Domenica, 26 Settembre 2021
Sport

Olimpiadi, compito speciale per un reggino nel karate

Riccardo Partinico prenderà parte a Tokyo 2020. Si occuperà di inviare alle testate giornalistiche risultati e interviste ai campioni, oltre a presentare il suo studio sui Bronzi di Riace

Ci sono delle eccellenze reggine in grado di risaltare nei migliori palcoscenici mondiali. Esattamente come Riccardo Partinico, storico e conosciutissimo specialista del suggestivo mondo del karate, adesso pronto a mettere al servizio del Cio tutte le sue conoscenze direttamente alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Il reggino parteciperà alla rassegna più importante dello sport mondiale andando a rilevare dati tecnici e occupandosi di inviare alle testate giornalistiche risultati delle gare, commenti e interviste ai campioni su incarico dell’associazione Atleti olimpici e Azzurri d’Italia. Altro compito illustre riguarderà la presentazione a due passi dal villaggio olimpico del suo studio sui Bronzi di Riace e la loro pratica del pancrazio. Un lavoro di fondamentale importanza - ancora di più oggi con una manifestazione segnata dalle restrizioni anti Covid - che il Cio ha voluto così affidare ad una certezza come Riccardo Partinico.

La carriera del reggino

Riccardo Partinico ha una gloriosa storia alle spalle che parte alla Fortitudo 1903 di cui è adesso presidente ma dove ha iniziato a praticare sport di combattimento all'età di 15 anni. Una vita legata alla realtà reggina, per poi diventare campione italiano con la pratica del karate alla Bushido sempre di Reggio e vincendo un bronzo a livello mondiale. Una tappa degna di nota è anche il 1983, anno in cui Partinico ha discusso la prima tesi di karate in italia, laureandosi con 110 e lode. Dal 1985 fino ad oggi ha allenato migliaia di giovani reggini, ottenendo numerosi titoli nazionali. 

Autore di scritti sulla metodologia dell’allenamento e dell’insegnamento del karate, Partinico è diventato giornalista sportivo dal 2004 occupandosi ovviamente di judo, lotta, karate e pesistica. Nell’ultimo triennio ha partecipato come allenatore internazionale a sette tappe mondiali Wkf valide per la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo, portando in gara Rossella Zoccali ed Alessandra Benedetto della Fortitudo 1903.

Le parole

Partinico ha così commentato il grande lavoro che dovrà svolgere: "Nulla è per caso. Quando si ottiene un prestigioso riconoscimento che a tredici anni un Allenatore mi disse: 'Non sei bravo a giocare a calcio, sei basso e non sei veloce' o forse, qualche anno dopo, quando a diciassette anni, 75 kg di muscoli e quasi 1,80 di altezza, dopo aver sollevato 125 kg di panca piana, il Maestro di Karate Bruno Nucera mi disse: 'ma invece di pomparti perché non vieni a provare il Karate?”. Dall’inizio di questa storia sono passati cinquant’anni. Mezzo secolo di agonismo sui tatami di tutta Italia e del mondo, inchini e strette di mano per manifestare rispetto reciproco. 

Oggi, per aver ottenuto questo unico e prestigioso riconoscimento - aggiunge - sento il dovere di ringraziare tutti i protagonisti di questa storia: i miei maestri, in particolare Giuseppe Pellicone, presidente norario Fijlkam, maestro di vita, il giornalista Francesco Gangemi per avermi avviato al giornalismo ed il maestro Bruno Nucera per avermi fatto conoscere la disciplina del karate, tutti i miei allievi, in particolare Alessandra Benedetto e Rossella Zoccali che hanno partecipato alle gare di qualificazione olimpica ed i miei pochi amici di Sport, in particolare Antonio Laganà (Arbitro Olimpico), Maurizio Condipodero, presidente regionale Coni. Calabria e - conclude - il giornalista Rai Tonino Raffa."
 

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