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Mercoledì, 17 Agosto 2022
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Pietro de Oso da Nizza, il marinaio che per primo attraversò lo Stretto a nuoto

Un lettore, Filippo Arillotta, ha raccontato la vicenda letta su un autorevole giornale spagnolo del 1677. Il soggetto interessato era un marinaio francese, che arrivò a Reggio a nuoto in piena notte. E' il primo resoconto di una traversata dello Stretto

REGGIO CALABRIA - Un lettore, Filippo Arillotta, ha contattato la redazione di ReggioToday.it raccontando una storia, letta in un giornale spagnolo del 1677, “La Gazeta Ordinaria de Madrid”, che è l’antenato della attuale Gazzetta Ufficiale Spagnola. Nel suo numero di martedì 14 Settembre 1677, essa riporta una notizia da Reggio risalente al 10 Agosto dello stesso anno.

"In quel periodo si combatteva una guerra tra Francia e Spagna per il possesso di Messina - afferma il lettore - La città si era ribellata al governo spagnolo e si era offerta ai Francesi di Luigi XIV. Questi, prontamente, mandarono una flotta nella città peloritana e la tennero per ben 4 anni, dal 1674 al 1678".

"Al di là dei dettagli storici, la Gazzetta riporta, fra le notizie belliche, un episodio strano. - Il racconto prosegue - Il 10 Agosto, appunto, una pattuglia di soldati spagnoli di stanza a Reggio stava svolgendo il suo servizio sulla spiaggia di Catona, prospiciente, come sappiamo, Messina. E lì trovarono un individuo palesemente affaticato che si rivelò essere un marinaio francese che era scappato da Messina dirigendosi a Reggi a nuoto".

"Il marinaio, di cui ci viene riportato il nome, Pedro de Oso da Nizza, prestava servizio sulla nave San Michele, da cui era sceso contravvenendo all’ordine superiore. Per tale motivo era stato condannato al remo. La pena comminata era severissima (si rischiava la morte); pertanto il povero Pedro non aveva trovato altro mezzo per evitarla che di buttarsi in mare per attraversare lo Stretto a nuoto, giungendo in piena notte sulla spiaggia di Catona".

"Interrogato dal Comandante della piazza, egli racconterà tutto l’accaduto, in un dettagliato resoconto che incuriosì molto gli Spagnoli, che lo riportarono come curiosità; le notizie di tipo militare, invece, non aggiunsero nulla a quanto gli Spagnoli già sapevano".

Di seguito è riportato il racconto, scritto in terza persona da buon rendiconto di interrogatorio:

“La stessa sera, suonate le orazioni, si gettò e, osservata una stella per mantenere la giusta direzione, si mise a nuotare dalla Lanterna di Messina fino al Porto di Reggio, distante otto miglia italiane o due buone miglia spagnole in linea retta; in tre ore compì il suo intento, arrivando a Catona vicino alla città, dove ha trovato la pattuglia comandata quella stessa notte da Don Bernardo Gutierrez. Era quasi moribondo per la fatica e il freddo, e si dovette soccorrerlo prontamente in modo che tornasse in sé”.

“La stranezza dell’evento - continua la cronaca - non stava tanto nella distanza percorsa, quanto nell’essere il marinaio riuscito a vincere le forti correnti che attraversano quel tratto di mare. In effetti - dichiarò il marinaio - quelle lo sbattevano da una parte all’altra con poche speranze di superarle. Racconta pure della diversità delle acque, avendone trovate alcune calde, altre molto fredde, altre tiepide, che gli causavano grandi dolori”.

Attualmente non si sa quale sia stato il destino di Pietro da Oso; ma certamente questo è il primo resoconto di una traversata dello Stretto, e per di più notturna, a nuoto.

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