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AlfaKines, il metodo per insegnare karate ai bimbi dai 3 ai 5 anni

Il procedimento, ideato da Rossella Zoccali, porta a "un miglioramento di tutte le capacità motorie, delle abilità manuali, ma anche del linguaggio e della memoria"

Le innovazioni metodologiche per l’insegnamento delle discipline non ha mai fine e deve adattarsi alle necessità delle epoche, all’evoluzione tecnologica e culturale ed all’involuzione motoria della specie umana. L’uomo nella preistoria era capace di svolgere azioni atletiche di grande difficoltà: correre sulle rocce, arrampicarsi sugli alberi, lanciare pietre con estrema precisione e potenza.

Oggi, per un’alta percentuale di ragazzi la situazione è allarmante, gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado rimangono seduti sui banchi di scuola 4/5 ore senza svolgere alcuna attività motoria e nel pomeriggio, dopo lo studio, si impegnano in modo ossessivo con il telefonino ed il computer a catturare “pokemon” o a postare foto su “instagram” per aumentare i like. La socializzazione è diventata virtuale, così come la comunicazione e l’espressività.

Lo stile di vita delle famiglie è cambiato, negli ultimi tre anni la pandemia e la guerra stanno mettendo a dura prova gran parte della popolazione. Nelle scuole aumentano tra gli alunni i casi di Dsa (disturbi specifici dell’apprendimento), Adhd (sindrome da deficit dell’attenzione ed iperattività), Bes (bisogni educativi speciali) con conseguenze disastrose anche dal punto di vista motorio: i ragazzi non riescono ad arrampicarsi su un muretto, rimanere in equilibrio su un piede, svolgere una capovolta o saltare con la corda.

Il metodo AlfaKines, ideato da Rossella Zoccali, laureata in lettere moderne all’Università di Messina, atleta partecipante a tre gare mondiali di karate per le qualificazioni alle Olimpiadi di Tokyo ed insegnante tecnico della Fortitudo 1903 di Reggio Calabria, è indirizzato ai bambini dai 3 ai 5 anni e consiste nel proporre ai piccoli allievi esercizi che oltre a migliorare le capacità motorie, impegnano e stimolano quelle aree del cervello che controllano, regolano ed organizzano la comprensione e l’espressione del linguaggio.

Il metodo AlfaKines per raggiungere gli obiettivi, utilizza le lettere dell’alfabeto, le parole sillabate ed i numeri decimali e li abbina ad esercizi ginnici, azioni motorie o giochi. Le lettere, i numeri e le parole diventano un tutt’uno con il movimento determinando una sinergia di sensi e dell’agire.

Gli attrezzi e gli utensili adoperati nelle attività programmate nel metodo AlfaKines hanno la forma delle immagini e dei colori interiorizzati nel Dna dell’uomo e stimolano le idee, la creatività, la comunicazione e la socializzazione che hanno accompagnato la sua evoluzione.

I percorsi misti sostituiscono l’ambiente dove i nostri antenati cacciavano, si arrampicavano e stimolavano le proprie emozioni, anche conflittuali ed elaboravano nuove strategie per appropriarsi di quelle abilità necessarie per soddisfare i bisogni primari. Il tappeto di gomma dove i bambini a piedi nudi sviluppano le percezioni tattili, la spalliera (albero), la corda per arrampicata (liana), il bastone (un tubo di spugna), la pallina di spugna (pietra), il cerchio di plastica (ruota) ed altri attrezzi consentono di sviluppare le potenzialità motorie di ciascun individuo.

Gli obiettivi specifici del metodo AlfaKines

1) comprensione ed utilizzazione delle linee, delle forme e degli spazi abbinati al movimento;

2) conoscenza ed utilizzazione delle lettere dell’alfabeto, delle parole e dei numeri abbinati al movimento;

3) conoscenza ed utilizzazione dei segmenti corporei;

4) comprensione del fenomeno della respirazione;

5) miglioramento delle capacità espressive (verbali e corporee);

6) miglioramento delle capacità di memorizzazione.

“Ho sperimentato questo metodo per due stagioni presso l’Accademia del Karate di Reggio Calabria ed ho riscontrato nei bambini dai tre a cinque anni un miglioramento di tutte le capacità motorie, delle abilità manuali, ma anche del linguaggio e della memoria. Anche i genitori dei bambini, hanno riferito di tali miglioramenti. Ritengo che questo metodo sia molto utile nella scuola dell’infanzia e che sia un’innovazione al “classico” insegnamento.”

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