà infinita.

                 

Nata invece nel 1872 la pasticceria Malavenda in via S. Caterina a opera del fondatore Felice Malavenda. A ricostruirne la storia nel gruppo Storia di Reggio Calabria, Antonella Macheda. Le specialità? Sicuramente i torroni che hanno varcato i confini della Calabria, famosa la pignolata. Un piacevole ricordo, anche Papa Giovanni Paolo II, durante una visita pastorale in città ha assaggiato le sue torte. Oggi a ereditare la realtà, le sorelle Alessandra e Roberta.

Qualcuno ricorda la pasticceria Dascola? L'attività si trovava nei pressi del Calopinace, nella parte sud del corso Garibaldi. Rinomato chi la gestiva, chiamato "U bambulottu", era molto conosciuto per lo "stomatico", amaretti e dolci alla pasta di mandorla.

Molto rinomata per granite e gelati, era invece la pasticceria Allegra che si trovava nei pressi del Duomo. Qui due specialità tra le più conosciute e apprezzate erano lo "spumone" e il "pezzo duro", gelati protagonisti dei grandi eventi delle famiglie reggine e non solo.

E ancora, ricordate, inoltre, il bar pasticceria Puntorieri? A gestire l'attività, tra le più eleganti del centro storico, il padre di Marina Ripa di Meana. In piazza Camagna la pasticceria Ficara, era rinomata per lo "stomatico", l'antichissimo biscotto di origine greca, e per le susumelle ricoperte di cioccolato. Sempre sul corso Garibaldi, le dolcezze di Liconti, Catanese, il bar pasticceria Conti,  Andalò, tappa imperdibile per gli amanti dei cannoli, dalla cialda croccante e friabile e dal ripieno di ricotta. Indimenticabili! Nel palazzo Nesci, invece, trovava collocazione l’antica pasticceria Contarini.

Proprio davanti all'ingresso laterale di palazzo San Giorgio, sede del Comune, vi era il caffè pasticceria Massimo, gestito dai fratelli Montesano. Sulla via Aschenez l'antica pasticceria Favano e Macheda, quest'ultima ancora in attività, mentre nei pressi della chiesa di San Giuseppe, si trovava la nota pasticceria Caridi e Laganà.

Torte, paste, gelati, "morticeddi", per una raffinata squisitezza fatta da dolci della tradizione da assaggiare, sperimentare e gustare. Oggi le eredi della bontà firnata dal maestro Giuseppe Caridi, a lui si deve la creazione della gloriosa e identitaria crema reggina, continuano la loro attività sulla centralissima via Demetrio Tripepi.

Il laboratorio del maestro Caridi


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