Reggina, l'assurdo paradosso di mettere in discussione Mimmo Toscano

Il club ha smentito delle voci di mercato che volevano l'allenatore lontano da Reggio e dei possibili sostituti già pronti a subentrare. Testa solo al Pisa da affrontare domenica al Granillo

Mimmo Toscano

Intoccabile e inattaccabile sotto ogni punto di vista. Mister Toscano è l'emblema della Reggina rinata, di un popolo che ci crede sempre e dalle difficoltà si esalta per poi poter scrivere la storia. Criticare e discutere sull'importanza di tale figura è un'oggettiva assurdità e andava fatta chiarezza.

Arriva nella serata di ieri un duro comunicato della Reggina, evidentemente e giustamente infastidita dalle discussioni che vedevano Toscano in bilico con dei sostituti già pronti a subentrargli. "In merito alle notizie apparse su alcuni giornali on line, la Reggina smentisce categoricamente ogni voce possibile relativa un avvicendamento in panchina. La società ha piena fiducia nel proprio tecnico Domenico Toscano", scrive il club.

Potrebbe apparire scontato per molti e le ragioni sono anche parecchie. Com'è possibile mettere in discussione un allenatore che ha creato un gruppo vincente in Serie C, riscritto la storia del campionato con numeri da capogiro e soprattutto plasmato la mentalità giusta per una piazza non come tutte le altre? Assurdo farlo, ma quando si oltrepassano certi confini, alcune precisazioni fanno più che bene.

Gestione umana

Provare solo a pensare di mandar via Toscano sarebbe un errore sempre e comunque, ma se c'è una certezza più delle altre che si andrebbe a scalfire è proprio la gestione del gruppo. Non parliamo del lato tattico e tecnico, dove in allenamento si sta lavorando duramente per mettere in campo il meglio che la filosofia "Toscaniana" ha da offrire, ma di come l'allenatore reggino riesce a gestire mentalmente i giocatori. I tecnici sono anche psicologi nel calcio moderno e Toscano conosce tempi e modi per trovare la giusta armonia in rosa e motivare singolarmente ogni giocatore. Chi meglio di lui in momenti non semplici? Nessuno, appunto.

Periodo non di crisi

Tanto rumore per nulla. Non la sacrosanta e corretta nota della Reggina, ma il vociare senza analizzare la situazione. Già, perché la Reggina non sta vivendo un periodo di buio totale. Sono solo sette le partite giocate in campionato e due le sconfitte rimediate contro Spal ed Empoli, l'esatto opposto dei calabresi. Non bisogna mai dimenticare che gli amaranto sono una neopromossa e da tale si devono comportare. Perdere contro squadre in lotta per il primo posto e che potrebbero già adesso dire la loro nei discorsi salvezza in Serie A, è una normalità che si può accettare. Migliorare e crescere, imparando dalle sconfitte, è l'unico modo per salire di rango. Proprio tale obiettivo è al centro dei pensieri reggini. Serve tempo e una guida solida, non discorsi che alimentano una crisi che non esiste nella maniera più assoluta al momento. Dunque, avanti tutta con la consapevolezza di avere l'uomo giusto a cui affidarsi.

"Società, tecnico e squadra sono totalmente concentrati sul prossimo impegno di domenica sera", chiude il comunicato della Reggina. Quale miglior occasione del Pisa in casa per ribadire il vero valore di un ambiente che ha da tempo trovato il giusto equilibrio?

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