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Domenica, 3 Marzo 2024
Volley

La breve epopea pallavolistica di Reggio Calabria e i tre scudetti sfumati in extremis

Per la formazione calabrese due finali play-off perse per un soffio e un titolo revocato tra il 1999 e il 2001

Non c’è due senza tre. I tifosi della Virtus Reggio Calabria conoscono fin troppo bene questo detto popolare, ma in senso negativo. Sono passati più di due decenni dal momento d’oro di questa squadra che dominò il volley femminile per diversi anni, prima di cadere nell’oblio.

È impossibile però dimenticare i tre scudetti persi in modo incredibile da una formazione che avrebbe meritato questa soddisfazione, se non altro per quanto dimostrato nella regular season. Si tratta del periodo compreso tra il 1998 e il 2001, un triennio caratterizzato anche da trofei importanti (due edizioni della Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una Coppa CEV) ma senza la più classica delle ciliegine sulla torta. La Medinex, questa la denominazione ufficiale della compagine reggina, non riuscì mai a conquistare lo scudetto, nonostante i favori del pronostico. Gli anni Novanta sono stati a dir poco forieri di successi per Reggio Calabria.

Dopo il rilevamento da parte dell’imprenditore Pasquale Rappoccio, la Virtus fu protagonista dell’approdo in A1 grazie all’acquisizione dei diritti di un altro club, Sumirago. Nella stagione 1998-1999 si cominciò a fare sul serio. Con Giuseppe Cuccarini in panchina e con un roster caratterizzato da giocatrici di livello come Simona Gioli, Susanne Lahme e Yumilka Ruiz solo per citarne alcune, la squadra arrivò prima nella regular season con 4 punti di vantaggio su Modena. Le calabresi approdarono poi alla finale play-off in cui incontrarono la Foppapedretti Bergamo. Fu una sfida avvincente, risolta soltanto in gara 5 e dopo che la Virtus si era ritrovata in vantaggio per 2-1 dopo gara 3. Non andò meglio nell’annata successiva.

Cuccarini riuscì a fare addirittura meglio in campionato, perdendo una sola partita e terminando la stagione regolare con ben 10 punti di vantaggio su Modena. Ancora una volta, però, i play-off riservarono un’amara delusione, con la clamorosa rimonta sfiorata in finale contro le stesse emiliane e gara-5 disputata in un Palasport Pentimele gremito all’inverosimile (ben 11500 spettatori, un record battuto soltanto di recente da Milano-Conegliano). La stagione 2000-2001 vide il cambio di denominazione in Calabria Volley e un copione già visto più volte: la società puntò su Giovanni Caprara come allenatore e su nuovi innesti di rilievo (Artamonova-Estes e Potachova tra tutte), vincendo per il terzo anno di fila la regular season e conquistando effettivamente la finale play-off ai danni di Bergamo.

Fu però una gioia fugace perché il titolo non venne assegnato a causa del ingaggio giudicato non regolare della romena Cristina Pirv. A revocare lo scudetto fu il Consiglio Federale dopo che il tribunale di Reggio Calabria si era dichiarato incompetente territorialmente. La questione si trascinò in realtà per diversi mesi fino alla sentenza storica che rappresentò l’inizio del declino. Dopo una stagione anonima, la Virtus fu costretta a cedere il titolo di A1 nel 2002, prima di ricominciare dal settore giovanile. Quegli anni lontani, però, rimarranno sempre difficili da dimenticare.

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