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Lunedì, 20 Maggio 2024
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Un pezzo di memoria che non c'è più, ricordate l'ex fabbrica di pipe? Oggi struttura fantasma abbandonata al suo destino

Storia e curiosità del fiore all'occhiello di San Lorenzo fino agli anni '70

Il nostro viaggio nella Reggio Calabria che non c'è più prosegue attraverso quei luoghi abbandonati che oggi si trovano in uno stato di deterioramento, ma che sono custodi di una storia passata che non si può e non si deve cancellare.

Ricordate l'Ex fabbrica di pipe a San Lorenzo? Oggi una struttura fantasma circondata dalla vegetazione intaccata dai segni degli anni che passato inesorabilmente. Ma qual è la sua storia? La leggiamo dai social in uno dei tanti gruppi che si fanno custodi della memoria storica. Si tratta di "Reggio Calabria: la nostra meravigliosa città" qui  la malinconia lascia spazio alla voglia di non dimenticare un sito che un tempo era attivo. Struttura destinata a vari usi che è stata trasformata in fabbrica di pipe dal 1952 al 1976.

L'attività del complesso industriale noto come Ex Fabbrica di Pipe cominciò nel 1850 come centro per la produzione della calce: "Le pietre vengono estratte poco più a monte e trasportate tramite teleferica presso il sito industriale, nel quale, oltre ai fabbricati per la macinazione e la trasformazione delle pietre, ci sono anche gli alloggi per il personale. Dal 1870 vengono prodotti anche i laterizi artigianali con la fornace Hoffmann a fuoco continuo, una delle tecnologie più innovative per l’epoca"Adesso la fornace è ridotta ad un rudere e ne rimangono la ciminiera, il canale e le camere di cottura", leggiamo nel gruppo.

Successivamente al secondo conflitto mondiale si produceva il cemento con la società “Cementerie Calabresi”: "Nel 1932 il cementificio passa alla “Società Anonima Cementerie Consorziate Italiane”, Sacci, con sede a Firenze, ma nel 1934, dopo soli due anni, cessano tutte le attività.

Nel 1952 la Sacci cede la cava per l’estrazione del calcare a due distinti proprietari e alla fabbrica alla società Erika, che iniziano la produzione di pipe. Perciò, vengono aggiunti ulteriori edifici: la raffineria e il deposito di pipe, il deposito di laterizi e la casa patronale, edificio di rappresentanza dell’intero complesso. Il fabbricato, su un unico livello con protiro di ingresso, presenta una struttura muraria in mattoni, in fissi in legno, copertura a falde con struttura in capriate a vista e manto di tegole".

L'attività ha proseguito fino agli anni '70 prima della chiusura definitiva: "Nel 1960, nella porzione Est dell’area, unitamente alla Erika, trova sede anche la società Silva, impiantatrice di una fabbrica per la produzione di legname da costruzione; per questo motivo viene realizzato un deposito di legname con una segheria. L’alluvione del 1972 danneggia, però, le strutture e le attività chiudono definitivamente nel 1976".

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