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Redazione ReggioToday

Il Pd e la sfida di Nicola Irto: "Riconoscere i gatti neri anche di notte"

L'opinione dell'ex assessore Demetrio Pellicanò della giunta del sindaco della primavera reggina Italo Falcomatà

"Il Pd, cambia davvero? "Qui si parrà la tua nobilitate". Ancora una volta padre Dante ci viene incontro per aiutarci, con acutezza d'analisi e bruciante attualità, a semplificare concetti, stati d'animo, a tradurre e capire contesti storici, politici, sociali della vita contemporanea.

L'elezione di Nicola Irto alla guida della segreteria regionale del PD segna un momento di svolta, un ravvedimento della politica e della sua voglia di tornare a casa, di recuperare valori, prestigio e autorevolezza. È una sfida affascinante, suggestiva ma al contempo tale da far tremare le vene e i polsi".

E' quanto afferma Demetrio Pellicanò, ex assessore della giunta guidata da Italo Falcomatà, sindaco della primavera di Reggio, che aggiunge: "La scelta di Irto, la migliore, la più adeguata, la più oculata del panorama politico di centrosinistra calabrese, deve, però, fare i conti con un partito da ricostruire. Un partito assente sui grandi temi della vita sociale, litigioso al suo interno, dilaniato da personalismi, tutto preso e compreso da logiche spartitorie, da rendite di posizione,smanioso di accaparrarsi ruoli e carriere politiche.

Irto è chiamato per un tentativo quasi disperato, proibitivo, ma siamo fiduciosi, non manca di capacità, coraggio e saggezza. Soprattutto non gli fa difetto il senso del dovere, dell'appartenenza, della razionalità. Se non ora quando? La politica ci ricorda Pietro Scoppola è "valutazione razionale del possibile e sofferenza per l'impossibile"".

Secondo Pellicanò, "Irto sa perfettamente, ricordaglielo sarebbe un oltraggio alla sua storia politica, che un partito, soprattutto di sinistra è un luogo di passione, di militanza, di fede, di sacrifici, di generosa e gratuita donazione. La linfa vitale di un partito è il rapporto simbiotico con la sua gente, con gli usi, i costumi, le tradizioni, le ansie più chiare e trasparenti del proprio territorio.

La storia ci insegna che la DC e i partiti di massa finirono, non con tangentopoli che costituì l'atto finale, ma quando persero di vista la società con i suoi drammi, le sue sue sofferenze, quando non conoscevano più il costo di un litro di latte o come si viveva e si moriva in una corsia d'ospedale. Ci sarà una ragione se nelle ultime elezioni suppletive di Roma è andato a votare solo l'11% di quel collegio elettorale?

La risposta è nelle cose, la politica del leaderismo, delle aziende, dell'alta finanza, delle elites, dei casati allontana la gente e la fa sentire estranea ad ogni forma di partecipazione. Di notte i gatti appaiono tutti neri, senza distinzione di razza e di colore. Ed è qui - conclude Demetrio Pellicanò - che Irto gioca la sua scommessa e anche la sua credibilità. Urge riscoprire il merito, separare il grano dal loglio, ridare forza all'etica, alla rappresentanza, rinsaldare i valori che rendono coesa e viva una comunità,avere l'ardire, il coraggio di cacciare i mercanti dal tempio".

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