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Martedì, 6 Dicembre 2022

VIDEO | La droga importata dal Brasile stoccata in Svizzera prima di inondare le piazze di spaccio

La rete dei narcos e dei corrieri della 'ndrangheta gestita con telefonini criptati ma anche con comunicazioni partite dalle cabine telefoniche

La droga partiva dal Brasile e veniva stoccata in Svizzera prima di entrare in Italia per essere smistata dai corrieri dei narcos reggini nelle tante piazze di spaccio inondate dalle sostante stupefacenti della ‘ndrangheta.

Cosche reggine che, con il passare degli anni, hanno visto rafforzarsi le proprie credenziali mafiose nei confronti dei cartelli internazionali del narcotraffico e con le organizzazioni criminali più potenti in Europa, quale quella albanese.

La fama criminale, come emerso durante le indagini della guardia di finanza, era utile anche ad appianare i problemi che insorgevano sul percorso di approvvigionamento della droga. A seguito di problematiche legate al pagamento della droga, spiegano le fiamme gialle, attesi i solidi rapporti in essere, un membro dell’organizzazione brasiliana fornitrice si sarebbe finanche recato in Calabria per incontrare il capo del sodalizio criminale, per addivenire ad una soluzione.

Prima dell’incontro - monitorato dagli investigatori della guardia di finanza di Reggio Calabria, guidati dal colonnello Maurizio Cintura e coordinati dal procuratore capo Giovanni Bombardieri - al fine di far comprendere in maniera chiara l’importanza del soggetto che si apprestava ad incontrare, un indagato palesava al referente brasiliano lo spessore criminale del proprio dominus, ostentando, al fine di fugare ogni dubbio, il contenuto di articoli stampa da cui spiccava la caratura della compagine criminale di appartenenza.

Per difendersi da occhi ed orecchie indiscreti, poi, i narcors tratti in arresto all’alba di oggi non disdegnavano l’uso delle moderne tecnologie di comunicazione, utilizzando telefonini criptati, ma non si facevano problema nell’usare apparecchi più “antichi” come le collaudate cabine telefoniche.

Strumenti usati dalla compagine criminale per gestire, come specificato dalla guardia di finanza, una consolidata attività di smistamento dello stupefacente attraverso l’impiego di appositi corrieri, sempre pronti a rifornire molteplici “piazze di spaccio”, fungendo da spola tra il territorio calabrese e quello siciliano. In un’occasione, infatti, veniva arrestato, in flagranza di reato, un affiliato in procinto di imbarcarsi per la Sicilia.

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