Don Ciotti: "Il coraggio degli imprenditori va sostenuto" |VIDEO

Cerimonia a Palazzo Alvaro di consegna di undici loghi agli imprenditori che hanno aderito a “ReggioLiberaReggio”, la campagna antiracket e di consumo critico “sponsorizzata” dall’associazione Libera

Il coraggio da sostenere, da alimentare quotidianamente per non lasciare che chi denuncia, in una terra difficile dove la 'ndrangheta è forte e pervasiva, sia un morto-vivo. Li chiama così don Luigi Ciottti, il presidente di Libera, arrivato a Reggio Calabria per essere vicino, davvero, agli imprenditori che ancora con coraggio scelgono di aderire alla campagna antiracket.

“Morti-vivi perché non si uccide solo con le armi, - spiega don Ciotti - ma mortificando la vita delle persone, non sostenendola. Quanti sono i morti-vivi che le mafie e la corruzione continuano a fare? Mafia e corruzione sono parassiti che distruggono, che impoveriscono, che indeboliscono tutta la società dal suo interno e quindi continuano a fare morti-vivi. Tiberio Bentivoglio (l'imprenditore reggino, titolare di una sanitaria, che da anni denuncia il racket ndr) rischia di essere uno di questi perché il suo coraggio, il suo impegno, rischia di essere mortificato perché non ci sono le condizioni che uno possa reggere certe situazioni. Si uccide in tanti modi. Il comandamento: Non uccidere, non è solo violenza diretta ma anche le modalità che ti mortificano e ti uccidono dentro”.

Per sostenere, dunque, il coraggio e non lasciare soli gli imprenditori onesti ecco che oggi sono stati consegnati undici nuovi loghi “ReggioLiberaReggio”, la campagna antiracket e di consumo critico “sponsorizzata” dall’associazione Libera. Un segno chiaro, inconfondibile per dire no al pizzo, per dire no alle mafie. Altri undici imprenditori reggini si uniscono agli altri oltre settanta che già hanno scelto da che parte stare. Il cammino di ReggioliberaReggio, infatti, è iniziato ben undici anni fa e non è poca cosa in questa terra martoriata dalla ‘ndrangheta. 

“Una mafia che è sempre più aggressiva – dice don Ciotti – che ha come obiettivo solo fare affari, il profitto. Si è sconfitta in gran parte l'ala militare ma ancora c'è molto lavoro da fare. La mafia non è solo al sud e ormai lo sappiamo bene, anche al nord sono le famiglie mafiose sono molto presenti, molto globalizzati, usano le nuove tecnologie e si sono evoluti”.

“Qui si compie ancora una pagina della lotta alla 'ndrangheta, Reggio, con i suoi commercianti e imprenditori continua a dire no alla mafie”.

La cerimonia a Palazzo Alvaro

Così nel salone di Palazzo Alvaro ecco che c'è l'ufficialità: la consegna dei loghi. Una cerimonia sobria alla presenza del sindaco Giuseppe Falcomata, di don Luigi Ciotti, del referente regionale di Libera don Ennio Stamile e di tante autorità. C'è emozione e piano piano si avvicendano al tavolo gli imprenditori per ritirare il logo che da domani farà bella mostra nelle loro attività. Undici nomi, undici attività anche del sociale che si uniscono alla grande famiglia di Libera. C'è anche Gianfranco Laganà, il titolare del Vesper che solo qualche tempo fa è stato preso di mira dagli estorsori, subito denunciati.

L'elenco degli imprenditori

Ecco i nomi: Caterina Barreca, dell'Associazione Arghillà, Antonio Campolo del Tabernacolo; La ceramica di Rorò, l'impresa edile Marsic di Pasquale Marra; Antonio Melasi di Audiovisivi Iride; l'Erboristeria di Catona; Elisa Polimeni di Natura Calabria; Nicoletta Latella titolare di un tabacchino; Martino Parisi dell'Accademia Pentacaris- scuola di musica e la società professionale Sosietec e il già citato Gianfranco Laganà, titolare del Vesper.

La collaborazione dell'Atam

L’evento coincide con l’inizio della collaborazione con l’ATAM di Reggio Calabria, grazie alla quale partirà un’importante iniziativa di comunicazione sui mezzi cittadini. Inoltre, grazie all’adesione di diverse sedi istituzionali si procederà ad installare numerosi totem con tutte le informazioni sulla campagna “La libertà non ha pizzo”.

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