Domenica, 14 Luglio 2024
Calcio

LFA Reggio Calabria: Ballarino a tutto campo su Sant'Agata, contestazione e mercato

Il direttore generale e socio di maggioranza del sodalizio amaranto ha parlato dell'attualità amaranto: "Cinque giorni di tempo per una manifestazione d'interesse"

Nino Ballarino, direttore generale della LFA Reggio Calabria, ha parlato in conferenza stampa qualche giorno dopo la dura contestazione dei tifosi della Curva Sud, toccando numerosi temi dell'attualità amaranto:

"Sono intanto orgoglioso di quello che abbiamo fatto sino a oggi. Domenica sono stato chiamato in causa in maniera pesante, peraltro dopo 70 giorni dal mio arrivo a Reggio, tutto questo é successo perché sin dal primo giorno si é scatenata senza motivo una campagna di odio, di accuse, di attacchi personali, che ci hanno portato a tante situazioni che oggi cercherò di mettere in fila. Ne hanno dette di tutti i colori, quella che mi ha colpito di più é quella che sono poverello.

Ciò che ho subito in questo periodo é inimmaginabile, dall'essere catanese, dall'essere sciocchi, io ho grande rispetto di tutti. Pretendevo da voi solo accoglienza, in linea generale, almeno per sei mesi. Nei primi sessanta giorni non ho visto un allenamento, sono andato in giro per uffici. Quando ho iscritto la squadra ho trovato solo macerie, non c'era nulla. Il 10 settembre al Comune ho detto: "Visto che mi state contestando, visto che domani mattina andremo in Federazione, se c'è qualcuno che garantisce le nostre spese, i 400mila euro, allora eravamo pronti a fare un passo indietro, ma non si è presentato nessuno. Qualche giorno dopo siamo stati invitati ad un incontro con una delegazione di imprenditori che alla fine, in 42, non hanno tirato fuori una lira".

Ballarino precisa: "Sono stati 70 giorni pesanti, ma comunque un'esperienza gratificante. Ho lavorato 7 anni con l'Empoli, ho fatto il vice direttore generale ai tempi di Spalletti, Lucchesi. Poi sono tornato verso casa e ho fatto l'Interregionale. Ho lavorato con Sancataldese, Igea Virtus, Belpasso con Nino Pulvirenti e tre anni ad Acireale in C. Domenica é accaduta una cosa gravissima, non so se é una cosa che parte dal cuore o meno.

Se ci sono imprenditori pronti ad acquisire la Reggina do tempo cinque giorni per farmi pervenire manifestazione d'interesse, se sono nelle condizioni di poter garantire quello che garantisco io bene. Io non voglio soci, chi viene deve prendersi tutta la società.

Passati cinque giorni dobbiamo poi fare un patto d'acciaio per la continuazione, non siamo stati bravi forse a prendere 30 calciatori, ma c'è la possibilità di fare qualcosa in questo periodo. Reggio Calabria merita rispetto ed é una piazza importante, nel giorno in cui non siamo in grado di garantire quello che abbiamo promesso saremo noi a dire che lasceremo. Noi oggi siamo la possibilità agli imprenditori reggini di potersi prendere la società, ma dopo lasciateci lavorare. Io non lascio e non me ne vado".

Si apre ufficialmente la questione Sant'Agata: "Il discorso del Sant'Agata é molto particolare, li c'è la storia. Ritrovo il Centro Sportivo dopo oltre 25, peraltro con tutte le difficoltà di questo mondo, quando entriamo hanno tagliato la luce a causa della proprietà precedente. Quando andiamo in trasferta paghiamo una settimana prima altrimenti non ci forniscono il servizio i pullman o i ristoranti, perché chi c'era prima non pagava. Questa società non ha un debito, perché paghiamo prima e le aziende lo devono avere sul proprio conto corrente. Il Centro Sportivo é fatiscente, possiamo utilizzare un solo campo, i giovani non possono allenarsi e giochiamo fuori le partite fuori casa. Per aggiustare un solo campo, che non sono omologati, ci vogliono 500 mila euro".

La nuova società ha ereditato i danni del passato: "La Reggina 1914 qualche problema lo ha creato. La Reggina ha avuto no da tutte le parti e quando abbiamo iscritto la squadra, al di là che conoscevo molti della Lega, e abbiamo capito una cosa: ci avrebbero fatto fare obbligatoriamente quaranta giorni di inferno. Quando siamo stati iscritti siamo diventati lo spauracchio di tutti, hanno fatto di tutto per metterci in difficoltà.

Con i vertici siamo in buoni rapporti, giusto che il nostro mister si lamenti quando successo nelle ultime gare, il nostro mister lo ha fatto in maniera forte e lo avevamo concordato. In questo momento la nostra società deve fare capire che siamo qualcosa di diverso, ma ci dispiace quanto é successo e abbiamo fatto dei passi per capire cosa é successo. Non voglio pensare male, ma due rigori non dati in due partite, un rigore inesistente contro ci ha fatto pensare male. Abbiamo qualche appuntamento, ma non per piangere, ma per reagire. Stiamo ricostruire tutto quanto, anche l'immagine". 

Sulla contestazione: "La contestazione é stata indotta o meno? Non lo devo dire io o meno, a me é dispiaciuto molto aver sentito queste parole. Mia figlia non viene allo stadio perché due-tre signori hanno fatto alcune considerazioni su di me e non se la sente più di sentire certe cose. Mi auguro che non ci siano altre situazioni come quella di domenica".

Sulla parte tecnica: "All'inizio di questa grande avventura eravamo in quattro, io , presidente e i due direttori. Poi é arrivato il mister, non lo abbiamo messo in discussione, ci sono le condizioni per lavorare in maniera diversa. Chiaramente da qui a inizio campionato faremo le valutazioni in chiave mercato, ne abbiamo iniziato a parlarne, stamattina abbiamo fatto una riunione.

L'obiettivo nostro é quello di mandare a giocare chi non ha avuto spazio e magari individuare chi può fare al caso nostro. Indossare la maglia della Reggina é importante e pesante, i nostri calciatori non sono inferiori a quelli di altre squadre, certo ci sta di voler sistemare la squadra. Abbiamo preso 31 calciatori perché sapevamo che dovevamo fare i conti con gli infortuni. Ribadisco che sono un ambizioso, sono tifoso della Reggina, voglio arrivare il più in alto possibile".

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