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Gli esordi e l'infanzia, Santo Versace si racconta su Rai Radio2: "Reggio Calabria è la città più bella del mondo"

Gli aneddoti inediti del fratello del grande stilista nel programma "Non è un Paese per Giovani"

I ricordi, l'infanzia e amore per la terra d'origine. Santo Versace ospite della trasmissione "Non è un Paese per Giovani" su Rai Radio 2 si è raccontato cominciandodal suo libro "Fratelli. Una famiglia italiana" che parte da una gloriosa Reggio Calabria.

"Reggio Calabria è una città della Magna Grecia - ha esordito Versace - una città straordinaria per me la città più bella del mondo"  e i conduttori Giovanni Veronesi e Massimo Cervelli hanno ribattuto: "E non solo per te  ricordiamo la frase di Gabriele D'Annunzio a proposito del chilometro più bello d'Italia il lungomare di Reggio Calabria oggi intitolato al sindaco Falcomatà".

"Ti svegli e trovi davanti un'Isola che ha una storia incredibile - ha proseguito Versace- come la Calabria  e Reggio". E poi ha  fatto riferimento alla storia della famiglia Versace che ha conquistato il mondo. Storia che inizia con Santo che aiuta il papà e impara le tabelline del 36 tutte a memoria perchè il carbone era 36 lire al chilo.

Da lì i ricordi degli anni '50 e del dopoguerra: "Ho cominciato a lavorare a sei anni e per me è stato un divertimento",  si ricorda anche il papà che ha lasciato a loro un importante insegnamento: la felicità non è mai individuale ma deve essere resa collettiva e come non citare la mamma che ha cominciato a lavorare come sarta e non ha mai smesso di lavorare  e  ha visto la prima sfilata di Versace prima di morire: "Gianni ha preso da mia madre io da mio padre dal punto di vista commerciale e imprenditoriale". Nel 1982 ha fatto il giro del mondo in 12 giorni per fa conoscere Versace in tutto il mondo.

Non si poteva non parlare degli inizi quando lo spirito imprenditoriale di respiro internazionale  di Santo non era visto di buon occhio: "Venendo dal profondo Sud ci guardavano - ha raccontato - come si guardano i calabresi e siciliani, c'era un'atmosfera diversa che poi la moda e il design hanno cambiato l'immagine dell'Italia nel mondo, siamo stati noi a cambiarla.

E' stato un periodo straordinario, due metà della stessa mela, due facce della stessa medaglia, due pilastri che si appoggiavano l'uno all'altro. Questo libro oltre a raccontare la prima parte di vita ho fatto 32 anni a Reggio Calabria e la seconda parte fatta a Milano parla anche della  terza parte di vita quella attuale. Perchè adesso lavoro con la Fondazione Santo Versace con mia moglie Francesca reggina anche lei. Noi ci siamo sposati civilmente nel 2014 e l'8 luglio scorso ci siamo sposati in chiesa." E poi si è parlato anche di lavoro: "L'obiettivo è vincere l'Oscar e fare dei lavori di qualità che permettano di competere".

Il libro parla della vita attuale e di quella futura. Versace ha ricordato  il concerto alla Scala di Milano previsto  il 12 febbraio e organizzato dalla fondazione dove gli strumenti sono fatti con il legno delle barche dei migranti. Ma il viaggio nei ricordi non si è fermato  annoverando  le grandi stelle italiane e internazionali che vestivano Versace: "Si vedeva l'Oscar da casa nostra di New York e con noi c'erano Whitney Houston e Woody Allen e tanti altri personaggi  e il festival di Sanremo Gianni lo vedeva a casa con Loredana Bertè, Ornella Vanoni e con tutti gli amici a Milano" e ancora si è parlato dell'incontro con Francesca, moglie di Santo, avvenuto a Reggio Calabria quando la mamma di lei andò da Santo Versace perchè voleva aprire la sua cioccolateria.

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