Domenica, 21 Luglio 2024
Scalino19

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A cura di Antonio Marino

In ricordo del reggino Castellacci, l’altra anima del Bagaglino

Lo scrittore, originario di Reggio Calabria, renderà l’anima al buon Dio il 4 dicembre del 2002. Sussurrerà Oreste Lionello: "E' un grande acquisto per l’aldilà"

"Mario era certamente il più bravo di tutti noi. Aveva un’anima di poeta incassata in un corpo di fruttarolo, come diceva Lei (Gabriella Ferri, ndr). Aveva dieci anni più di me, e nel nostro ambiente era quasi un mito. Per essere l’autore della canzone Le donne non ci vogliono più bene, scritta a vent’anni, quand’era andato volontario nella
Repubblica Sociale".

A scrivere è Pier Francesco Pingitore, che nel 2012 pubblicò "Memorie dal Bagaglino – Diario intimo di un cabaret". E quel Mario è il nostro concittadino Mario Castellacci: insomma, la metà perfetta di quel "Castellacci&Pingitore" che tante e tante volte abbiamo pronunciato o sentito pronunciare ogni qualvolta s’è fatto riferimento a quell’intrigante, coinvolgente mondo che fu il cabaret.

Chi di noi non ha mai sentito parlare del famigerato romano Salone Margherita? E di Oreste Lionello? E di Battaglia e Miseferi? Ma .. andiamo con ordine!

È il 16 luglio del 1924 e il mare dello Stretto accoglie il primo vagito di un frugoletto: è nato Mario Castellacci! Della sua infanzia reggina ben poco si conosce: sappiamo però ch’è figliuolo di genitori toscani e che il babbo, impiegato di banca, costringe la famiglia al vagabondaggio! Mario vivrà le elementari in Calabria, il ginnasio e il liceo a Bari, l’università, Facoltà di Scienze Politiche, a Roma.

In vero, però, Castellacci una sua autobiografia l’ha scritta, titolandola "La memoria bruciata": è il racconto che, iniziando con l’infanzia sua, termina col finire della Seconda Guerra Mondiale. È la "memoria", annota Castellacci, di chi – come lui, che addirittura abbandonò gli studi universitari – ha militato nella Repubblica Sociale di Salò ed ha dovuto poi adoperarsi per "bruciarla", tal memoria…

Calato il sipario sul tempo bellico, Castellacci abbraccia la carriera giornalistica, venendo assunto in Rai dopo aver collaborato con diverse testate umoristiche. La vita da giornalista, seppure in Rai, non lo appaga compiutamente: nel 1965, insieme a Pier Francesco Pingitore, Luciano Cirri, Raffaello Della Bona, Piero Palumbo e Gianfranco Finaldi fonda il cabaret Il Bagaglino.

Ha inizio così, per Castellacci e compagni, un’avventura artistica che, allorquando poi Il Bagaglino approfitterà pure della televisione per entrare in casa di tutti gli italiani, costringerà milioni di spettatori a … leggere la realtà italica, coi suoi arzigogolamenti politico-sociali, sbellicandosi dalle risate!!!

Ma Mario Castellacci fu anche paroliere: suoi, ad esempio, sono i testi di "Non sia mai", "Un calcio alla città" e "Dove, come e quando", brani che portò al successo Domenico Modugno. Scrisse testi per alcune trasmissioni TV di Gigi Proietti e il 9 ottobre 1981 debuttò il suo musical "Forza venite gente", dedicato alla vita di San Francesco d’Assisi.

Inventa, a Bassano in Teverina, "La piazzetta", un ristorante cabaret costruito come una vera e propria piazza di paese, con tanto di piccolo palcoscenico per quotidiane esibizioni unite a goduriose mangiate. Lì, tanto per fare un nome, mosse i primi passi Giorgio Tirabassi. E siccome in qualsiasi posto andasse, se non c’era, creava un Teatro, sfruttando un vecchio e abbandonato cinema parrocchiale, fondò a Todi il Todeon.

Renderà l’anima al buon Dio il 4 dicembre del 2002. Sussurrerà Oreste Lionello: "è un grande acquisto per l’aldilà. Mario era un uomo che non amava apparire, nonostante la sua grandezza era un uomo che non si prendeva mai sul serio e credette fino in fondo alla forza dell’ironia".

E se a Todi si tuffò pure nell’oceano letterario, pubblicando la raccolta di versi e poesie "Todi et amo – aneddoti, personaggi e fatti tuderti rivisitati dalla fantasia e dalla satira dell’uomo di teatro", l’Amministrazione comunale della stessa Todi gli intitolerà, nel 2008, il belvedere che sta innanzi al Tempio di Santa Maria della Consolazione.

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