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Il coach Antonio Cugliandro (foto Facebook)

Il coach Antonio Cugliandro (foto Facebook)

Bene confiscato alla ‘ndrangheta diventa sede Reggio Bic, Cugliandro: “Fondamentale per i ragazzi”

L’intervista di ReggioToday al coach della squadra di basket in carrozzina, pronta ad esordire in Serie A. Il club ha ottenuto una base operativa dove svolgere i diversi progetti sociali

2021, anno ricco di buoni propositi, entusiasmanti appuntamenti e una voglia matta di continuare a portare avanti le numerose iniziative che contraddistinguono un progetto ambizioso e virtuoso. Sono aspirazioni chiare e concrete per la Reggio Bic, squadra di basket in carrozzina pronta a compiere il suo storico esordio in Serie A.

Mentre il roster reggino continua ad allenarsi in vista delle partite ufficiali, la società ha registrato una novità davvero interessante. Il club ha finalmente una sede, beneficiando di un bene confiscato alla ‘ndrangheta che adesso è stato concesso alla Reggio Bic. Un passo in avanti notevole e siginificativo che noi di ReggioToday abbiamo discusso con il coach della squadra Antonio Cugliandro. L’allenatore ci spiega che: “Abbiamo mia sorella Amelia Eva che fa questo per lavoro. È  avvocato e curatrice fallimentare. Vedendo i progetti della Città metropolitana ha da subito sfruttato l’opportunità, portando avanti il progetto ‘Yes I can’ e ha presentato quello che facciamo a livello sportivo e soprattutto sociale, visto che ospitiamo ragazzi con diverse abilità da tutto il mondo. Abbiamo avuto giovani provenienti da Brasile, Lettonia, Svezia, Iran, Senegal e tanti altri Paesi. È quindi fondamentale una sede sia per ospitare questi ragazzi, ma anche perchè abbiamo una spesa in meno legata all’affitto. 

Abbiamo avuto – prosegue il coach - questa grande opportunità ed è stato ritenuto un progetto lodevole. Anche da parte del sindaco, che ha preso molto in cosiderazione l’iniziativa insieme ai consiglieri che ne facevano parte e l’hanno accettata. Siamo veramente soddisfatti, è stata una notizia bellissima. È essenziale avere un alloggio tutto nostro. Adesso abbiamo un punto di riferimento da poter utilizzare in qualsiasi momento anche per una riunione, ricevere alunni delle scuole oppure organizzare qualche congresso. Non vediamo l’ora di poterla inaugurare."

Lato sportivo, troviamo la Serie A: il raggiungimento di un obiettivo pianificato nel tempo, ma anche un punto di partenza verso nuove vette.

“Questo è l’inizio del risultato ottenuto. Quello che abbiamo progettato da subito, sapendo che Reggio Calabria ha vissuto e vive anche di pallacanestro oltre che di calcio, era di cercare di portare più entusiasmo possibile per avvicinare ragazzi con diverse abilità. La Regione Calabria è stata l’ultima ad aver conosciuto questo sport. In soli quattro anni dal 2016 siamo riusciti a centrare l’obiettivo e non è stato facile perché c’è bisogno di soldi ma anche e soprattutto di organizzazione. 

Ora, per via del Covid, non ci saranno retrocessioni in Serie A e quindi non abbiamo avuto la fretta di fare chissà che cosa per allestire la squadra. Abbiamo gli aiuti giusti per affrontare un campionato che ci vede spostarci in tutte le parti d’Italia. Le prime trasferte sono Bergamo e Cantù, poi in Sardegna, quindi le spese non mancano. 

Abbiamo pensato che fosse più importante creare delle basi per la Serie A, per poi magari aggiungere dei giocatori d’esperienza la prossima stagione dove ci saranno le retrocessioni, così da lottare per mantenere la categoria con tutte le forze possibili. Speriamo nell’avvicinarsi di ulteriori sponsor e sostenitori.”

Oltre gli impegni sportivi c’è sempre il lato sociale, in cui la Reggio Bic è impegnata e lo sarà anche nel 2021.

“Siamo in contatto con i dirigenti di varie scuole e stiamo cercando di organizzare incontri appena sarà possibile. Viviamo anche di questo, sensibilizzare i ragazzi dai più piccoli ai più grandi e anche tirare fuori dalle scuole qualcuno con diverse abilità. 

Stiamo notando l’approccio differente verso di noi di anno in anno. Prima c’era quel modo di vedere con occhi differenti la disabilità. I bambini per primi, se fin da piccoli hanno questa cultura di approcciarsi alla disabilità senza inibizione, allora cresciamo un futuro e un mondo migliore. C’è spesso la concezione che quando nasce un figlio disabile si tende a tenerlo chiuso in casa per tutelarlo ma anzi così facendo si vieta una vita normale. Ci siamo resi conto che attraverso lo sport molti ragazzi di Reggio hanno cominciato a viaggiare, guidare e avere una ragazza ad esempio e queste trasformazioni le vediamo durante la nostra attività.”

Progetti legati all’inclusione sociale che necessitano anche di un pulmino, per il quale è attiva una raccolta fondi.

“Cinque anni fa abbiamo avuto in comodato d’uso dal Comune un pulmino di un vecchio progetto. Sono stati gentilissimi a concederlo ma era abbastanza vecchiotto allora e adesso viaggiare per la Calabria inizia ad essere pericolo, quindi abbiamo pensato, dato che costa parecchi soldi, di aprire un crowdfunding (qui il link alla pagina dell'iniziativa, ndr) e sta andando bene nonostante l’abbiamo pubblicizzata solo sui nostri social.

Auspichiamo – conclude Antonio Cugliandro - di avere maggiore sostegno da parte della Regione. Ci chiamiamo Reggio Calabria, ma siamo l’unica realtà regionale e speriamo ci sia più considerazione da parte loro così da avvicinare ragazzi di tutta la Calabria.”

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