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Martedì, 7 Febbraio 2023
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"Le unità di misura del reggino", ecco come descrivere le quantità nel dialetto locale

Sarà capitato a tutti di incontrare un amico e sentirsi dire "facimu ddu passi" e poi - invece - di percorrere insieme parecchi metri. Di seguito l'iniziativa di un locale reggino, che ha proposto la traduzione di alcuni termini dialettali

Le espressioni locali, spesso dirette e colorite, sono utilissime al fine di poter esprimere al meglio un concetto. Il dialetto, nello specifico, può risultare il mezzo più appropriato quando ci si trova al bar, in pasticceria, al ristorante, o anche solo per interloquire con altre persone nello svolgimento di semplici attività quotidiane.

Alcuni termini, ormai da tempo, sono entrati a far parte dell'uso comune soprattutto per descrivere le quantità temporali, di oggetti vari, oltreché del cibo. Sarà capitato a tutti di andare a casa di un amico e sentirsi dire facimu ddu passi (che tradotto sta per "facciamo due passi") e poi - invece - di percorrere insieme parecchi metri. 

Oppure quante volte al telefono, attendendo una persona, ci si sarà sentiti dire tra ddu minuti arrivo ("tra due minuti arrivo"). Un'affermazione, purtroppo, rivelatasi per niente veritiera. 

Talvolta, però, può capitare che un turista o un visitatore di passaggio, non conoscendo il linguaggio reggino, possa chiedersi quale sia il significato esatto in italiano di alcuni termini.

Proprio per questo, oltreché per ironizzare sul dialetto, è nata la simpatica iniziativa di un'attività commerciale del territorio, il Bar pasticceria Pennestrì. Quest'ultimo, in prossimità del proprio locale, ha esposto una lavagna con su riportate "le unità di misura del reggino".

Ecco quali sono:

- Na stampa: vuol dire "un poco", ed è la quantità che varia da 1 kg a 3 kg;

- Na uccia: sta per "una goccia". Il termine è utilizzato per gli alcolici e varia da un bicchiere a un litro

- Ddu fila: deriva da "due fili di pasta" e si rifà alla misurazione del cibo, da 500 g  a 1,5 kg;

- Ddu passi: misurazione da 500 m a 3 o 4 km;

- Ddu minuti: lasso di tempo da 45 minuti a un'ora;

- Staiu rivandu scindi: "sto arrivando, scendi". E' il lasso di tempo che varia da 15 a 45 minuti;

- Na para: indica una quantità minima di cose, identificativa da 5 pezzi a 40 pezzi;

- A poi: "poi vediamo", un lasso di tempo indefinito.

Le espressioni sopra riportate rappresentano un simbolo identitario per il territorio, poiché scavano nelle radici del linguaggio locale. Fanno parte degli usi comuni ed ogni tanto si confondono con l'italiano corrente. Nella loro importantissima semplicità, rappresentano - insomma - un valore culturale da preservare e tutelare. 

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