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"Murra" in piazza, Falcomatà: "Esiste un enorme problema educativo in città" |VIDEO

"L’altra mattina alcuni di questi ragazzi, dopo l’ennesimo ancestrale “tsaaa” o roba simile, sono stati identificati dalla polizia municipale"

Questa mattina il sindaco Falcomatà, dalla sua pagina social, ha “svelato” ai reggini distratti quanto accade quotidianamente in città, per le vie del centro e nelle piazze principali. Ragazzini, in età scolare, intenti a “giocare a murra” e spesso a ballare la tarantella con tanto di tamburello e organetto. 

“...E quindi?” ha risposto la madre di un ragazzino chiamata dalla polizia municipale! “E quindi?” si domanderanno i più, cosa c'è di male? Ci sarà chi obietterà “sono le nostre tradizioni popolari”! 

Il sindaco Falcomatà, dunque, ha raccontato quanto accaduto: “È purtroppo ciò che accade quotidianamente, a qualsiasi ora, nei dintorni di piazza Italia, teatro principale delle sfide di morra (o murra). L’altra mattina alcuni di questi ragazzi, dopo l’ennesimo ancestrale “tsaaa” o roba simile, sono stati identificati dalla polizia municipale.  La madre di uno di loro, raggiunta telefonicamente, ha detto: “e quindi che problema c’è?”. E quindi che problema c’è?

Nessuno signora, soltanto che suo figlio a quest’ora dovrebbe essere a scuola e invece emette urla primordiali per altro “giocando” in un modo da tempo vietato dalla legge.

https://fb.watch/8GuU9trKiz/

Esiste un enorme problema educativo nella nostra città del quale siamo tutti responsabili (istituzioni, famiglie, scuola, associazioni, chiesa) e dal quale dipende il “pensiero successivo”, il futuro che siamo chiamati a costruire. E finché di fronte a tutto ciò la risposta sarà “e quindi”, saremo destinati a far passare tutto come normale, dalla carta a terra agli omicidi. Buona giornata Reggio”, conclude Falcomatà.

Ecco un problema educativo, lo dice chiaramente il primo cittadino e adesso tutti, nessuno escluso, non possiamo far finta di non sapere! I ragazzi, i minori soprattutto, stanno vivendo in una città dove la dispersione scolastica è altissima. L'Eurispes ci aveva già fornito una fotografia della situazione in Calabria per l’abbandono scolastico e la povertà formativa. 

“L’istruzione obbligatoria, in Italia, ha la durata di 10 anni, eppure, - evidenziava l'Eurispes - in alcuni casi, gli studenti abbandonano il percorso scolastico e formativo senza avere conseguito, nel frattempo, un titolo di studio superiore al diploma di scuola  media inferiore, ponendosi in una situazione di svantaggio rispetto ai coetanei.

La percentuale di giovani tra 18 e 24 anni che ha abbandonato precocemente gli studi è del 13,5% nel 2019. Al Sud quasi un ragazzo ogni cinque lascia la scuola in anticipo. La Calabria raggiunge vette di dispersione scolastica del 20,3% e, mentre negli ultimi dieci anni la situazione è in miglioramento in tutta Italia, in Calabria è peggiorata dell’1,8%. Per quanto riguarda l’abbandono della scuola media, la percentuale è dello 0,8%, superiore di 0,1 punti percentuali rispetto alla media nazionale”.

La pandemia e la didattica a distanza hanno sicuramente aggravato la situazione. Ma non è solo compito delle istituzioni scolastiche aiutare e formare i giovani. In questa terra devastata dalla 'ndrangheta c'è una povertà formativa che lascia spazio a situazioni di malaffare ed è facile per chi è più fragile e non ha un tessuto familiare sano, finire nelle mani dei clan per le attività illecite.

In questa città, dove pochissimi sono i servizi offerti e non solo per i più giovani, la Chiesa, con i suoi centri aggregativi, spesso è l'unica valida soluzione alla strada. E' tempo adesso di ripensare la città, a misura di bambini e dei più giovani affinché possano crescere in un ambiente sano!

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