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Lo Stretto necessario

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A cura di Roberta Pino

Pentimele

Yoga: open day al circolo Polimeni alla scoperta della disciplina tra le più antiche al mondo

A confronto con il maestro Francesco Tassone che svela i segreti della pratica che fa bene al corpo e alla mente

Tutti i benefici e le curiosità dello yoga verranno svelati sabato prossimo, in occasione dell’open day al Circolo del tennis Rocco Polimeni. Un'iniziativa voluta dal presidente, l’avvocato Ezio Privitera, eletto da appena sette mesi che, su input del maestro Francesco Tassone, intende diffondere e approfondire la conoscenza di questa disciplina, le cui radici affondano nella cultura millenaria.

L’appuntamento è sabato 21 gennaio, alle ore 10, negli spazi del gazebo situato all’ingresso del noto club sportivo (e non solo) di parco Pentimele. Un’occasione di confronto con l’insegnante Tassone, già operativo al Circolo da quasi un anno, sia per coloro che già frequentano le lezioni sia per i curiosi che vorrebbero fare una lezione prova e scoprire se lo yoga è davvero loro congeniale.

“Un’occasione per entrare nello yoga, scoprirne le particolarità meno note, sapere se con certe patologie si può praticare o meno, scoprire su di sé i benefici psico-fisici che derivano dalla sua pratica - spiega Francesco Tassone, (nella foto) - è un’opportunità unica e bellissima, si svolgerà nel gazebo principale, l’importante è venire vestiti comodi in tuta e con un tappetino in modo da poter praticare agevolmente le posizioni a terra. Si praticherà la disciplina dello yoga e a seguire, si spiegheranno i rudimenti in cui consiste, si risponderanno a domande per capirne le funzionalità”.

Tassone Francesco

Cosa significa Hatha Yoga? “Ciò che propongo si chiama Hatha Yoga Anima green che deriva da tutta l’esperienza di trentacinque anni di yoga acquisita nel tempo. Attraverso varie pratiche, diversi maestri, insegnamenti, esperienze in giro per il mondo, ho messo insieme quello che secondo me più di tutto funziona per il neofita ma anche per chi pratica già da un po’ di tempo e vuole massimizzare i benefici in quelle tre occasioni settimanali in cui riesce a praticarlo.

E’ una sintesi, una summa di quello che più di tutto ho visto che funziona. E’ uno yoga con un approccio semplice, molto legato all’uso del corpo e alla consapevolezza del respiro, per cui in realtà è una disciplina adatta a tutti, anche se non tutti sono adatti allo yoga. A volte, nel praticarlo, ci accorgiamo che non è nella nostra lunghezza d’onda - chiarisce Francesco Tassone - però nel farlo, troviamo beneficio.

E così, giorno per giorno, attraverso la pratica, si scopre come tutta la muscolatura, visibile e invisibile, si irrobustisce, si rinvigorisce; i sistemi linfatico, cardiovascolare, immunitario hanno una risposta completamente diversa nel nostro quotidiano. E già dopo qualche mese si possono sperimentare i benefici perché, quando si impara ad essere consapevoli del respiro si ha un potere, una consapevolezza sulla nostra vita che è in crescente aumento”.

Possiamo definire questa disciplina esclusivamente orientale? “Ormai non più. E’ chiaro che lo yoga nasce in Oriente, i grandi come Patañjali, Buddha, Shiva sono stati i primi a trasmettere questi insegnamenti all’umanità e tanti altri in linea di questi grandissimi maestri hanno diffuso lo yoga nel mondo. Però nel tempo l’occidente si è tanto interessato a queste discipline introducendo anche delle innovazioni, evoluzioni applicabili alla modernità.

Lo yoga è una disciplina in costante evoluzione, quindi si può affermare che in fondo è diventata universale. Le origini sono sempre quelle e vanno onorate - sottolinea ancora il maestro Tassone - però bisogna tenere conto di tutta la trasformazione che questa disciplina ha avuto e la conoscenza che deriva dall’applicazione pratica”.

Ormai sempre di più gli adepti che si accostano a questa disciplina ma altri ancora resistono perché erroneamente pensano che non serva al fisico. “Ci sono tante idee errate intorno allo yoga, a volte basta un’esperienza negativa, e da quel momento in poi, tutto ciò che ruota intorno ad esso sembra essere quello.

Ma lo yoga è una disciplina immensa, è fatto da otto passi fondamentali, quando si comincia a praticarlo, si comprende che i benefici sono fisici, mentali, emotivi, spirituali, abbracciano tutti gli aspetti dell’essere umano. Sulla forma fisica i benefici sono immensi. Lo Hatha yoga si basa proprio sul principio dell’armonia. L’idea di armonizzare sole e luna significa armonizzare gli opposti, il lato destro e sinistro del corpo, del cervello, la luce e l’ombra che vivono dentro di noi.

Non solo c’è un beneficio di armonizzazione di tutto il sistema muscolare, ma ci sono benefici profondi a livello cardiovascolare, se impariamo bene a respirare e a non affaticare il cuore e il diaframma, ma impariamo a sviluppare quella muscolatura legatissima al sistema cardiovascolare”.

Dove ha imparato questa disciplina? “Ho conosciuto lo yoga all’età di diciannove anni grazie ad un amico, abbiamo fatto il primo pranayama (l’arte del respirare) insieme, poi da lì mi sono incuriosito. Da quel primo esercizio insieme ho sentito tutta la potenzialità contenuta nello yoga e da lì ho cominciato a fare esperienze in tutto il mondo.

Lezioni, approfondimenti e per tanto tempo non l’ho nemmeno insegnato perché era una cosa che interessava me. Ora è da qualche anno che ho sentito il bisogno di restituire tutti i benefici che ho ricevuto che vogliono essere condivisi. I rudimenti li ho imparati ad Assisi, poi sono stato a San Francisco, Palo Alto, Escondido, e poi in India a Delhi, Calcutta, Benares e poi in Sud America ho approfondito altri aspetti legati allo yoga.

Ed ancora a Los Angeles, ho studiato tutta la chinesiologia del respiro, della muscolatura, ho fatto vari corsi legati a tutto quello che è periferico allo yoga, varie discipline che mi hanno dato una visione onnicomprensiva, completa, non soltanto legata allo yoga, quindi settaria, ma una visione più ampia, olistica”.

Dalla sua esperienza di agronomo, qual è il legame tra natura e yoga? "Nella mia attività professionale di agronomo, gli studi fatti sulla natura, l’ecologia, l’impatto ambientale, sono sempre scaturiti da questa voglia di comprendere l’interazione tra il potere dello yoga e quello della natura. Alla fine convergono in un’unica dimensione.

Lo yoga stesso replica posizioni delle creature viventi, animali, piante. Riproduce forme della natura e la natura ha in sé il modo e la consapevolezza di un respiro yogico. E’ affascinante - conclude Francesco Tassone - avere la possibilità di approfondire entrambe le tematiche e trovare la loro unicità”.

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