Lunedì, 15 Luglio 2024
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Quella Reggio che non c'è più: lo strano destino della "funtana" di piazza Indipendenza

Dalla storia ai detti popolari passando dall'ironica poesia: curiosità su un simbolo della memoria collettiva

Edifici, bar, ristoranti, alberghi e la lista potrebbe continuare. Il nostro viaggio attraverso i simboli di quella Reggio che non c'è più prosegue con un emblema di piazza Indipendenza: la fontana. Chi può dimenticarla?

Qui nel corso degli anni la famosa fontana è stata ricostruita più volte perchè non all'altezza delle aspettative dei cittadini. Oggi che è completamente sparita è stata sostituita da un'aiuola decorata che funge da rotatoria per dare il benvenuto ai turisti. Ma qual è la storia di questa fontana ancora viva nella memoria collettiva dei reggini? Scopriamo insieme tutte le curiosità che la riguardano.

Verrebbe da dire dunque: c'era una volta la fontana di piazza Indipendenza di cui oggi il ricordo resta vivo grazie anche al poeta satirico Nicola Giunta che ha scritto la poesia “a funtana ‘i Riggiu”, facendo ironia sulle scelte amministrative legate appunto alla fontana. La ricordano beni cittadini che la menzionano anche in un celebre detto locale: "Si cchiù fissa da funtana i Riggiu!" ossia "Sei più stupido della fontana di Reggio".

Insomma, la vita di questa fontana non è stata facile nel corso degli anni e anche il popolo social lo ricorda. A tal proposito citiamo il gruppo Facebook "Reggio Calabria e dintorni. eventi, foto e altro di bello" in cui Antonella Macheda ne ricostruisce la lunga storia. Erano gli anni '50 quando il Comune commissionò la costruzione di una fontana monumentale  su progetto dell’architetto Mainardi e all'epoca rappresentava un esempio di architettura modernista tutta italiana.

"All’interno di una cavea circolare contornata da 24 piccole colonne simil miliari unite tra loro da un corrimano in metallo vi era una vasca triangolare bombata con al centro di ogni lato dei conchiglioni scanalati con ugelli che sparavano sottili getti d’acqua che pareva continuassero le scanalature delle valve, creando un effetto ottico piacevolissimo.

L’elemento caratterizzante della fontana era l’enorme tripode, azzurro all’interno, concavo e bianco all’esterno, che s’impiantava agli angoli interni della vasca e s’elevava per ogni gamba, ingrossandosi man mano fino ad unirsi alla sommità. L’acqua scorreva dall’alto interrotta da piccoli intermezzi orizzontali che creavano delle minuscole cascate che nebulizzavano l’acqua nell’aria. Pare che quei tre piloni rappresentassero, in trasposizione moderna, il dio Apollo, archègeta (guida) dei coloni Calcidesi che fondarono Reghion, trasportato in mare su di un tripode verso la nuova città", si legge nel gruppo.

Da una parte c'era chi apprezzava l'opera dall'altra non mancavano le critiche come quelle del noto poeta Nicola Giunta che stroncò la struttura ribattezzandola attraverso i sui versi la fontana di Giufà.

Questa dopo aver smesso di funzionare fu abbattuta per poi essere sostituita con un'altranegli anni '70, tra l'altro anche luminosa, che poi venne "smontata" la notte dei mondiali del 1982 quando vinse l'Italia.

Fontana piazza indipendenza storica 02

Chiuso il capitolo della fontana, in piazza Indipendenza, un'aiuola ha abbellito la rotatoria. In questi ultimi anni, poi, l'Amministrazione comunale ha bandito un concorso di idee per la realizzazione di un monumento identitario legato alla città da collocare proprio al centro centralissima piazza. Al momento, tutto si è cristallizzato perchè i progetti presentati, a parere degli esperti, non erano idonei.

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